La risposta di Donald Trump alla rivolta delle tv americane contro l’allontanamento dalla Casa Bianca di Cnn, Politico e Ms Now non si è fatta attendere. La Casa Bianca ha infatti annunciato il lancio della “Trump Tv”, una piattaforma streaming attiva 24 ore su 24 dedicata agli eventi dell’amministrazione.
di Marco Taradash (linkiesta.it, 22 settembre 2026)
Donald Trump ha provato a spegnere tre voci e si è trovato di fronte a una fila di telecamere spente. Dopo l’esclusione di Cnn, Ms Now e Politico dalla Casa Bianca, le principali reti televisive hanno sospeso la partecipazione al servizio comune di copertura delle attività del presidente.
di Federico Pontiggia (ilfattoquotidiano.it, 15 luglio 2026)
Mark Ruffalo, quali pericoli ravvisa nell’acquisizione di Warner Bros. da parte di Paramount?
«Moltissimi. C’è l’inevitabile impatto umano della fusione: centinaia di migliaia di lavoratori in tutto il mondo rischiano il posto. Oltre ai rischi tipici delle concentrazioni di questa portata – appunto, licenziamenti di massa, tagli alla spesa produttiva, minore scelta per i consumatori – l’operazione rappresenta una minaccia reale per la democrazia, e non solo negli Stati Uniti. Consegneremo a miliardari che non hanno mai nascosto l’intenzione di usare tali risorse per promuovere le proprie narrazioni politiche la possibilità di farlo su scala globale».
Fino a poco più di un anno fa David Ellison dirigeva Skydance Media, una società di produzione cinematografica relativamente piccola: produceva film tratti da alcuni franchise di grandi successo, come Mission: Impossible e Star Trek, ma le sue possibilità erano molto lontane da quelle di colossi come Netflix o Disney. Nel giro di pochi mesi, è diventato l’imprenditore più ingombrante e influente di Hollywood.
di Martino Mazzonis (huffingtonpost.it, 18 febbraio 2026)
In principio fu Jimmy Kimmel, poi vennero tutti gli altri. Le pressioni sul mondo dell’informazione da parte dell’amministrazione Trump e dei suoi alleati, spesso miliardari e padroni di media, si fanno asfissianti. Sembra passato molto tempo, ma sono passati pochi mesi.
Vedremo presto una serie su Donald Trump su Netflix? Chissà, dato che non c’è solo la Groenlandia tra i suoi interessi impellenti: il presidente ha acquisito, infatti, numerose obbligazioni in Netflix e Warner Bros. Discovery.
di Massimo Arcidiacono (linkiesta.it, 10 dicembre 2025)
Quel twittarolo compulsivo di Elon Musk conosce bene – ci piaccia o no – come vanno le cose nell’America di oggi. Dato per fatto dall’universo mondo il merger di Netflix su Warner Bros, già venerdì aveva risposto con due emoji raffiguranti popcorn a un post di Culture Crave in cui si ventilava un’offerta al rialzo, stavolta ostile, di Paramount Skydance.
Ammiccanti e bellissime modelle sui loro profili X invitano a votare per Donald Trump e scandiscono il solito slogan Maga, “Make America Great Again”. Ma è tutto falso: si tratta in realtà di influencer europee, le cui immagini sono state rubate e utilizzate per la campagna elettorale di Trump. L’ha scoperto grazie a un lungo lavoro investigativo la Cnn, che è riuscita a contattare le vere influencer, ignare che le loro immagini fossero state usate per cercare voti in America.
Nessun dibattito presidenziale come quello tra Biden e Trump, andato in onda ieri notte sulla Cnn, ha suscitato più curiosità per la forma che per il contenuto. Sarà che i due candidati, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden e l’ex presidente Donald Trump, sono arcinoti, così pure le loro posizioni su aborto, immigrazione e politica estera. E persino i loro mantra («Trump è un bugiardo», sottolinea a più riprese Biden) e le loro sparate («Biden è il peggiore presidente di sempre», ripete a sfinimento Trump).
Negli ultimi due giorni l’emittente televisiva americana Cnn ha ricevuto grosse critiche per il modo in cui ha gestito un programma andato in onda mercoledì in prima serata con ospite l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump: secondo i critici l’impostazione del programma avrebbe permesso a Trump di sostenere apertamente tesi false, teorie del complotto e di non rispondere direttamente a molte domande, compromettendo la credibilità della Cnn e fornendo di fatto a Trump e alle sue falsità una grande occasione di visibilità.