Archivi tag: Bella Ciao

Il fuggi fuggi di cantanti dalla festa di Trump

Fox News via X

di Stefano Pistolini (ilfoglio.it, 2 giugno 2026)

Dall’altra parte dell’Atlantico, quando un presidente entra in carica, c’è il caso che arrivi Aretha Franklin a cantare per lui. Da noi il pop ha meno accesso al salotto buono. Va bene per il concertone del 1° maggio, quando ai lavoratori andrebbe offerto svago, e infatti quello lo organizzano i sindacati.

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L’omicidio di Charlie Kirk è l’ennesimo caso di terrorismo memetico

Ph. Lindsey Wasson / Ap

di Antonio Pellegrino (linkiesta.it, 15 settembre 2025)

Pochi giorni fa è stata rivelata l’identità del ragazzo che, lo scorso 10 settembre, ha sparato a Charlie Kirk durante il dibattito alla Utah University. Tutte le parti in causa si sono gettate su un possibile identikit che potesse avallare la rispettiva tesi di comodo.

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Cos’è diventata “Bella ciao” nel mondo

Ph. Lindsey Wasson / Ap

(ilpost.it, 13 settembre 2025)

Gli investigatori hanno trovato su una delle cartucce non sparate dall’attentatore che ha ucciso Charlie Kirk la frase «Oh bella ciao, bella ciao», in Italiano. È l’ennesima dimostrazione di come negli anni questa canzone sia diventata molto nota all’estero, e non solo negli Stati Uniti, sia come simbolo antisistema e di protesta, sia con un’accezione slegata dall’originale tradizione partigiana italiana.

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Furgiuele (Lega): «Decima? Ho fatto come i giudici a “X Factor”»

(adnkronos.com, 12 giugno 2024)

«A X Factor facevano la X per dire no, posso fare quello che voglio?». Così Domenico Furgiuele, deputato della Lega, espulso dall’Aula nel corso della seduta sull’autonomia per aver fatto – secondo il Partito Democratico – il gesto della Decima Mas in risposta al coro di Bella ciao delle opposizioni. «Se voglio mettere un voto sulla scheda posso fare il simbolo della X? Alla provocazione si è risposto con un gesto che non poteva non essere provocatorio, in un contesto nel quale la voce di chi cantava era più alta», ha aggiunto.

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L’hit parade delle canzoni della Liberazione

di Maurizio Stefanini (linkiesta.it, 25 aprile 2024)

Bella ciao è di frequente oggetto di polemica in Italia ogni 25 aprile, come peraltro ogni cosa che riguarda la storiografia resistenziale e la sua inserzione nell’attualità politica: il caso Scurati non ne è che l’ultimissimo esempio. Da una parte, ne è stato proposto per legge uno status ufficiale, come inno da insegnare a scuola. Dall’altra, è stata contestata come strumento d’indottrinamento politico “comunista”.

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Pupo in giuria al Sanremo russo

di Alice Castagneri (lastampa.it, 29 aprile 2023)

Pupo farà il giurato a quello che per tutti è il Sanremo della Russia. Il festival patriottico Road to Yalta prenderà il via il 2 maggio, con una serata di gala che si terrà nel Palazzo di Stato del Cremlino. Il cantante di Gelato al cioccolato sarà l’«ospite speciale», come si legge sul sito del famoso evento che ha tra i suoi scopi dichiarati di portare avanti la propaganda russa e «rafforzare la vera immagine del soldato-liberatore sovietico».

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Regimi che odiano la musica

di Siegmund Ginzberg (ilfoglio.it, 12 novembre 2022)

I casali di campagna dove si svolgevano i concerti clandestini venivano circondati dalla polizia. Gli edifici venivano sequestrati. Talvolta dati alle fiamme. I giovani venivano fermati e schedati. I musicisti arrestati. Ci furono processi e condanne. I rave, pardon, i concerti rock, vennero proibiti. Il governo cercò di cancellarne la memoria. Traviavano la gioventù, si disse. Avevano “un effetto sociale negativo”.

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“Another love”, l’inno delle donne ucraine e iraniane della generazione TikTok

di Stefano Pistolini (linkiesta.it, 3 ottobre 2022)

Dopo l’ennesimo revival di Bella ciao come inno di lotta ai quattro angoli del mondo, nemmeno fosse il passaparola della parte giusta, perché contiene la parola-chiave a cui gira attorno la canzone – “l’invasor” – che traccia il confine netto tra bene e male, da qualche mese succede un’altra cosa, più indefinibile, incastrata com’è tra i gangli della comunicazione contemporanea. C’è questo pezzo, Another love, vecchio di una decina d’anni, scritto dal cantautore inglese Tom Odell quando era un ragazzo.

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La polemica su Laura Pausini e “Bella ciao”

di Gabriele Fazio (agi.it, 14 settembre 2022)

«È una canzone molto politica e io non voglio cantare canzoni politiche», così Laura Pausini ha risposto al conduttore di El Hormiguero, un programma d’intrattenimento musicale che la ospitava in qualità di giudice di La Voz, versione spagnola di The Voice. Una risposta che ha immediatamente fatto scattare una bufera sui social, una netta spaccatura alimentata forse dall’intervento di Matteo Salvini che si è congratulato con la cantante di Faenza per quella che ha ritenuto essere una presa di posizione. Una bufera che ha costretto la stessa Pausini a intervenire sulla vicenda con un tweet che avrebbe dovuto calmare le acque, ma non è servito a granché: «Non canto canzoni politiche né di destra né di sinistra. Quello che penso della vita lo canto da 30 anni. Che il fascismo sia una vergogna assoluta mi pare una cosa ovvia. Non voglio che qualcuno mi usi per fare propaganda politica. Non inventate ciò che sono».

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La colonna sonora della Resistenza ucraina

di Maurizio Stefanini (linkiesta.it, 12 marzo 2022)

Probabilmente non sapeva della polemica italiana sull’Anpi, che, ormai costituita quasi esclusivamente da gente nata dopo il 1945, esalta il ricordo di coloro che 79 anni fa presero le armi quando una mattina si svegliarono e trovarono l’invasor, ma manifesta per consigliare di non dare armi a chi l’invasor lo sta affrontando oggi. Comunque la 29enne Khrystyna Solovyi è come se si fosse pronunciata, quando ha deciso di fare una cover di Bella ciao che aggiorna il testo a questa guerra. «La rabbia ucraina» è la traduzione del titolo: dedicata «a tutte le forze armate, ai nostri eroi e a tutti coloro che in questo momento combattono per la propria terra».

Ukraine flag background

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