Nonostante le ricorrenti voci su un suo definitivo ritiro dalle scene, il regista Premio Oscar Woody Allen ritorna sul set a 90 anni. La città scelta per le riprese è Madrid. Dopo il suo cinquantesimo film Un colpo di fortuna, realizzato in Francia e recitato in lingua francese, il regista newyorkese prosegue la sua trasferta in Europa.
Quando J.K. Rowling compì cinquant’anni, il 31 luglio del 2015, i giornali di tutto il mondo lo raccontarono sottolineando come non fosse soltanto una delle autrici più ricche e lette del pianeta, ma anche una delle più amate in assoluto. I libri della saga di Harry Potter – cominciata nel 1997 con Harry Potter e la Pietra Filosofale e finita nel 2007 con Harry Potter e i Doni della Morte – erano stati tradotti in più di 70 lingue e avevano venduto più di 450 milioni di copie.
Durante i suoi ultimi spettacoli, il comico americano Bill Hicks diceva spesso al pubblico che forse era l’ultima volta che si esibiva. La gente la prendeva come una delle sue tante sparate, ma a Hicks era stato diagnosticato ormai da diversi mesi un cancro al pancreas, che si era metastatizzato al fegato. Aveva solo 32 anni, ma da un po’ di tempo aveva raggiunto una certa fama tra i cultori della stand-up comedy, la tipica comicità americana a monologhi, sia negli Stati Uniti sia nel Regno Unito.
Chissà se, prima della rivoluzione, qualche popolano francese si era illuso che Maria Antonietta fosse la sua migliore amica. Magari quella aveva sorriso dal finestrino della carrozza, ovvero aveva fatto il proprio lavoro passando in mezzo ai sudditi, e lui aveva equivocato. Secondo me no. Secondo me duecentocinquant’anni fa erano più svegli di ora, che ci percepiamo furbissimi mentre brilliamo per stolidità.
L’anno scorso, in questo periodo, Donald Trump definiva gli Oscar troppo «politicamente corretti», accusando lo spettacolo di essere utile come piattaforma per il Partito Democratico e suggerendo che l’Academy si fosse allontanata dalla sua funzione iniziale di onorare i film senza riconoscere il mondo che li circonda. A parte la natura generale e sconclusionata della dichiarazione, la sua premessa implicita era sbagliata: gli Oscar hanno sempre messo in mostra momenti politici. Di conseguenza, i tentativi di lunga data dell’Academy di raggiungere una più ampia rilevanza culturale saranno sicuramente rispettati anche questa domenica sera, quando i padroni di casa Wanda Sykes, Amy Schumer e Regina Hall metteranno in scena uno spettacolo stellare in un momento di guerra.
«Le idee non sono più quel che ti fa vincere le campagne elettorali. Tantomeno i valori. Oggigiorno, a venire eletto è quello più bravo ad attirare l’attenzione. Se P.T. Barnum fosse vivo, sarebbe il nostro prossimo presidente». «Non mi è mai piaciuto il circo. Quei poveri elefanti». (Dialogo tra un candidato presidente e Gwyneth Paltrow nella seconda stagione di The Politician).Continua la lettura di Nell’era della morte del contesto forse il problema non è la blackface→