Archivi tag: Maurizio Crozza

Sergio Mattarella è sempre più pop

Ph. Francesco Ammendola / Quirinale – Ansa

(ilpost.it, 28 maggio 2026)

Nell’autunno del 2014 già si cominciava a pensare all’elezione del presidente della Repubblica che sarebbe dovuta avvenire nel 2015. L’allora presidente del Consiglio Matteo Renzi chiese quindi alla ministra Maria Elena Boschi di avere un incontro preliminare con un giudice della Corte Costituzionale di cui diversi dirigenti del Partito Democratico gli avevano parlato bene.

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La strana sacralità della satira a destra

di Saverio Raimondo (ilfoglio.it, 10 febbraio 2026)

Un tempo solo gli artisti, i personaggi pubblici e la gente di spettacolo dovevano fare i conti con il giudizio di critica e pubblico o con la pressione mediatica. Una sonora stroncatura o un’avversa opinione pubblica potevano effettivamente interrompere carriere, o come minimo condizionarle.

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Antonio Razzi versione Russell Crowe, più o meno

(blitzquotidiano.it, 15 luglio 2020)

Pensavate di aver visto di tutto? Ecco: no. Antonio Razzi in una clip cerca, non riuscendoci, di doppiare Russell Crowe nel celebre discorso del Gladiatore. Risultato? Non bellissimo. Ma Antonio Razzi è riuscito comunque, ancora una volta, a far parlare di sé sui social e non solo.Razzi_Gladiator Continua la lettura di Antonio Razzi versione Russell Crowe, più o meno

Tempi duri per la satira

di Beatrice Dondi (espresso.repubblica.it, 1° giugno 2020)

Federico II di Svevia fece diverse cose nella sua ostinazione legislativa. Tra cui quella di emettere una durissima norma contro i giullari, la Contra jogulatores obloquentes, che consentiva di prenderli a bastonate se attaccavano il potere. Perché da che mondo è mondo il potere è intoccabile, altissimo, irraggiungibile. E se il buffone di turno lo prende di mira, il risultato è una discesa irreversibile verso il basso, e più precipita più si spoglia, fino a che non finisce in pasto al popolo svelandosi all’improvviso per quello che è in realtà.Fratelli_di_Crozza Continua la lettura di Tempi duri per la satira

Cosa resta della satira in Italia

di Nicola Lagioia (internazionale.it, 5 novembre 2015)

Che fine ha fatto la satira in Italia? Ce n’è ancora bisogno? A meno di un anno dalla strage di Charlie Hebdo, che equilibrio abbiamo trovato tra libertà d’espressione, insulto inaccettabile e salutare bisogno di deridere il potere? Soprattutto, c’è da chiedersi se un certo modo di deridere il potere abbia mostrato la corda più di quanto non osiamo sospettare.il_male_false_pp Continua la lettura di Cosa resta della satira in Italia

Attori e comici occupano il fronte. Così la società dello spettacolo ha espugnato i costituzionalisti

I testimonial pro o contro. Finirà col duello Crozza-Benigni?

di Pierluigi Battista («Corriere della Sera», 7 ottobre 2016)

Oramai è diventata una mania, e sui social già si scherza sull’eventualità che anche Bettarini e Simona Ventura possano finalmente siglare una dichiarazione congiunta a favore del Sì o del No al referendum costituzionale. È sempre accaduto, ma mai come in questa occasione: in attesa del 4 dicembre il mondo dello spettacolo, della tv, dello show viene messo, è il caso di dire, al centro del palcoscenico per cogliere ogni palpito referendario tra i nomi del casting politico-spettacolare. Continua la lettura di Attori e comici occupano il fronte. Così la società dello spettacolo ha espugnato i costituzionalisti

Manlio Di Stefano: «Ma Beppe non è xenofobo, sono battute per lo spettacolo»

Il deputato 5Stelle: «Stava male nel doppio ruolo di politico e comico, ora si dedica alla sua attività artistica e dice ciò che vuole»

di Tommaso Ciriaco (repubblica.it, 16 maggio 2016)

Roma — «Guardi, per me è tutto molto chiaro: Beppe si sente finalmente libero di dire quello che gli pare. Stava davvero male, costretto nel doppio ruolo di politico e comico. Come dire… ci era rimasto sotto. Ora finalmente se ne sbatte di tutto e tutti…». Ecco cosa sta dietro alla battutaccia di Grillo sul sindaco di Londra, secondo il deputato grillino Manlio Di Stefano. Continua la lettura di Manlio Di Stefano: «Ma Beppe non è xenofobo, sono battute per lo spettacolo»