
di Monica Coviello (vanityfair.it, 2 aprile 2026)
Jane Fonda, Pedro Pascal, Madonna, Mark Ruffalo, Javier Bardem, Elliot Page. Sono alcuni tra i nomi più noti fra quelli delle tante star che hanno deciso di sottoscrivere un appello pubblico per chiedere la chiusura immediata del Dilley Immigration Processing Center, in Texas, una struttura dove l’Ice, l’agenzia federale statunitense per il controllo dell’immigrazione, trattiene bambini insieme ai loro genitori.
«Nessun bambino dovrebbe essere rinchiuso in un centro di detenzione per immigrati», si legge nella lettera. «I bambini trattenuti in quei centri subiscono traumi, vivono l’abbandono e sopportano condizioni che violano gli standard fondamentali di salute, sicurezza, dignità e diritti umani». L’appello fa anche riferimento agli episodi segnalati nei documenti giudiziari: «Le denunce di maltrattamenti contro i minori presentate in tribunale parlano del rifiuto di fornire acqua pulita, del cibo avariato contaminato da vermi, di una pericolosa negligenza medica, di privazione del sonno, di negazione dell’assistenza legale, della separazione dei bambini dalle loro famiglie e di ritorsioni contro le famiglie che protestavano contro queste condizioni disumane».
E ancora: «I bambini appartengono alle scuole e ai parchi giochi, non ai centri di detenzione». A causa della stretta sull’immigrazione voluta dall’amministrazione Trump, oltre 2.300 bambini sarebbero stati trattenuti – molti per settimane, o mesi – insieme ai propri genitori, e la stragrande maggioranza proprio nella struttura texana. Tra i firmatari della lettera aperta c’è anche Ms. Rachel, popolare e amata figura dell’intrattenimento per bambini negli Stati Uniti, il cui vero nome è Rachel Accurso. Nelle scorse settimane il suo nome era già finito al centro dell’attenzione dopo che aveva parlato in videochiamata con alcuni bambini detenuti a Dilley.
Ms. Rachel si sarebbe avvicinata al caso dopo la detenzione, a Minneapolis, del padre del piccolo Liam Conejo Ramos, 5 anni, poi trasferito insieme al figlio nella struttura texana. Di recente ha videochiamato Deiver Henao Jimenez, 9 anni, detenuto a Dilley insieme ai genitori dall’inizio di marzo. Era la seconda volta che parlava con un minore trattenuto lì: la prima era stata con un altro bambino, Gael, di 5 anni. «È stato incredibilmente surreale vedere questo dolcissimo viso e sentire come se fossi in una chiamata con qualcuno che è in prigione», ha detto a Nbc News. «Mi ha spezzata, è stata una cosa che non avrei mai pensato di trovarmi ad affrontare nella vita».
Nella lettera delle star si legge ancora: «Esortiamo il governo federale e CoreCivic a chiudere immediatamente la struttura di Dilley, a riportare bambini e famiglie nelle case e nelle comunità da cui sono stati portati via e a porre fine subito alla detenzione dei minori». E c’è una promessa: «Il nostro impegno non finisce con la chiusura. Chiediamo trasparenza, assunzione di responsabilità e riforme sistemiche per impedire che questi abusi si verifichino in qualsiasi parte degli Stati Uniti». Negli ultimi mesi sempre più volti noti dello spettacolo hanno preso posizione contro l’Ice, da Bruce Springsteen, che ha pubblicato un brano di protesta [Streets of Minneapolis – N.d.C.], a Edward Norton, da Natalie Portman a Olivia Wilde e Billie Eilish.