di Mariella Palazzolo (huffingtonpost.it, 28 settembre 2026)
Avevo sedici anni quando conobbi Dolly Parton. Non lei, naturalmente, ma la sua musica. Ero un’exchange student Afs negli Stati Uniti, a Tucson, Arizona, che, come dicono le magliette per i turisti, si trova in the middle of nowhere.
di Rebecca Solnit (internazionale.it, 26 agosto 2026)
La ameremo per sempre, e non ci sarà mai un’altra come lei. Questa artista che negli anni Sessanta è emersa dalla profonda povertà rurale per diventare non solo un’interprete e autrice di canzoni straordinariamente talentuosa, ma anche filantropa, umanista, umorista.
Steve Ross ci incontra nella sua casa di Westwood, quartiere-set dell’ultimo film di Quentin Tarantino, C’era una volta a… Hollywood. Professore di Storia alla University of Southern California, da tempo studia i rapporti, complessi e non lineari, tra Hollywood e la politica.
Jane Fonda, Pedro Pascal, Madonna, Mark Ruffalo, Javier Bardem, Elliot Page. Sono alcuni tra i nomi più noti fra quelli delle tante star che hanno deciso di sottoscrivere un appello pubblico per chiedere la chiusura immediata del Dilley Immigration Processing Center, in Texas, una struttura dove l’Ice, l’agenzia federale statunitense per il controllo dell’immigrazione, trattiene bambini insieme ai loro genitori.
Jane Fonda prende posizione contro l’arresto del giornalista Don Lemon, fermato mentre seguiva una protesta a Minneapolis davanti a una chiesa guidata da un pastore che è anche funzionario dell’Immigration and Customs Enforcement.
di Giorgia Olivieri (vanityfair.it, 29 ottobre 2025)
Michelle Obama e la moda, con le sue stesse parole. Sarà l’evoluzione del suo stile il tema dell’ultima fatica editoriale dell’ex First Lady che uscirà il prossimo 4 novembre. Si chiama The Look il libro pubblicato da Crown Publishing Group, una divisione di Penguin Random House, costruito come un racconto per immagini con oltre 200 fotografie, molte delle quali inedite.
Jane Fonda non ha la minima intenzione di smettere di lottare per ciò in cui crede. E la sera di domenica 23 febbraio, mentre ritirava il premio alla carriera ai Sag Award 2025 di Los Angeles, ha esortato Hollywood (e gli spettatori di tutto il mondo) a lottare al suo fianco.
di Lorenzo Ciofani (cinematografo.it, 19 gennaio 2024)
È la notte del 9 aprile 1979 e Il cacciatore vince cinque Oscar. I pronostici puntavano su Il paradiso può attendere, la commedia metafisica del golden boy liberal Warren Beatty (nove nomination, una statuetta per la scenografia), e Tornando a casa, il dramma romantico sulle conseguenze del Vietnam trainato da Jane Fonda e Jon Voight (migliori protagonisti dell’annata). Anche Il cacciatore, seconda regia del trentanovenne Michael Cimino, si concentra sulla guerra che ha segnato una generazione, raccontando i destini di tre amici che partono per il fronte.
L’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump si è consegnato giovedì alle autorità della Georgia, dove è stato incriminato con l’accusa di aver tentato di sovvertire i risultati ufficiali delle elezioni presidenziali del 2020. Il suo arresto è stato accompagnato da una foto segnaletica, la prima a un ex presidente degli Stati Uniti che sia mai stata fatta, e che immediatamente è diventata un’immagine storica. Nella legge statunitense questo tipo di foto è noto come mugshot, e consiste in una coppia di immagini in cui tradizionalmente la persona arrestata appare di fronte e poi di profilo.
L’anno scorso, in questo periodo, Donald Trump definiva gli Oscar troppo «politicamente corretti», accusando lo spettacolo di essere utile come piattaforma per il Partito Democratico e suggerendo che l’Academy si fosse allontanata dalla sua funzione iniziale di onorare i film senza riconoscere il mondo che li circonda. A parte la natura generale e sconclusionata della dichiarazione, la sua premessa implicita era sbagliata: gli Oscar hanno sempre messo in mostra momenti politici. Di conseguenza, i tentativi di lunga data dell’Academy di raggiungere una più ampia rilevanza culturale saranno sicuramente rispettati anche questa domenica sera, quando i padroni di casa Wanda Sykes, Amy Schumer e Regina Hall metteranno in scena uno spettacolo stellare in un momento di guerra.