Tutte le volte che la strada di Rita De Crescenzo incrocia quella della politica, nazionale o locale, la polemica scoppia puntuale. Questa volta la tiktoker napoletana ha fatto un’incursione social all’interno della sede del Consiglio regionale della Campania, trasmettendo dalla stanza del consigliere Pasquale Di Fenza, esponente di Azione, che sostiene Vincenzo De Luca.
Rita De Crescenzo sarà alla manifestazione organizzata dai 5 Stelle a Roma contro il riarmo. La tiktoker e influencer – che si era resa protagonista, lo scorso gennaio, del “caso Roccaraso”, invitando i napoletani a “invadere” la località montana dell’Abruzzo – sembra intenzionata a scendere in politica.
Prima dei social network diventare una persona famosa e riconosciuta da milioni di persone era piuttosto raro e complesso. Era necessario essere molto talentuosi, molto belli o molto ricchi, e spesso molto fortunati: star del cinema, della musica e della televisione, sportivi o politici particolarmente carismatici, artisti (pochi) o modelli. Nella maggior parte dei casi l’attenzione pubblica riservata a queste persone passava anche dal fatto che i media tradizionali li riconoscevano come celebrità, e ne raccontavano le vite di conseguenza, portando ancora più persone a conoscerli, banalmente, come “gente famosa”.
Ph. Dimitrios Kambouris / Getty Images for The Met Museum – Vogue
di Yezers, a cura di Ellen Stephany Vanegas (huffingtonpost.it, 12 aprile 2022)
L’uso propagandistico dei social media è cosa assai nota. Negli anni Trenta c’era la radio, oggi c’è Meta, la vecchia Facebook, al centro di numerose critiche a seguito dello scandalo Cambridge Analytica. I social media, nati come nuove forme di comunicazione e innovazione, ben presto si sono rivelati essere terreno fertile per la diffusione di fake news, che alimentano la rabbia sociale, canalizzata in campagne d’incitamento all’odio, troppo spesso riconducibili a correnti politiche di estrema destra. I partiti progressisti, infatti, hanno fallito là dove i partiti di destra sono riusciti: nella comunicazione. La macchina propagandistica della destra statunitense ed europea è riuscita, infatti, tramite l’uso dei social media, ad attrarre a sé quell’elettorato più distante dalla scena politica tradizionale, i cosiddetti “left-behind”.