Ms. Rachel, dalle canzoncine per bambini alla battaglia per Gaza

Ph. Stephanie Augello / Getty Images

di Eugenia Nicolosi (alfemminile.com, 30 settembre 2026)

C’è una donna che indossa una maglietta rosa, un cerchietto dello stesso colore e una salopette di jeans. Sorride moltissimo, parla lentamente e canta canzoncine che, una volta ascoltate, diventano impossibili da dimenticare.

Milioni di bambini la adorano, altrettanti genitori conoscono a memoria il suo repertorio: si chiama Ms. Rachel, ha 43 anni ed è una delle star più popolari dell’intrattenimento infantile americano. Ma negli ultimi anni, tra una canzone sull’alfabeto e un’altra dedicata ai coniglietti, ha intrapreso una seconda carriera: quella di attivista per i diritti dei bambini palestinesi. E a settembre del 2026 ha annunciato una donazione da un milione di dollari per la Palestina.

Il suo nome completo è Rachel Griffin Accurso e il suo impero è nato nel 2019 da un’esigenza familiare, infatti suo figlio Thomas mostrava un ritardo nello sviluppo del linguaggio e lei, insegnante di musica con due master in Educazione musicale e della prima infanzia, non riusciva a trovare video educativi che rispondessero alle sue esigenze. Così, insieme al marito Aron Accurso, musicista e direttore musicale di Broadway, ha cominciato a produrli. Il risultato ha superato ogni aspettativa: oltre 21 milioni di iscritti su YouTube, 17 miliardi di visualizzazioni, un accordo con Netflix, libri, giocattoli e un repertorio musicale che accompagna la quotidianità di moltissime famiglie. Lo scorso 25 settembre è arrivato anche il primo album della coppia, I’m so happy, con 23 brani registrati nuovamente e arrangiamenti realizzati con decine di musicisti professionisti.

La trasformazione pubblica di Ms. Rachel è cominciata nel maggio del 2024, quando ha lanciato una raccolta fondi attraverso Cameo, la piattaforma che permette di acquistare videomessaggi personalizzati delle celebrità. In cambio di un contributo, avrebbe registrato un video per i bambini dei donatori. Il ricavato sarebbe stato devoluto al fondo per le emergenze di Save the Children, destinato ad aiutare i bambini nelle zone di guerra e in situazioni di crisi umanitaria, compresi Gaza, Sudan, Ucraina e Repubblica Democratica del Congo.

La campagna ha raccolto 50mila dollari, ma ha anche innescato le prime polemiche: alcuni utenti l’hanno accusata di non aver incluso esplicitamente i bambini israeliani. Lei ha risposto precisando che il suo impegno riguardava tutti i bambini, indipendentemente da nazionalità e religione. Ma da quel momento le sue prese di posizione sulla guerra a Gaza sono diventate sempre più frequenti e radicali. Attraverso Instagram e gli altri social, Rachel ha cominciato a raccontare le condizioni dei bambini palestinesi, condividere testimonianze e promuovere iniziative umanitarie. Un’attività che tiene prevalentemente separata dal suo programma educativo, che rimane destinato ai più piccoli.

Le canzoncine sono rimaste al loro posto, mentre i contenuti rivolti agli adulti hanno assunto progressivamente un carattere politico finché, nel 2025, ha anche invitato nel suo programma Rahaf, una bambina palestinese di 3 anni che ha perso entrambe le gambe in un attacco israeliano. Insieme hanno interpretato Hop little bunnies, una delle canzoni più conosciute del suo repertorio. La collaborazione è nata dopo un contatto con il Palestine Children’s Relief Fund, che le aveva raccontato quanto la piccola amasse il suo programma.

Nel settembre del 2026, l’impegno di Ms. Rachel ha raggiunto una dimensione economica di tutto rilievo. Quando il rapper Macklemore ha annunciato che avrebbe destinato un milione di dollari dei propri guadagni a organizzazioni umanitarie impegnate in Palestina, Rachel ha dichiarato pubblicamente che avrebbe versato la stessa cifra al Palestine Children’s Relief Fund. E non si è limitata ad annunciare la donazione: ha invitato anche le altre celebrità americane facoltose a fare altrettanto, sostenendo che chi dispone di grandi risorse economiche e visibilità pubblica abbia una responsabilità nei confronti delle popolazioni colpite dalla guerra.

Le conseguenze della sua esposizione pubblica non sono state soltanto positive, anzi. Nel 2025 l’organizzazione filoisraeliana Stop Antisemitism ha chiesto al Dipartimento di Giustizia statunitense di verificare se Rachel agisse come agente straniera, accusandola di diffondere propaganda favorevole ad Hamas. Rachel ha ovviamente respinto le contestazioni, ribadendo di utilizzare dati provenienti da fonti istituzionali, comprese le Nazioni Unite, e sostenendo che denunciare le condizioni dei bambini palestinesi non significa disinteressarsi di quelli israeliani, e infine ha ricevuto anche il sostegno di organizzazioni e associazioni ebraiche. In un’intervista rilasciata a Rolling Stone nell’autunno del 2026, ha raccontato di aver ricevuto minacce di morte e di essere stata costretta, per un periodo, ad adottare misure di sicurezza per proteggere la propria famiglia. Nonostante questo, ha dichiarato di non voler interrompere il proprio impegno per i bambini di Gaza.

Uno degli episodi che raccontano meglio l’incontro tra la sua immagine pubblica e l’attivismo risale al novembre del 2025. Per partecipare alla cerimonia Women of the Year, organizzata dalla rivista Glamour, Rachel ha scelto un abito riciclato, con una gonna nera e un corpetto bianco decorato con ricami realizzati a partire dai disegni di alcuni bambini di Gaza. Tra le immagini comparivano una colomba ricoperta di fiori e una bambina che abbraccia un’anguria, frutto ormai diventato uno dei simboli della causa palestinese.

Il suo attivismo, peraltro, non riguarda soltanto la Palestina. Negli Stati Uniti si è espressa a favore dei diritti Lgbtq+, dell’assistenza all’infanzia e contro le politiche di detenzione delle famiglie immigrate. E ha anche sostenuto pubblicamente alcuni esponenti politici progressisti americani. Intervistata dal Guardian lo scorso 20 settembre, ha spiegato di non essere interessata a candidarsi a una carica politica. Ha invece raccontato di coltivare un’ambizione oggi quantomeno insolita per una celebrità di YouTube: diventare, un giorno, una ministra di culto cristiana.

Intanto il suo personaggio continua a cantare, insegnare le prime parole e intrattenere milioni di bambini. E forse è proprio questa la particolarità della sua storia: Ms. Rachel non ha abbandonato il mondo dell’infanzia per occuparsi di politica, né si abbandona alla popolarità senza dare niente in cambio. Semmai, ha cominciato a utilizzare la notorietà conquistata grazie ai bambini per intervenire pubblicamente sulle questioni che li riguardano direttamente.

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