Archivi tag: Pier Paolo Pasolini

La destra italiana e i cantautori, un rapporto complicato

Ph. Luciano Viti / Getty Images

(ilpost.it, 11 agosto 2026)

Nell’ultima settimana il ministro dei Trasporti Matteo Salvini e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni hanno fatto parlare di sé a causa della loro passione per due tra i cantautori italiani più amati di sempre, Fabrizio De André e Francesco Guccini.

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Massimiliano Gallo sugli artisti e la politica: «Prima si esponevano»

Ph. Alfonso Romano / Ago Press

di Mirella Armiero (napoli.corriere.it, 7 giugno 2026)

«In Italia i personaggi della cultura e dello spettacolo un tempo non temevano di compiere atti politici. A cominciare da Eduardo, ma penso anche a Pasolini, Fo, Gaber. Oggi abbiamo paura di farlo, abbiamo paura di parlare. Siamo una categoria latente e assente, interessati solo al lieto fine e ai salotti».

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“Uccellacci e uccellini” continua a essere un film politico sensazionale

di Giulio Zoppello (wired.it, 4 maggio 2026)

Uccellacci e uccellini di Pier Paolo Pasolini usciva in sala esattamente sessant’anni fa e rimane ancora oggi uno degli apici del suo percorso, e soprattutto del cinema italiano di quel decennio complicato e fertile. Totò e Ninetto Davoli da allora continuano a camminare nella nostra mente, a viaggiare accompagnati da quel Corvo, dicendoci moltissimo anche sul nostro presente.

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Sal da Vinci, che fastidio

Ph. Daniele Venturelli / Getty Images

di Paola Italiano (lastampa.it, 1° marzo 2026)

Era dai tempi del piccione di Povia che non mi sentivo così. Qualcosa di simile l’ho riprovato solo quando hanno eletto Trump la prima volta, che fino all’ultimo pensavo: ma figurati se vince uno così. Nella prima puntata di questa newsletter spiegavo che per molto tempo il mio amore per il Festival di Sanremo è stato un guilty pleasure.

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Quando Sanremo non se lo filava più nessuno

di Paolo Conti (corriere.it, 23 febbraio 2026)

So che può sembrare incredibile, raccontandolo in questi anni in cui il Festival di Sanremo catalizza l’attenzione della maggioranza degli italiani con ascolti televisivi record e cancella dai palinsesti ogni concorrenza destinata a perdere. Ma c’è stata una stagione in cui la gara canora nazionale quasi sparì dai teleschermi, nell’indifferenza generale.

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I gemelli di Claudio Villa

Ansa – S&M Studio

di Michele Serra (ilpost.it, 2 novembre 2024)

Claudio Pica, in arte Claudio Villa, nacque a Trastevere nel 1926, figlio di un vetturino e di una casalinga di nome Ulpia. Era basso di statura, di carattere molto polemico, fisicamente tosto. Amava le motociclette e si dice che l’infarto che lo portò a morire piuttosto precocemente (aveva 61 anni) sia stato causato dallo sforzo insistito per calcare una pedivella d’avviamento. Era comunista e ateo.

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L’illusione intellettuale dei social network

di Guia Soncini (linkiesta.it, 8 novembre 2024)

Certo, fossi Shakespeare direi che non vengo a elogiare Cecilia Sala, vengo a seppellirla; poiché non solo non sono Shakespeare, ma il pubblico semicolto di questo secolo è pure assai meno attrezzato a decodificare le antifrasi di quanto lo fosse il pubblico teatrale senza scuole dell’obbligo del XVII secolo, proverò a cominciare così: chi se ne frega di Cecilia Sala. Sì, lo so che quelli che si sono indignati per il tweet (o come si chiamano ora) di Cecilia Sala sulla ragazza iraniana sono un sottoinsieme quasi perfettamente sovrapponibile a quello dei lettori di questo giornale, lo so che anche oggi mi faccio ben volere, lo so che si formeranno due file ordinate.

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L’hit parade delle canzoni della Liberazione

di Maurizio Stefanini (linkiesta.it, 25 aprile 2024)

Bella ciao è di frequente oggetto di polemica in Italia ogni 25 aprile, come peraltro ogni cosa che riguarda la storiografia resistenziale e la sua inserzione nell’attualità politica: il caso Scurati non ne è che l’ultimissimo esempio. Da una parte, ne è stato proposto per legge uno status ufficiale, come inno da insegnare a scuola. Dall’altra, è stata contestata come strumento d’indottrinamento politico “comunista”.

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Complotto

di Giovanni De Mauro (internazionale.it, 12 maggio 2023)

Oggi che l’emergenza per la pandemia è finita, potremmo riflettere con più distacco sui tanti fenomeni che hanno segnato questi anni di Covid. A cominciare dalle teorie del complotto, che hanno una storia antica. Recensendo per il settimanale l’Espresso un libro sull’argomento, nel 2014 Umberto Eco si chiedeva come mai le bufale avessero tanto successo. «Perché promettono un sapere negato agli altri», rispondeva.

Ph. Elias Valverde II / The Dallas Morning News / Tns

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La rivoluzione di Godard era anche sociale

di Goffredo Fofi (internazionale.it, 14 settembre 2022)

Il rilievo della figura e dell’opera di Jean-Luc Godard è grandissimo nella storia del cinema, ma anche in quella dei movimenti che tra la metà degli anni Cinquanta e gli anni Settanta hanno rotto gli equilibri precari delle società nate dalla guerra e dalla ricostruzione. La Nouvelle Vague a cui apparteneva ha inciso sul cinema, sul teatro, nella musica e nelle altre arti. Meno nella letteratura.

Gamma-Rapho / Getty Images

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