di Manginobrioches (huffingtonpost.it, 14 agosto 2026)
Belli miei, purtroppo qualcuno deve dirlo. Essere di sinistra, essere antifascisti vuol dire proprio questo: non cacciare nessuno solo perché la pensa in un altro modo. Anche se è un modo incompatibile con quello che stiamo facendo tutti lì. Anche se ti fa tremare i polsi per l’indignazione e l’ipocrisia.
Nell’ultima settimana il ministro dei Trasporti Matteo Salvini e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni hanno fatto parlare di sé a causa della loro passione per due tra i cantautori italiani più amati di sempre, Fabrizio De André e Francesco Guccini.
Botta e risposta social tra Matteo Salvini e Alice De André, nipote di Fabrizio De André, dopo la contestazione al leader della Lega durante il concerto-omaggio al cantautore all’Agnata, in Sardegna. L’evento, con la partecipazione di Diodato e Dori Ghezzi, ha scatenato un acceso dibattito dopo che una ragazza ha contestato la presenza del leader della Lega in prima fila.
Anche se il suo nome non era così conosciuto, il cantautore Fausto Amodei, morto giovedì a 91 anni, ebbe un ruolo fondamentale nello sviluppo della canzone d’autore italiana. Negli anni Cinquanta fu tra i primi a definire un nuovo modo di scrivere canzoni: più impegnato, ambizioso e militante, e distante dalla leggerezza e dal disimpegno che caratterizzavano la musica italiana del tempo.
Morgan arriva ancora una volta con la sua arte, senza mezzi termini, per mostrare la realtà così com’è, priva di fronzoli. Continua a non smentirsi e, da ormai noto promotore di battaglie a favore della qualità e della cultura, pubblica il brano manifesto Rutti. La traccia, che porta la firma di Warner Music Italy, è stata eseguita al Concerto del Primo Maggio di Roma, diventando celebre ancora prima di essere pubblicata.
La prima volta era il settembre del 2001, e ancora non avevamo tutti un telefono con dentro la telecamera. Però nella scuola in cui George W. Bush stava leggendo le fiabe ai bambini c’era ovviamente una troupe, e quindi per tutta la vita poi il poverino è stato quello: il presidente inadeguato che fa la faccia da coglione che non capisce quando gli dicono dobbiamo andare, si è schiantato un aereo sul World Trade Center.
Francesco de Gregori, il “principe” dei cantautori italiani, compie domenica 70 anni e quasi 50 di carriera, visto che il suo primo album, Theorius Campus, scritto con l’amico degli esordi Antonello Venditti, è datato 1972. Nato a Roma il 4 aprile 1951, De Gregori aveva iniziato già nel 1969 a esibirsi al Folkstudio di Trastevere, cimentandosi in cover di Leonard Cohen e soprattutto di Bob Dylan, con cui instaurerà un rapporto di stima reciproca e a cui l’artista romano ha dedicato più di un lavoro discografico. Il titolo del primo album solista di De Gregori è Alice non lo sa. L’album esce nel 1973, ben trainato dalla partecipazione di De Gregori a Un disco per l’estate con la canzone Alice. Sebbene il pezzo si classifichi all’ultimo posto, il disco divide la critica tra chi lo trova troppo ermetico e chi ne apprezza la poesia e la scrittura (tra i brani del disco un capolavoro come La casa di Hilde).