di Andrea Calogero (lastampa.it, 24 luglio 2025)
Alle 11 di stamattina gli organizzatori dello Sziget Festival di Budapest, uno dei più importanti raduni musicali d’Europa, hanno ricevuto una comunicazione ufficiale dal governo ungherese riguardante la loro scaletta. La band irlandese dei Kneecap, infatti, non ha ricevuto dal governo il permesso per entrare in territorio ungherese (il divieto vale tre anni) e quindi performare – il loro concerto era previsto per l’11 agosto nell’isola di Obuda, casa del Festival.
Mai era successo che a un artista contattato dallo Sziget venisse proibita l’esibizione per motivi politici, creando un precedente storico unico. Gli Kneecap sono una band irlandese attiva dal 2017 caratterizzata da una stesura di testi molto politici, rafforzata da una forma musicale ibrida tra a rap, punk ed elettronica. Questa loro forte impronta politica negli anni ha portato Mo Chara, uno dei membri della band, a schierarsi apertamente contro il governo israeliano e a condannare aspramente i bombardamenti su Gaza. Questa postura di protesta politica ha portato prima la polizia antiterrorismo britannica a esaminare dei loro video e ora alla completa censura dell’esibizione in territorio ungherese da parte del governo ospitante.
«In seguito alle preoccupazioni sollevate dal governo e da gruppi di pressione in tutta l’Ungheria nelle ultime settimane in merito alla possibilità che i Kneecap si esibissero» recita il comunicato stampa del Festival, «abbiamo contattato da vicino la band e ci hanno rassicurato che la loro esibizione non avrebbe contravvenuto né ai valori del Sziget né alla legge ungherese. I valori dello Sziget Festival ci impongono di condannare l’incitamento all’odio, garantendo al contempo il diritto fondamentale alla libertà di espressione artistica per ogni musicista. La Cancel Culture e i boicottaggi culturali non sono la soluzione. Negli ultimi trent’anni, lo Sziget ha offerto uno spazio libero e sicuro per diverse culture, ospitando artisti e visitatori da tutto il mondo, ottenendo un significativo riconoscimento nella comunità interna e rafforzando la reputazione dell’Ungheria».
Gli organizzatori dello Sziget continuano il comunicato dicendo che la decisione presa dal governo riguardo il gruppo irlandese non solo sia un danno per il Festival, che da sempre ha come slogan di essere «l’isola della liberà», ma anche per la reputazione internazionale del Paese stesso. Va detto che durante un loro concerto nel novembre del 2023 uno dei membri degli Kneecap si era rivolto al pubblico dicendo: «L’unico conservatore buono è un conservatore morto: uccidete il vostro deputato locale». Dai video di questo concerto e di un altro del 2024, in cui un altro membro avrebbe urlato «Viva Hamas, viva Hezbollah», esponendo una bandiera del gruppo politico e militare libanese, sono partite le varie indagini dell’antiterrorismo britannico, essendo entrambe organizzazioni considerate dal Regno Unito terroristiche.
Da questi casi nasce il tabù ungherese, comunicato dal portavoce del governo Zoltán Kovács: «Tolleranza zero per l’antisemitismo e dovere di proteggere le comunità ungheresi, in particolare quelle ebraiche». Kovacs puntualizza che «concedere loro un palco normalizza l’odio e il terrore, e mette a repentaglio i valori democratici», pubblicando poi un comunicato ufficiale che bandisce la band irlandese non solo durante il periodo dello Sziget, ma per tre anni, in quanto «seria minaccia per la sicurezza nazionale». Nelle settimane scorse, i Kneecap, insieme ad altri artisti come Massive Attack, Brian Eno e Fontaines D.C., hanno creato un sindacato per musicisti critici dell’attacco militare israeliano a Gaza per tutelarli da «campagne aggressive e vessatorie» da parte di sostenitori filo-israeliani.
Questo caso, similmente a quanto accadde proprio in Italia con i concerti dei P38, indagati per i testi in cui millantano di essere le “nuove Brigate Rosse” della musica, accende il dialogo sul peso specifico dell’esposizione estremista nel mondo artistico: dove inizia e dove finisce la libertà di espressione? Quali sono i confini entro i quali la musica può farsi bandiera anche di posizioni politicamente scomode o criticabili? Si attendono sviluppi sulla possibilità di un dietrofront da parte del governo ungherese. Intanto gli Kneecap continueranno a manifestare la loro ideologia nei locali di tutta Europa, con un tour che da ottobre li porterà Oltreoceano e che sta collezionando un sold-out dopo l’altro.