Archivi tag: Viktor Orbán

Ungheria: la regina degli scacchi ha detto no

Bloomberg

di Lorenzo Santucci (huffingtonpost.it, 20 luglio 2026)

Per il cantiere della nuova Ungheria di Péter Magyar è un colpo duro. Il primo ministro aveva scelto di candidare la leggenda nazionale degli scacchi Judit Polgár per il ruolo di presidente della Repubblica ad interim, con una logica chiara: compiere un altro passo nella rottura con l’era di Viktor Orbán.

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Judit Polgár, una leggenda degli scacchi per l’Ungheria

Ph. Peter Kohalmi / Afp

di Alessandro Frau (agi.it, 20 luglio 2026)

In Ungheria il primo ministro Péter Magyar ha annunciato che incontrerà Judit Polgár, considerata la più forte giocatrice di scacchi della storia, per chiederle se è disponibile ad accettare la candidatura alla presidenza della Repubblica.

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Trump contro Ue: il nuovo squarcio atlantico è sul digitale

freedom.gov

di Angela Mauro (huffingtonpost.it, 19 febbraio 2026)

Il 14 febbraio scorso, a Monaco, Marco Rubio ha sottolineato i legami degli Usa con l’Europa, senza arretrare sulla cultura Maga, strumento di battaglia anche anti-europeo per l’amministrazione Trump. Poco dopo, il Segretario di Stato americano volava in Ungheria a fare campagna elettorale per il sovranista Viktor Orbán, il nemico interno delle istituzioni di Bruxelles.

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Cos’è diventata “Bella ciao” nel mondo

Ph. Lindsey Wasson / Ap

(ilpost.it, 13 settembre 2025)

Gli investigatori hanno trovato su una delle cartucce non sparate dall’attentatore che ha ucciso Charlie Kirk la frase «Oh bella ciao, bella ciao», in Italiano. È l’ennesima dimostrazione di come negli anni questa canzone sia diventata molto nota all’estero, e non solo negli Stati Uniti, sia come simbolo antisistema e di protesta, sia con un’accezione slegata dall’originale tradizione partigiana italiana.

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Sta cambiando la musica per Viktor Orbán

Ph. Mario Skraban / Getty Images

(ilpost.it, 25 agosto 2025)

Quest’estate ai concerti e ai festival musicali in Ungheria è diventato sempre più comune sentir partire dal pubblico un coro contro il primo ministro Viktor Orbán. Fa così: “Mocskos Fidesz, Mocskos Fidesz!”. Mocskos significa “sporco”, con un’accezione negativa più vicina a “lurido”, e Fidesz è il nome del partito sovranista di Orbán.

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Il governo di Orbán vieta ai Kneecap lo Sziget Festival

di Andrea Calogero (lastampa.it, 24 luglio 2025)

Alle 11 di stamattina gli organizzatori dello Sziget Festival di Budapest, uno dei più importanti raduni musicali d’Europa, hanno ricevuto una comunicazione ufficiale dal governo ungherese riguardante la loro scaletta. La band irlandese dei Kneecap, infatti, non ha ricevuto dal governo il permesso per entrare in territorio ungherese (il divieto vale tre anni) e quindi performare – il loro concerto era previsto per l’11 agosto nell’isola di Obuda, casa del Festival.

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Il grottesco fan club “liberale” di Trump e Milei

di Francesco Cundari (linkiesta.it, 3 gennaio 2025)

Dinanzi alla seconda cerimonia d’insediamento di Donald Trump, unico presidente degli Stati Uniti che negli ultimi centotrent’anni sia stato eletto per un secondo mandato non consecutivo (il solo precedente risale all’Ottocento), una domanda s’impone immediatamente su tutte le altre: per quale motivo, anziché alla Casa Bianca, non si trova in galera? Il fatto che porre una simile domanda possa apparire oggi una battuta provocatoria o addirittura una dimostrazione di estremismo, ostilità preconcetta, accecamento ideologico, la dice lunga su quanto si sia spostato, in questi anni, il confine di ciò che consideriamo accettabile in democrazia.

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Trump, lo show prima del voto: «Io non sono un politico, sono una star»

Ph. Jonathan Ernst / Reuters

di Aldo Cazzullo (corriere.it, 3 novembre 2024)

Salem (Virginia) – Non è un comizio. È uno show. Infatti dura più di cinque ore; le ultime due con lui sul palco. A segnare una mutazione ormai irreversibile della destra americana e globale. Come in ogni show, si ride e si piange. Si ride – con una punta di angoscia al pensiero che l’attor comico è il favorito per la Casa Bianca – quando Donald Trump fa le imitazioni.

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Un nuovo libro conferma gli apprezzamenti di Trump per Hitler

di Simone Disegni (open.online, 11 marzo 2024)

Donald Trump adora Viktor Orbán e i leader populisti d’Occidente della sua pasta. E sin qui nulla di nuovo. Nasconde a fatica il suo debole per autocrati e dittatori sanguinari come Vladimir Putin o Kim Jong-un. Boccone questo ben più indigesto, ma che ci si è dovuti abituare a masticare. Ma ora c’è di più. Il leader Repubblicano in corsa per un clamoroso ritorno alla Casa Bianca avrebbe espresso in conversazioni private con i suoi consiglieri pesanti apprezzamenti politici pure per Adolf Hitler, il Führer nazista che scatenò il massacro europeo della Seconda guerra mondiale e architettò lo sterminio di sei milioni di ebrei.

Epa

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La retorica di Donald Trump è sempre più fascista

(ilpost.it, 8 dicembre 2023)

Mercoledì sera a Tuscaloosa, in Alabama, si è tenuto il quarto dibattito televisivo fra i candidati alla nomination del Partito Repubblicano per la presidenza, e anche in questa occasione Donald Trump ha scelto di non partecipare, forte del larghissimo vantaggio che tutti i sondaggi gli attribuiscono per le primarie. A inizio novembre un sondaggio del New York Times lo segnalava come favorito in alcuni Stati chiave anche alle presidenziali contro il Democratico Joe Biden.

Ph. Geoff Stellfox / The Gazette via Ap

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