Secondo il premier slovacco Trump sarebbe “fuori di testa”

Hungarian PM’s Press Office

di Irene Soave (corriere.it, 29 gennaio 2026)

Il commento fa notizia il doppio, perché viene da uno dei più grandi sostenitori di Trump in Europa (e soprattutto delle posizioni di Trump sulla debolezza dell’Europa): Robert Fico, premier populista slovacco al quarto mandato, dodici anni di governo sempre più conservatore, si sarebbe detto «preoccupato per la salute mentale di Trump», che in un recente bilaterale a Mar-a-Lago avrebbe trovato «fuori di testa» e «pericoloso».

Le sue osservazioni sono arrivate alla stampa internazionale — rivelate da uno scoop del sito Politico Europe — con un passaparola di altissimo livello, e subito smentite dallo stesso Fico e dalla Casa Bianca. L’incontro a due si è svolto, nella villa di Trump a Mar-a-Lago, il 17 gennaio. Un incontro «informale e aperto», ha scritto poi il leader slovacco in un post social, annotando anche con orgoglio che essere ricevuto a casa è «una manifestazione di profondo rispetto e fiducia». La discussione «ha riguardato temi internazionali, con particolare attenzione all’Ucraina, dove i rappresentanti americani erano interessati alle nostre posizioni, perché non siamo pappagalli di Bruxelles». E così via.

Ben diversi, secondo la ricostruzione che quattro giornalisti di Politico Europe hanno pubblicato ieri, i toni di Fico cinque giorni dopo, a Bruxelles, nel vertice Ue di emergenza organizzato per discutere delle relazioni con gli Usa dopo le minacce trumpiane sulla Groenlandia. Lì, durante una chiacchierata informale con gli altri leader Ue a margine della tavola rotonda, Fico si sarebbe sbottonato. Cinque alti diplomatici — quattro di diversi Paesi Ue e un funzionario europeo — non presenti alla chiacchierata e ovviamente anonimi, hanno riferito ai giornalisti separatamente di aver saputo dai rispettivi capi di governo, che invece alla chiacchierata c’erano, delle poco diplomatiche esternazioni dello slovacco. Fico si sarebbe detto «preoccupato per lo stato psichico di Trump»; secondo una fonte, «pericoloso»; secondo un altro, «fuori di testa»; per un terzo «traumatizzato» dall’incontro. Tutti dicono di aver usato i termini usati, a loro volta, dai loro leader.

Fico ieri è stato costretto a smentire tutto, con un lungo post su X (già Twitter): «Devo ricusare con enfasi le bugie del sito Politico su come avrei giudicato il mio meeting con Trump, a Bruxelles. Nessuno ha sentito nulla, nessuno ha detto niente, non ci sono testimoni, ma il sito ha potuto lo stesso uscirsene fuori con queste bugie». Al vertice di Bruxelles, scrive Fico, «io non ho parlato». Pochi giorni prima, contravvenendo al solito supporto offerto a Trump — che dall’inizio del secondo mandato alla Casa Bianca loda, invece, incessantemente —, Fico aveva criticato il rapimento di Maduro, e ieri ha aggiunto: «Sono spesso d’accordo col presidente Usa, a volte no. Mi aspettavo che dopo i miei commenti sul Venezuela avrebbe cancellato la mia visita negli Usa, ma non è successo e quindi la apprezzo ancora di più».

Anche la vice-portavoce della Casa Bianca, Anna Kelly, ha parlato di «totali bufale propalate da diplomatici anonimi che cercano di essere rilevanti». Ai giornalisti di Politico, un funzionario che era presente a Mar-a-Lago ha anche detto di non aver notato stranezze da parte di Trump, e che l’incontro è stato «molto cordiale».

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