Archivi tag: Francesco Guccini

La ruspa e il pescatore

di Manginobrioches (huffingtonpost.it, 14 agosto 2026)

Belli miei, purtroppo qualcuno deve dirlo. Essere di sinistra, essere antifascisti vuol dire proprio questo: non cacciare nessuno solo perché la pensa in un altro modo. Anche se è un modo incompatibile con quello che stiamo facendo tutti lì. Anche se ti fa tremare i polsi per l’indignazione e l’ipocrisia.

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La destra italiana e i cantautori, un rapporto complicato

Ph. Luciano Viti / Getty Images

(ilpost.it, 11 agosto 2026)

Nell’ultima settimana il ministro dei Trasporti Matteo Salvini e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni hanno fatto parlare di sé a causa della loro passione per due tra i cantautori italiani più amati di sempre, Fabrizio De André e Francesco Guccini.

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I brani-manifesto di Guccini, tra politica e memoria

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(ansa-it, 6 agosto 2026)

Francesco Guccini non è stato “solo” un cantautore. Attraverso la sua musica e le sue canzoni ha raccontato oltre cinquant’anni di un’Italia complessa e in profonda trasformazione. Ha ridefinito il concetto di canzone d’autore, trasformandola in uno strumento di riflessione sociale, politica e filosofica.

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Prima dei cantautori italiani c’erano i Cantacronache

(ilpost.it, 19 settembre 2025)

Anche se il suo nome non era così conosciuto, il cantautore Fausto Amodei, morto giovedì a 91 anni, ebbe un ruolo fondamentale nello sviluppo della canzone d’autore italiana. Negli anni Cinquanta fu tra i primi a definire un nuovo modo di scrivere canzoni: più impegnato, ambizioso e militante, e distante dalla leggerezza e dal disimpegno che caratterizzavano la musica italiana del tempo.

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L’hit parade delle canzoni della Liberazione

di Maurizio Stefanini (linkiesta.it, 25 aprile 2024)

Bella ciao è di frequente oggetto di polemica in Italia ogni 25 aprile, come peraltro ogni cosa che riguarda la storiografia resistenziale e la sua inserzione nell’attualità politica: il caso Scurati non ne è che l’ultimissimo esempio. Da una parte, ne è stato proposto per legge uno status ufficiale, come inno da insegnare a scuola. Dall’altra, è stata contestata come strumento d’indottrinamento politico “comunista”.

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Paolo Pietrangeli, voce del ’68 italiano

(agi.it, 22 novembre 2021)

Per tutti è l’autore di Contessa, uno dei canti più famosi (e violenti) del periodo della contestazione giovanile del ’68, quasi un inno dei ragazzi di fede comunista, sopravvissuto al contesto nel quale era nato. Eppure Paolo Pietrangeli, scomparso oggi all’età di 76 anni, è stato un vero cantautore e poi anche un affermato regista di trasmissioni televisive (sua la regia del Maurizio Costanzo Show su Canale 5). Figlio del regista Antonio Pietrangeli e di Margherita Ferrone, iniziò a scrivere canzoni negli anni Sessanta diventando presto uno dei più importanti rappresentanti del filone della protesta sessantottina. Tra le sue tante canzoni, due divennero estremamente popolari all’interno dei movimenti giovanili di sinistra: Valle Giulia e, soprattutto, Contessa, entrambe incise con la seconda voce di Giovanna Marini.

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