Non nel mio tinello

di Christian Rocca (linkiesta.it, 12 ottobre 2023)

Ricevo continuamente segnalazioni di cose orrende trasmesse dalla tv italiana nei talk show serali e purtroppo ogni tanto mi imbatto su Twitter nelle relative clip di questo o quel saltimbanco, quasi sempre in forza ai giornali reazionari tipo Il Fatto o La Verità, creati dal “pensiero unico del conduttore collettivo” che in realtà è il responsabile primario, non solo il complice, dell’imbarbarimento del discorso pubblico italiano, già reso indigesto dalle fake news, dalle post verità, dalle verità alternative ingegnerizzate per riprodursi in modo esponenziale e poi esplodere come bombe a grappolo su tutti noi.

Pexels / KoolShooters

“La macchina del caos”, raccontata in un magistrale libro di Max Fisher da poco pubblicato in Italia, produce creature insulse e fregnacce in diretta tv particolarmente insopportabili su tragedie come quelle degli ucraini e degli ebrei di Israele, ma in realtà già presenti all’alba della stagione del populismo italiano. I talk show di questi anni si sono chiamati Piazzapulita, La gabbia, L’aria che tira, Annozero, Bersaglio mobile, Virus, Ballarò, L’Arena, Agorà, Quarto grado, Povera Patria, Popolo Sovrano, Carta Bianca. Un parterre di figuranti trasformati in mangiatori di fuoco che da anni popola trasmissioni televisive che fin dal nome, appunto, incitano al taglio delle teste, alla depressione post atomica, al mettersi le mani a imbuto per vendere pesce al mercato rionale: con questo scenario, sinceramente, non è che ci potessimo aspettare altro che queste acque reflue scaricate sul discorso pubblico e ormai impossibili da depurare.

Certamente esistono alcune eccezioni (il palinsesto di Skytg24 è una di queste, così come Linea Notte e la trasmissione di Monica Maggioni), ma forse per i telespettatori costantemente indignati è arrivato il momento di non lamentarsi più, di spegnere il televisore, di non guardare più le clip sui social, e di comportarsi come se quel mondo malefico non esistesse. Lo predico, inascoltato, da quattro anni, ma vi assicuro che si vivrà molto meglio, la salubrità dell’aria ne trarrà giovamento, sarà tre volte Natale e festa tutto l’anno. Quanto alle persone serie invitate ogni tanto nei talk show per fare da foglia di fico necessaria a coprire le vergogne, il suggerimento è di rispondere cortesemente alle richieste di partecipazione ai talk show con la massima pronunciata alcuni anni fa da Giuliano Ferrara in diretta tv da Enrico Mentana: «È l’ultima volta che metto piede in questo cesso di trasmissione».

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