
di Sara Alvieri (huffingtonpost.it, 31 marzo 2026)
Anche se ancora un progetto in erba, la futura biblioteca presidenziale Donald J. Trump inizia a prendere forma nei rendering che il presidente statunitense ha pubblicato ieri sul suo profilo social Truth. Un video di quasi due minuti, generato dall’AI, che mostra un grattacielo imponente in stile Trump Tower, «una testimonianza duratura di un uomo straordinario, di uno sviluppatore straordinario e del più grande Presidente che la nostra Nazione abbia mai conosciuto», come lo ha definito, su X, Eric Trump, figlio del leader Maga a capo della fondazione della biblioteca.
È un’opera molto ambiziosa che includerà ricostruzioni dello Studio Ovale dorato di Trump e del Giardino delle Rose. L’ingresso è un arco dorato con il sigillo del presidente, all’interno figurano lampadari, scale mobili e cornici, e poi una sala da ballo che Trump spera di costruire al posto dell’East Wing. Il grattacielo ospiterà anche una replica a grandezza naturale dell’aereo presidenziale Air Force One, che, come dichiarato dal presidente a Stelle e Strisce, andrà «direttamente» nella sua biblioteca dopo che lascerà l’incarico. Un modello molto simile all’Air Force One Pavilion della Ronald Reagan Presidential Library, accompagnato da diversi altri velivoli.
Nel video non mancano riferimenti alla carriera politica del 47esimo presidente Usa. Un primo richiamo è la scala mobile realizzata interamente in oro che accoglie i visitatori, ispirata a quella della Trump Tower di New York che lo vide annunciare la sua prima campagna presidenziale nel 2016. Un altro cenno è l’imponente statua dorata di Donald Trump alta una decina di metri che domina il palco di un grande auditorium pieno di spettatori. Il pugno alzato e lo sguardo fiero ricordano la posa che il presidente assunse poco dopo il suo tentato omicidio a Butler, in Pennsylvania, nel luglio del 2024.
L’edificio, che sarà adiacente alla Miami Freedom Tower, avrà sede nella principale città della Florida, in un terreno di 2,63 acri che è stato «donato alla Fondazione dallo Stato della Florida tramite un voto del Gabinetto», ha dichiarato la Fondazione nel 2025. Il sito è stato scelto dal presidente dopo una serie di valutazioni di Eric Trump e del suo team, inclusa la decisione di un giudice di bloccare la vendita dei terreni del Miami Dade College su cui inizialmente si doveva costruire il centro.
Non è ancora chiaro se i rendering rispecchieranno i piani finali per il design del centro. Quello che però appare certo è che «la Trump Presidential Library sarà uno degli edifici più magnifici al mondo e una testimonianza vivente dell’impatto indelebile che il presidente Trump ha avuto sull’America e sul suo popolo», ha affermato il portavoce della Casa Bianca Davis Ingle in una dichiarazione. La Biblioteca Presidenziale Donald J. Trump arriva dopo che il governatore dello Stato della Florida, Ron DeSantis, ha firmato lunedì una legge per rinominare un aeroporto in onore di Trump e dopo che la settimana scorsa è stato annunciato che presto tutta la nuova valuta cartacea porterà la sua firma – evento mai successo prima per un presidente in carica.
Simbolo di un personalismo politico sfrenato, il nuovo progetto targato Maga rappresenta una nuova visione dell’ordine internazionale che Stacie E. Goddard e Abraham Newman, due professori del Wellesley College, nel Massachusetts, descrivono con il nome di neo-regalismo. Negli Stati Uniti, «la politica estera è diventata uno strumento per convogliare denaro e status verso il signor Trump e i suoi collaboratori più stretti», hanno spiegato i due in un recente saggio di opinione sul New York Times.
Si tratta di una politica concepita come insieme di rapporti strategici tra élite che dominano le dinamiche globali. E cosa c’è di più adatto per il leader di un Paese che farsi belli di fronte a possibili alleati nello scacchiere internazionale attraverso la costruzione o l’associazione della propria immagine a pseudo-monumenti che ne celebrano l’operato? Da Ceacescu a Erdogan, da Mao a Napoleone, gli autocrati del passato e del presente condividono il gusto per la celebrazione del potere, e Trump, con loro, ne segue il passo.