Archivi tag: Carlo Calenda

Dalla diva al ministro, la “grande dinastia” dei Lollobrigida

di Tommaso Labate (corriere.it, 22 febbraio 2026)

«La rivalità con Sophia Loren? L’ha creata quella che è arrivata dopo, è chiaro», diceva quand’era già avanti con gli anni a proposito della disfida nel cuore degli italiani con l’altra super-diva del cinema italiano, più giovane di lei di sette anni, alla quale dava ovviamente la colpa del dualismo di celluloide per antonomasia, quantomeno per la nostra storia patria.

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Calenda si è tatuato anche il simbolo dell’Ucraina

Carlo Calenda via X

(ansa.it, 8 novembre 2025)

«E mo’ ce lo siamo tatuati per la vita. #slavaukraini». Lo scrive su X il leader di Azione, Carlo Calenda, postando la foto dell’ultimo tatuaggio appena fatto che ricalca lo stemma dell’Ucraina [il “tryzub” – N.d.C.]. Il simbolo dell’Ucraina è solo l’ultimo dei tatuaggi di Calenda.

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La prossimità di Carlo Calenda con l’ambiente cinematografico

Ph. Gilbert Tourte / Getty Images

di Giuseppe Giordano (esquire.com, 22 settembre 2025)

Nella sua carriera ha diretto alcuni tra i maggiori attori italiani, fra cui Vittorio De Sica e Gina Lollobrigida, ma soprattutto ha avuto il merito di aver lanciato una celebre serie cinematografica e aver girato un film che siede al ventinovesimo posto della classifica di quelli più visti di sempre in Italia per numero di spettatori. Stiamo parlando del grande regista italiano Luigi Comencini.

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Lo show della tiktoker De Crescenzo al Consiglio regionale della Campania

(agi.it, 8 agosto 2025)

Tutte le volte che la strada di Rita De Crescenzo incrocia quella della politica, nazionale o locale, la polemica scoppia puntuale. Questa volta la tiktoker napoletana ha fatto un’incursione social all’interno della sede del Consiglio regionale della Campania, trasmettendo dalla stanza del consigliere Pasquale Di Fenza, esponente di Azione, che sostiene Vincenzo De Luca.

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Quante copie vendono i libri dei politici

(ilpost.it, 29 giugno 2025)

La settimana scorsa negli Stati Uniti è stato pubblicato Io sono Giorgia, il libro autobiografico della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, uscito in Italia nel 2021. Tradotto come I am Giorgia, ha una citazione di Donald Trump che dice che «Meloni è una leader fantastica» in copertina e una prefazione di Donald Trump Jr., figlio maggiore del presidente statunitense.

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Ah, i bei tempi andati

di Andrea Marcenaro (ilfoglio.it, 28 gennaio 2023)

Bei tempi. Chi si ricorda di Marylin Monroe e di Jane Mansfield quando andavano in Corea a mostrare le tette ai militari in un contesto intasato di morti proprio lì, a due centimetri di distanza, altro che Sanremo, e i soldati le applaudivano contenti.

Bettmann – Getty Images

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I politici non dovrebbero stare sui social, ma perché trascurano TikTok?

di Guia Soncini (linkiesta.it, 5 agosto 2022)

Partiamo dalla fine (decidete voi la fine di cosa), ovvero da: se le tue proposte elettorali sono dare soldi ai diciottenni e il voto ai sedicenni, dove le comunichi? Nel posto più frequentato da sedicenni e diciottenni, che (purtroppo) non è più l’oratorio e (per fortuna) non è mai stato Twitter. Il posto più frequentato dai ragazzini (ma anche dagli adulti attenti ai fenomeni in ascesa) è TikTok. Enrico Letta non ha un account su TikTok, e questo sarebbe quasi tutto quel che ho da dire su questa campagna elettorale. Poiché Linkiesta pretende che scriva più di cinque righe, aggiungerò un paio di dettagli. Il primo è che su TikTok non ci sono neanche Matteo Renzi e Carlo Calenda. Il secondo è che la ragione per cui me ne sono accorta è che volevo che questo articolo parlasse del fatto che i politici italiani passano troppo tempo sui social.

Florian Schmetz / Unsplash

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Api, cavallette e tigri: torna il bestiario della politica

di Federica Mochi (adnkronos.com, 4 agosto 2022)

Orsi, tigri, api e persino cavallette: il linguaggio politico sta trasformando le prossime elezioni politiche del 2022, in programma il 25 settembre, in un pazzo giardino zoologico. Arma prediletta per la campagna elettorale, i leader di partito sono protagonisti, ciascuno a modo suo, del bestiario fantastico dell’estate, dove nuove metafore zoologiche fioriscono di giorno in giorno. Che sia per sminuire l’avversario, lanciare frecciatine all’alleato o ricompattare la propria squadra, i leader non si trattengono, tirando fendenti appena possono. «Questo linguaggio è un fenomeno che trova la sua legittimazione nel passato e che è molto sedimentato nel discorso pubblico quando si nutre di contenuti politici» spiega all’AdnKronos Francesco Giorgino.

Fotogramma

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Da Ferragni a Elodie, gli influencer che possono spostare voti

di Lidia Sirna (ilmattino.it, 26 luglio 2022)

In principio c’era solo la coppia più pop del web: Chiara Ferragni e Fedez. Poi si è capito che l’intrattenimento di massa si era spostato sui social e così gli influencer della politica si sono moltiplicati. Oggi nascono, crescono e poi si schierano. Se i Ferragnez sono diventati la coppia più nota d’Italia, del resto, lo si deve anche – forse – al loro attivismo politico e sociale. Durante la prima ondata della pandemia di Covid-19, tanto per fare un esempio, organizzarono una raccolta fondi per costruire un reparto di terapia intensiva. Gesto che è valso loro il prestigioso Ambrogino d’Oro, consegnato direttamente dal sindaco di Milano Beppe Sala. Capita, dunque, che la più classica delle dinamiche italiane (la caduta di un governo dopo un ultimatum) travalichi i binari della comunicazione tradizionale e paludata.

iStock

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