di Massimo Cerulo (huffingtonpost.it, 29 novembre 2025)
Perché le persone sono sedotte dalla comunicazione, spesso autoritaria e borderline, dei leader populisti? Che cos’hanno in comune il format populista e i format dei reality televisivi come quello di Temptation Island?
di Adele Sarno (huffingtonpost.it, 2 dicembre 2025)
Una foto luminosa, un sorriso istituzionale, un augurio di buon compleanno al primo ministro indiano Narendra Modi. È il 17 settembre 2025 quando, sulla bacheca della premier Giorgia Meloni, compare questo post: tre righe, nessun tono solenne, nessun protocollo.
di Patrick Facciolo* (linkiesta.it, 1° maggio 2025)
Il 10 gennaio 2013 si è verificato uno degli episodi che avrebbero segnato per anni la storia della comunicazione politica italiana. Silvio Berlusconi era ospite di Michele Santoro nella trasmissione Servizio pubblico su La7, insieme al giornalista Marco Travaglio, che nei suoi interventi rivolse duri attacchi allo stesso Berlusconi.
di Filippo Ceccarelli (repubblica.it, 21 maggio 2025)
È difficile spiegare e impossibile capire perché Alessandra Mussolini abbia aderito alla Lega. Inutile appigliarsi al fatto che cinque anni orsono, dopo due stagioni a Ballando con le stelle, avesse annunciato di aver definitivamente chiuso con la politica.
Potrebbe sembrare strano che una riunione in cui decine di uomini anziani decideranno chi sarà il prossimo capo di una delle istituzioni religiose più potenti al mondo sia al centro di un’enorme produzione di meme, battute e commenti sui social network. Ma è quanto sta accadendo da una decina di giorni per il Conclave che da mercoledì sceglierà il prossimo papa.
Questo articolo rappresenta la mia sconfitta. Io volevo essere una grande intellettuale (era la mia ambizione di ripiego, fallita quella di miss In Gambissima), e invece eccomi qui a occuparmi di gente della quale tra cinquant’anni (ma pure tra cinquanta mesi) i filologi che studieranno la mia opera diranno: chi?! Eccomi qui ad analizzare il caso di Augusta Montaruli (chi?!) che va al programma di Tiziana Panella (chi?!).
Un minuto e mezzo. Novanta secondi. La durata massima di un reel di Instagram, ma anche all’incirca quella dell’apparizione cameo di Kamala Harris lo scorso 2 novembre al Saturday Night Live, lo show comico di punta di Nbc, l’emittente “blue-Klein-democrats” (vuol dire “blu partito democratico”, volevo giocare con l’arte riferendomi a Yves Klein, un artista celeberrimo per il suo blu, ma mi sa che sul Post devo spiegarlo bene), al fianco della comedian Maya Rudolph.
Elly Schlein, che – a sorpresa – è salita sul palco insieme agli Articolo 31 per “rappare” una canzone col celebre gruppo guidato da J-Ax, è solo l’ultima della lista. Ogni mattina un politico sa che deve svegliarsi e mettersi a caccia del consenso. Sin dai tempi della Prima Repubblica non c’è stato leader che non si sia messo in gioco pur di cercare l’empatia con i suoi elettori. Spesso su palcoscenici inediti, ben distanti dai “Palazzi” o dalle “stanze” del potere.
Non è la prima volta che finisce sotto i riflettori Noora Fagerström, deputata finlandese che nei giorni scorsi è tornata al centro del dibattito per una foto di nudo apparsa sull’Helsingin Sanomat, quotidiano diffuso in diversi Paesi scandinavi. Già in passato la politica, entrata in Parlamento a soli 25 anni nel Partito di Coalizione Nazionale vicino alla destra liberale e conservatrice, era finita nel mirino dei contestatori.
«Sono passati sedici mesi, a me sembrano diciassette anni». Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, ospite di Agorà, su Rai 3, raccontando di «percepire» una «morbosità» attorno alla sua vita privata ed «è un’altra cosa che non aiuta». «Chiunque ha bisogno di avere una sua dimensione privata, di normalità che a me viene completamente tolta», ha spiegato. «Non so perché ci sia questa morbosità».