di Alessandro Fulloni (corriere.it, 19 luglio 2026)
Pallone, mondiali e “pressing” dei potenti sugli arbitri? Si comincia ben presto: secondo alcuni storici del calcio, la sintesi dei Mondiali del 1934 vinti dall’Italia sarebbe perfettamente descritta da una foto.
di Katia Margolis (huffingtonpost.it, 23 marzo 2026)
Le guerre non si combattono soltanto con missili e droni, ma anche con narrazioni e simboli. La crescente controversia suscitata dalla decisione della direzione della Biennale di Venezia di consentire alla Federazione Russa di partecipare con una sua esposizione dimostra come lo spazio culturale possa diventare parte di una più ampia lotta geopolitica.
di Antonio Carioti (corriere.it, 28 febbraio 2025)
Cent’anni fa Benito Mussolini, intento alla costruzione della dittatura dopo aver superato la crisi del delitto Matteotti, impose l’uso del “saluto romano” nelle amministrazioni civili: era il 27 novembre 1925. Un segno evidente della volontà di fascistizzare l’apparato dello Stato, mettendolo al servizio di una parte che si proclamava unica vera rappresentante della nazione e, in quanto tale, legittimata a dominare la società intera.
Chi lo sa se la prima volta che Mussolini si trovò davanti a un obiettivo televisivo guardò dritto davanti a sé, magari per cercare la complicità di chi stava dall’altra parte, come fa Luca Marinelli nella serie M – Il figlio del secolo diretta da Joe Wright e scritta da Stefano Bises e Davide Serino, appena uscita su Sky. Anche se l’inizio delle trasmissioni regolari della tv italiana è datato 3 gennaio 1954, la televisione esisteva già sotto il fascismo, in via sperimentale, e il Duce la provò almeno due volte – ma solo una di queste è arrivata fino a noi.
Per il Time la persona dell’anno è Donald Trump, presidente eletto degli Stati Uniti che il prossimo 20 gennaio varcherà la soglia della Casa Bianca per il secondo mandato. Ma per il quotidiano Libero, diretto da Mario Sechi, la scelta per il 2024 ricade sul Duce, Benito Mussolini. «Siamo andati avanti a discutere per tutto dicembre, alla ricerca del campione, fino all’altro ieri, quando mentre già scorrevano i titoli di coda del 2024, è apparso chiaro a noi tutti quel che avevamo sotto il naso fin dal principio: è passato un altro anno di surreali polemiche della sinistra sul ritorno del fascismo e sul fantasma di Benito Mussolini a Palazzo Chigi. Dunque… l’uomo dell’anno… è Lui».
Abbiamo tutti sottovalutato lo scoop su Claudio Anastasio, il dirigente della partecipata nata per gestire il software di Inps, Istat e Inail che si è dimesso questa mattina, all’ora delle decisioni irrevocabili (“Comunico la volontà irrevocabile di rassegnare le mie dimissioni dall’incarico di componente del cda e presidente della società 3-I S.p.A. con effetto immediato”, ha scritto). La vera notizia non è che un manager di nomina governativa abbia inviato ai componenti del Consiglio di Amministrazione un’email che cita verbatim il discorso del 3 gennaio di Mussolini, fatta salva l’accortezza di sostituire a “fascismo” il nome “3-I”.