Nell’autunno del 2014 già si cominciava a pensare all’elezione del presidente della Repubblica che sarebbe dovuta avvenire nel 2015. L’allora presidente del Consiglio Matteo Renzi chiese quindi alla ministra Maria Elena Boschi di avere un incontro preliminare con un giudice della Corte Costituzionale di cui diversi dirigenti del Partito Democratico gli avevano parlato bene.
di Chiara Pizzimenti (vanityfair.it, 6 agosto 2022)
La questione non ha confine né latitudine. In campagna elettorale la musica è fondamentale: trascina. Gli esperti di politica e comunicazione lo sanno: un tormentone, una canzone impegnata, un classico, ognuna può far presa in maniera diversa e portare avanti i candidati. Solo che non sempre chi quelle canzoni le canta e le ha portate al successo è pronto e felice di vederle usare per scopi propagandisti. Ultimo caso La Rappresentante di Lista contro Matteo Salvini. L’oggetto del contendente è la canzone Ciao ciao, tormentone che viene dal Festival di Sanremo. Veronica Lucchesi e Dario Mangiaracina segnalano in un tweet: «Ci arriva voce che al comizio di S4lvini il dj abbia messo #ciaociao. La nostra maledizione sta per abbattersi su di te, becero abusatore di hit».