di Arcangelo Rociola (repubblica.it, 18 febbraio 2026)
Non un semplice organizzatore di contenuti. Ma un motore di propaganda. Capace di rimodellare in modo permanente le opinioni degli utenti. E in un’unica direzione politica: quella della destra conservatrice.
di Massimo Cerulo (huffingtonpost.it, 29 novembre 2025)
Perché le persone sono sedotte dalla comunicazione, spesso autoritaria e borderline, dei leader populisti? Che cos’hanno in comune il format populista e i format dei reality televisivi come quello di Temptation Island?
La settimana scorsa negli Stati Uniti è stato pubblicato Io sono Giorgia, il libro autobiografico della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, uscito in Italia nel 2021. Tradotto come I am Giorgia, ha una citazione di Donald Trump che dice che «Meloni è una leader fantastica» in copertina e una prefazione di Donald Trump Jr., figlio maggiore del presidente statunitense.
Uno degli attivisti conservatori più influenti negli Stati Uniti ha quarant’anni e si chiama Christopher Rufo. Da anni sostiene, in libri e interviste varie, che le correnti di estrema sinistra interne al Partito Democratico abbiano preso il controllo delle istituzioni americane.
di Adalgisa Marrocco (huffingtonpost.it, 29 marzo 2025)
Vignette e discriminazione: un binomio che, a prima vista, appare come una contraddizione. Eppure, nel corso della Storia, è stato spesso uno degli strumenti più potenti per costruire consenso attorno alle forme più arroganti e oppressive del potere.
«Conosceva mille volte meglio di Winston le condizioni del mondo, il degrado in cui vivevano le masse, le menzogne e le atrocità con le quali il Partito le teneva in quello stato». Così George Orwell, nel suo libro 1984 presenta O’Brien, membro del Partito che detiene il potere, ambigua figura autoritaria e manipolatrice che svolge un ruolo cruciale nella vita del protagonista Winston Smith. Il visionario Orwell nel suo libro, pubblicato nel 1949, ci racconta del maestoso edificio a forma di piramide, sede del ministero della Verità, alto trecento metri e con tremila stanze, risplendente di cemento bianco scintillante.
di Enrico Loprevite (huffingtonpost.it, 20 dicembre 2024)
Tony Effe torna con un nuovo tormentone. Stavolta non è la hit dell’estate, ma il caso del concerto di Capodanno nella Capitale. Breve riepilogo delle puntate precedenti: Alessandro Onorato, assessore ai grandi eventi, sport e moda al Comune di Roma, decide di ingaggiare Mahmood, Mara Sattei e il trapper di Rione Monti, noto per i suoi testi violenti e sessisti. All’annuncio si scatenano le critiche da ogni parte politica.
Elly Schlein, che – a sorpresa – è salita sul palco insieme agli Articolo 31 per “rappare” una canzone col celebre gruppo guidato da J-Ax, è solo l’ultima della lista. Ogni mattina un politico sa che deve svegliarsi e mettersi a caccia del consenso. Sin dai tempi della Prima Repubblica non c’è stato leader che non si sia messo in gioco pur di cercare l’empatia con i suoi elettori. Spesso su palcoscenici inediti, ben distanti dai “Palazzi” o dalle “stanze” del potere.
Per spiegare perché l’inciampo di Naomi Campbell è probabile non divenga il declino di Chiara Ferragni, è necessario partire da Boris Johnson. Anzi no, da Kate Middleton. Anzi no, da Teri Hatcher. Nell’aprile del 2006, Desperate Housewives è alla fine della seconda stagione, ed è il prodotto televisivo del momento in un modo che è difficile da far capire a chi sappia leggere il mondo solo con gli strumenti di due decenni dopo, quando di prodotti televisivi del momento ce ne sono una cinquantina l’anno.
Adesso siamo tutti convinti che i social media determinino le opinioni politiche, e di conseguenza influenzino il voto. Non era così all’inizio, quando un tipico atteggiamento, un po’ supponente, si condensava nel mantra: «… e poi c’è la vita vera». Abbiamo (hanno) scoperto che nell’ambito della vita vera ci sono i social media. Accadeva allora (sembra un tempo remoto, ma siamo a dieci anni fa, o poco più) che la tecnologia permettesse una precisione nella comunicazione politica prima impensata e impensabile.