I Bts non presenteranno la loro musica per la valutazione ai Grammy Awards 2027. La decisione è stata annunciata attraverso le Instagram Stories dei 7 componenti del gruppo, che hanno pubblicato lo stesso messaggio sui rispettivi profili.
Esecuzioni, lavori forzati e campi di “rieducazione” per chi guarda Squid Game, ascolta K-pop o consuma altri contenuti sudcoreani: è quanto emerge da venticinque interviste condotte da Amnesty International a nordcoreani fuggiti dal regime. Secondo le testimonianze, citate da Sky News, anche alcuni liceali sarebbero stati giustiziati per aver guardato la serie, con un caso segnalato nella provincia di Yanggang e un altro già documentato nel 2021 da Radio Free Asia nel Nord Hamgyong.
Dopo una riunione con la prima ministra giapponese Sanae Takaichi a Nara, in Giappone, il presidente sudcoreano Lee Jae-myung si è messo a suonare la batteria con lei. È stato un momento inusuale e molto coreografico, ma anche con un valore simbolico: celebrare i buoni rapporti tra i leader e la riuscita dell’incontro.
Il messaggio con cui la star del K-pop Karina chiedeva scusa su Instagram, all’inizio di marzo, suonava sinceramente contrito e lasciava immaginare al pubblico occidentale una qualche offesa difficile da giustificare. «Mi scuso sinceramente per aver sorpreso i miei fan che mi hanno supportato», scriveva la frontwoman della band Espa. Qual era la sua colpa? Aver riconosciuto pubblicamente di avere una relazione con l’attore Lee Jae-wook.
Tutti i membri dei Bts si stanno preparando ad arruolarsi nell’esercito sudcoreano o stanno già svolgendo il servizio militare: dopo Suga, Jin e J-Hope, anche Rm, Jimin, Jung Kook e V hanno iniziato il loro percorso civile obbligatorio in Corea del Sud. L’annuncio è arrivato ieri dall’etichetta della boyband K-pop, Big Hit. «Vorremmo informare i nostri fan che RM, Jimin, V e Jung Kook hanno iniziato il processo di arruolamento» si legge nel comunicato.
L’agenzia che gestisce i Bts, famosissima band di pop coreano (K-pop) con milioni di fan nel mondo, ha annunciato che tutti e sette i membri del gruppo faranno il servizio militare. In Corea del Sud è infatti obbligatorio per tutti gli uomini adulti, con qualche eccezione: e finora i Bts avevano potuto rimandarlo grazie a una decisione del governo, che aveva riconosciuto il ruolo dei più importanti artisti K-pop nella diffusione della cultura sud-coreana nel mondo.
Una settimana fa, durante un evento trasmesso su YouTube per celebrare nove anni di carriera, il gruppo musicale sudcoreano Bts – attualmente uno dei più famosi al mondo – aveva annunciato che si sarebbe preso una pausa per lasciare ai membri il tempo di dedicarsi a progetti solisti. La notizia era totalmente inaspettata, appena pochi giorni dopo l’uscita del loro ultimo attesissimo album, Proof. Qualche giorno dopo, la Korea Singers’ Association aveva rilasciato una dichiarazione in cui chiedeva al gruppo di riconsiderare la sua decisione «per il bene dell’industria musicale coreana». Alcuni fan dei Bts, che sono milioni in tutto il mondo e vengono chiamati Army (acronimo di “Adorable Representative MC for Youth”, ma anche “Esercito”), hanno commentato on line questa richiesta con indignazione, facendo notare che la scelta dei sette giovani membri del gruppo dovesse essere rispettata.
di Camilla Sernagiotto (tg24.sky.it, 1° giugno 2022)
Martedì 31 maggio i Bts, gruppo pop coreano tra i più famosi del mondo, sono stati la special guest della White House: sono stati ricevuti dal presidente degli Stati Uniti d’America, Joe Biden, per discutere di inclusione e rappresentanza degli asiatici nel Paese. L’occasione è stata l’ultimo giorno del Mese del Patrimonio dell’Asia Americana e delle Isole del Pacifico. Il live stream ha mostrato che oltre un quarto di milione di persone si sono sintonizzate per seguire in diretta l’evento, un’ennesima cartina di Tornasole di quale enorme seguito caratterizzi questa band. La fama stratosferica del gruppo musicale coreano è molto importante e i Bts si rivelano quindi un megafono che amplifica la voce delle minoranze asiatiche negli Stati Uniti. La band si è fatta portavoce delle esigenze di quelle minoranze, discutendo con Biden dell’inclusione e della rappresentanza degli asiatici nella nazione.
Quando mi capitò davanti per la prima volta il video in cui Kim Tae-hyung dei Bts si accascia sul red carpet era l’aprile del 2021 e stavo subendo l’attacco mediatico più violento della mia vita. A scatenarlo era stato il fatto che in una trasmissione televisiva avevo criticato l’uso del registro lessicale militare e dei simboli bellici – medaglie, armi e divise – nella comunicazione della gestione dell’emergenza Covid. Ne era seguita una lunga bagarre del tutto trasversale agli schieramenti, a cui ebbi la percezione che partecipasse chiunque avesse un account social o uno spazio mediatico di altra natura. Per giorni mi attaccarono in forma personale cittadinə comuni e figure istituzionali, capə di partito, personaggi dello spettacolo e giornali di destra e di sinistra.
Colpirne tanti, per educarne ancora di più. La Cina non sta stringendo solo sulla libertà d’azione dei grandi colossi digitali, ma anche su quella delle sue celebrità. L’elenco di star del mondo di musica, cinema e televisione cadute in disgrazia è in continuo aumento. Le ragioni? Si va dalle accuse di evasione fiscale a quelle di abusi sessuali, dalla vicinanza con Alibaba, il colosso dell’e-commerce nel mirino del governo, a contenuti postati sui social media e considerati “antipatriottici”. In realtà, però, si tratta di bersagli “collaterali” di una campagna di rettificazione ben più ampia, che non solo si propone di “aggiornare” la basi dello star system cinese, adeguandole ai tempi della “prosperità comune” del presidente Xi Jinping, ma anche e soprattutto di disarticolare la costellazione dei gruppi organizzati di fan.