Archivi tag: Giuseppe Conte

Lavitola ci ha visto giusto, Ranucci sarebbe un politico adeguato

LaPresse

di Mario Lavia (linkiesta.it, 12 agosto 2026)

Per quello che sappiamo finora, e ammesso che sia vero, Valter Lavitola aveva in testa il progetto di fare di Sigfrido Ranucci un leader politico che addirittura poteva aspirare a diventare Presidente del Consiglio, con il grottesco corollario di Lavitola medesimo nella parte del Gianni Letta della situazione.

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Vannacci condottiero romano fa giustiziare gli avversari

AI-generated / Instagram

(lastampa.it, 20 luglio 2026)

Ambientato in un anfiteatro dell’antica Roma, un video realizzato con l’Intelligenza Artificiale, e condiviso sui canali social di Roberto Vannacci, mostra il fondatore di Futuro Nazionale vestito da condottiero romano, seduto accanto a Giorgia Meloni e Ignazio La Russa, anch’essi in abiti d’epoca. Nell’arena, legati, vi sono la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, il leader del M5S Giuseppe Conte, l’ex premier Romano Prodi e l’ex presidente della Camera Laura Boldrini.

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Lo scontro tra Grillo e Conte è la degna conclusione della più clamorosa presa in giro della politica italiana

Unsplash

di Mario Lavia (linkiesta.it, 25 ottobre 2024)

Morire per Beppe Grillo? O morire per Giuseppe Conte? Per chi tifare: per il buffone che soffiò sul fuoco populista (la Casta, la Casta!) o per l’azzeccagarbugli passato dai decreti Salvini alla critica da sinistra a Kamala Harris? Meglio il Movimento dell’uno vale uno o il Partito a-valoriale e trasformista? Sono alternative false. Il Comico e l’Avvocato sono due facce della stessa medaglia, come dice Robert De Niro ad Al Pacino ne La sfida – solo che questi sono due miti, quelli due ominicchi.

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La barba lunga di Grillo in attesa di Conte

Beppe Grillo via X

(lapresse.it, 3 ottobre 2024)

Continuano i dissidi interni al MoVimento 5 Stelle tra il fondatore Beppe Grillo e l’attuale leader, Giuseppe Conte, in merito al processo “costituente” in corso all’interno del partito. Qualche giorno fa Grillo aveva chiesto dei chiarimenti a Conte sullo svolgimento della prossima assemblea costituente e, “aspettando le risposte”, al garante pentastellato è cresciuta la barba.

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Ma come si fa a non credere a Beppe Grillo (e alla sua nuova religione)?

di Antonio Gurrado (ilfoglio.it, 12 aprile 2023)

Ma davvero dobbiamo stupirci del fatto che Beppe Grillo abbia pubblicato il libro sacro della sua nuova personale religione? A ben guardare, tutto il progetto politico dell’Elevato è sempre stato improntato a un coerente afflato religioso. Ha presentato sé stesso come leader perseguitato, vittima sacrificale dei media tradizionali, ed è riapparso concedendosi alle folle con Vaffa-day che, di là dal turpiloquio, erano veri e propri revival avventisti.

Ph. Valerio Portelli / LaPresse

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I politici nel presepe: sfida di popolarità a colpi di pastore

di Lucia Licciardi (agi.it, 31 dicembre 2022)

In principio fu l’elefante. Veniva dall’India, ed era arrivato a Napoli come dono del sultano turco al re Carlo di Borbone nel 1738. Il presepe, all’epoca, non era già più un simbolo solo religioso che si materializzava nelle chiese cittadine in coincidenza con il Natale, ma era approdato nelle case di nobili e ricchi mercanti, diventando passatempo laico e riproduzione di quotidianità vissuta.

Ph. Carlo Hermann / Afp

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Donatella Bianchi candidata dal MoVimento 5 Stelle alla presidenza del Lazio

di Marina de Ghantuz Cubbe (repubblica.it, 28 dicembre 2022)

«Vola vola l’olandesina, sopra i prati e sulla collina e ad ognuno porterà qualche momento di felicità», cantava nel 1979 Donatella Bianchi, oggi candidata nel Lazio per il MoVimento 5 Stelle e al tempo volto esordiente della televisione. Un lungo percorso che l’ha portata alla conduzione di Linea blu su Rai 1: nata a La Spezia 59 anni fa, del mare ha fatto non solo il format del sabato pomeriggio, ma una battaglia personale per tutelarlo e valorizzarlo.

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Sovranisti su Marte: l’appello agli alieni dei fan di Bolsonaro

di Francesco Cundari (linkiesta.it, 23 novembre 2022)

Per buona parte degli ultimi trent’anni la sinistra si è divisa intorno alla questione della cosiddetta demonizzazione di Silvio Berlusconi e del suo elettorato. Da un lato c’era chi sosteneva che delegittimare e squalificare moralmente metà degli italiani non avrebbe reso più facile vincere le elezioni, dall’altro chi riteneva al contrario che solo una contrapposizione durissima e intransigente avrebbe potuto salvare l’anima (e anche i consensi) della sinistra.

Unsplash

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Una campagna elettorale show

di Michele Magno (ilfoglio.it, 24 settembre 2022)

All’inizio del Novecento l’avanguardia futurista italiana esaltava il varietà perché meraviglioso ed eccentrico, antintellettuale e popolare, capace di stupire, divertire, emozionare, abbindolare gli spettatori con la rapidità e il sensazionalismo del suo messaggio. Il teatro della sorpresa, come titolava il manifesto firmato da Filippo Tommaso Marinetti e Francesco Cangiullo nel 1921, doveva perciò gettare alle ortiche ogni scoria élitaria e diventare alogico, irreale. Artificio, comicità, imprevedibilità, testi scarni e insignificanti personaggi erano i canoni e i valori della drammaturgia futurista. Nel 1961 Martin Esslin pubblica The Theatre of the Absurd, dove campeggiano i nomi di Samuel Beckett, Eugène Ionesco, Jean Genet, capostipiti di un genere letterario celebre per il suo humour grottesco, le sue atmosfere surreali, il suo linguaggio ripetitivo, frammentato, privo di senso.

Ph. Domenico Stinellis / Ap

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