Non c’è di meglio, mentre ti accusano di aver stuprato una tredicenne e di averla pure menata, mentre scateni guerre, che mostrare persone di fede mentre pregano per te. Non in chiesa, nello Studio Ovale. Con una classica coreografia cristiana fondamentalista, tanti pastori abbastanza famosi, disposti in cerchio a favore di telecamere, rivolti verso il presidente.
La guerra in Ucraina? Gli Epstein Files? La crisi climatica? Le priorità di Donald Trump non si limitano a questo, ma includono anche Rush Hour 4. Avete letto bene: un film d’azione che è l’ennesimo capitolo di una saga di culto inaugurata nel 1998, protagonisti Jackie Chan e Chris Tucker (oggi 71 e 53 anni, rispettivamente).
Con le prime quattro puntate della sua 27ª stagione, cominciata a fine luglio, South Park è tornata a essere una delle serie più discusse e rilevanti del momento grazie al modo in cui mette in ridicolo Donald Trump e la sua amministrazione, e al commento che fa dei più recenti cambiamenti nella società americana e occidentale in generale. In queste settimane la serie animata di culto creata da Trey Parker e Matt Stone è di gran lunga la più vista su Paramount+.
Donald Trump si aggira solo nel deserto. Sembra perso, sudato, forse un po’ in trance. Si ferma, si spoglia e si stende sulla sabbia, completamente nudo. La telecamera inquadra il suo corpo, mostrando un pene microscopico.
di Riccardo Manzotti (linkiesta.it, 8 dicembre 2023)
Secondo un detto latino, gli Dei fanno impazzire chi vogliono distruggere; una frase che ben si adatta al declino della Disney, determinato in gran parte dalle scelte artistiche della compagnia. Prima di tutto una premessa: la Disney è il più grande colosso mondiale nell’industria dei media; una multinazionale che include società quali la Pixar, la Lucasfilm e la Marvel. Com’è possibile che questo gigante dell’intrattenimento veda un declino a livello globale?
La prima volta che qualcuno ha usato il termine deepfake era il 2017, Donald Trump era alla Casa Bianca da qualche mese, in Italia il presidente del Consiglio era Paolo Gentiloni e quella parola – usata da un manipolo di accademici e addetti ai lavori del settore dei media e del tech – era appena stata coniata per indicare un fiorente immondezzaio di fake pornografici che avevano iniziato a colpire diverse attrici di fama internazionale su Internet, un fenomeno tale da portare Reddit a proibire la pratica di innestare volti di star del cinema su corpi di pornostar. Due anni dopo, fuori da ogni bolla dei social network, a trasmettere il primo deepfake autoprodotto della televisione è però stato un “tg satirico” che va in onda da più di trent’anni, con ascolti che lo piazzano nell’Olimpo del nazionalpopolare italiano: Striscia la notizia, il programma di Antonio Ricci.
Vi ricorda qualcuno il protagonista di Sassy Justice, la nuova serie creata dagli autori del cartone animato South Park? L’abbronzatura, gli occhi e la bocca sembrano quelli di Donald Trump. E in effetti lo sono. Perché Trey Parker e Matt Stone, le menti dietro questi video comparsi a sorpresa su YouTube e su alcuni canali televisivi americani, hanno usato il deepfake per mettere il viso del presidente degli Stati Uniti sopra quello dell’attore Peter Serafinowicz. Allo stesso modo in Sassy Justice ci sono il creatore di Facebook Mark Zuckerberg, il politico Al Gore e l’attore Michael Caine.Continua la lettura di “Sassy Justice”, la serie col deepfake di Donald Trump→