di Marco Gervasoni (huffingtonpost.it, 13 novembre 2025)
«Le rock star sono fasciste. Adolf Hitler è stato una delle prime rock star. Guardate alcuni dei suoi film e vedete come si muoveva. Penso che fosse bravo quanto Jagger. È sbalorditivo. E ragazzi, quando saliva su quel palco, si faceva notare». Il lettore si chiederà chi abbia mai proferito considerazioni così demenziali.
Come sta succedendo per i finanziatori del Partito Democratico nei circoli della politica e della finanza statunitensi, anche a Hollywood le personalità progressiste stanno cercando dei responsabili del sospetto mascheramento delle reali condizioni di salute del presidente Joe Biden, la cui fragilità e la cui anzianità sono diventate evidenti nelle ultime settimane e hanno allarmato chi era stato rassicurato a lungo sul fatto che invece non fossero così gravi.
di Stefano Pistolini (ilfoglio.it, 14 settembre 2022)
Il rapporto tra il britpop, per decenni una delle più floride industrie britanniche, e la monarchia è stato sempre questione di cromosomi o, se volete, di ereditarietà: la regina come presenza immanente ed eterna, istituzione stabile e perenne. Motivo per cui l’attenzione degli spiriti modernisti della musica di rado s’è occupata del soggetto, se non in casi di esasperazione, attribuibili più a una reazione psicologica che a un reale fronteggiamento politico, più alla percezione di una sottomissione a una madre repressiva che a un’effettiva concezione antimonarchica. Poi la cosa si è sempre sfumata, con la regina Elisabetta tornata al suo posto come presenza inevitabile e guardata perfino con affetto, confortante icona di quell’identità nazionale satiricamente battezzata “Little Britain”.
Il cantante dei Rolling Stones pubblica a sorpresa England Lost e Gotta Get a Grip. I testi come risposta all’«epoca di confusione e frustrazione che stiamo vivendo»
di Andrea Laffranchi (corriere.it, 27 luglio 2017)
Così arrabbiato con il mondo non lo si vedeva da tempo. Forse da mai. Mick Jagger, con o senza Rolling Stones, non è stato mai uno da canzoni di protesta. Tranne la sessantottina Street Fighting Man e la più recente invettiva anti Bush Sweet NeoCon lui e la band hanno preferito raccontare altre storie.Continua la lettura di Mick Jagger, due nuove canzoni fra fake news, migranti e politici clown→