di Federica Valcauda (linkiesta.it, 29 settembre 2026)
C’è qualcosa di rivelatore nel vedere i corridoi del potere civico ridotti al set di una puntata scartata di The Office. Pochi giorni fa, su Instagram, un reel ha immortalato due volti noti della politica: il sindaco di New York Zohran Mamdani e il presidente del Consiglio spagnolo Pedro Sánchez.
di Angelo Bruscino (huffingtonpost.it, 24 luglio 2026)
È curioso come l’ultimo video di Roberto Vannacci – costruito con l’Intelligenza Artificiale, ma perfettamente allineato alla sua estetica muscolare – venga salutato come una novità, quando in realtà è solo l’ennesima tappa di una lunga deriva: un prodotto violento, aggressivo, calibrato per parlare alla pancia degli elettori.
di Marco Gervasoni (huffingtonpost.it, 16 febbraio 2026)
È passato sotto silenzio un anniversario tondo dei giorni scorsi, addirittura un centenario: quello della nascita della televisione. Che si deve all’inventore britannico John Logie Baird, il quale, dopo gli esperimenti degli anni precedenti, il 26 gennaio 1926 realizzò la prima vera dimostrazione pubblica di trasmissione televisiva senza fili, di fronte agli scienziati della Royal Institution e ai giornalisti.
di Goffredo Fofi (internazionale.it, 14 settembre 2022)
Il rilievo della figura e dell’opera di Jean-Luc Godard è grandissimo nella storia del cinema, ma anche in quella dei movimenti che tra la metà degli anni Cinquanta e gli anni Settanta hanno rotto gli equilibri precari delle società nate dalla guerra e dalla ricostruzione. La Nouvelle Vague a cui apparteneva ha inciso sul cinema, sul teatro, nella musica e nelle altre arti. Meno nella letteratura.
di Francesca d’Aloja (ilfoglio.it, 16 agosto 2021)
Una delle serie televisive più riuscite degli ultimi anni non è americana, bensì francese, e si intitola Chiami il mio agente!, titolo originale Dix pour cent, in riferimento alla percentuale dovuta da un artista all’agente che lo rappresenta, il dieci per cento appunto, per ogni contratto stipulato. Il mondo dello spettacolo viene osservato dall’inedita prospettiva di una grande agenzia, centro nevralgico degli affari e di tutto ciò che si nasconde dietro la realizzazione di un film o di uno spettacolo teatrale. Il nome finzionale dell’agence è l’acronimo Ask, ma gli autori si sono evidentemente ispirati alla più grande impresa di management europea nata alla fine degli anni Sessanta.
di Alessandro Aleotti (linkiesta.it, 31 dicembre 2019)
Il mainstream del dibattito politico italiano concorda su un fatto: Matteo Salvini è l’uomo forte. Chi lo avversa evoca un inquietante pericolo per la democrazia, mentre chi lo sostiene non desidera altro che un condottiero politico torni ad abitare il potere romano.Continua la lettura di Della decadenza dei leader mediatici→
A me è parsa subito stravagante l’idea di porre a confronto atteggiamenti e persino frammenti di idee e ideologie dell’Internazionale Situazionista (I.S.) con quelle d’origine del Movimento Cinque Stelle, proprio quello che di questi tempi si è maritato (separati in casa in qualche modo?) con il leghismo sfascia a più non posso! Ma il raffronto (del 2013) è stato pensato e proposto da una testa finissima, quella di Mario Perniola, certo uno dei maggiori e più eclettici filosofi degli ultimi anni.Continua la lettura di L’Internazionale del Vaffa→
Non tutti sanno che il nucleo fondativo di quel pensiero trovò accoglienza nel 1957 in un paesino dell’entroterra ligure
di Pino Pisicchio (huffingtonpost.it, 11 settembre 2017)
Nella miseria dei giorni della politica contemporanea si sono dovute ascoltare anche le celebrazioni per il decennale del “Vaffa day”. Potrebbe essere una parabola tutta italiana, un segno dei tempi macilenti che ci toccano in dote. Eppure, forse con qualche preterintenzionalità, quelle celebrazioni hanno un senso.Continua la lettura di Il Vaffa di Grillo ha origini nel Situazionismo di Debord e Gallizio→
Nell’estate del ’57 nasceva il gruppo dei Situazionisti. Profetizzarono un mondo invaso da Spettacolo e merce. Il nostro. Furono sconfitti dal riflusso. Ma non tutti
di Massimiliano Panarari («Il Venerdì», suppl. a «la Repubblica», 4 agosto 2017)
Tanti ne parlano, ma pochi li conoscono davvero a fondo. Di sicuro, un profondo esperto e studioso del complicato, affascinante e, a tratti, delirante universo dei situazionisti è Gianfranco Marelli, di cui arriva in libreria l’edizione rinnovata di un libro importante scritto negli anni Novanta: L’amara vittoria del situazionismo. Storia critica dell’Internationale Situationniste 1957-1972 (Mimesis edizioni). E che ci guida dentro il labirinto di questa “postdatata” avanguardia tardo novecentesca.Continua la lettura di Debord & Co. 60 anni e non sentirli→
I testimonial pro o contro. Finirà col duello Crozza-Benigni?
di Pierluigi Battista («Corriere della Sera», 7 ottobre 2016)
Oramai è diventata una mania, e sui social già si scherza sull’eventualità che anche Bettarini e Simona Ventura possano finalmente siglare una dichiarazione congiunta a favore del Sì o del No al referendum costituzionale. È sempre accaduto, ma mai come in questa occasione: in attesa del 4 dicembre il mondo dello spettacolo, della tv, dello show viene messo, è il caso di dire, al centro del palcoscenico per cogliere ogni palpito referendario tra i nomi del casting politico-spettacolare. Continua la lettura di Attori e comici occupano il fronte. Così la società dello spettacolo ha espugnato i costituzionalisti→