Io non sono preoccupata per l’inadeguatezza delle classi dirigenti. Io non sono preoccupata per l’inadeguatezza di quelli che stanno sui palcoscenici. E le classi dirigenti sono inadeguatissime, e quelli che stanno sui palcoscenici sono inadeguatissimi.
Negli ultimi anni, sempre più creator e personaggi pubblici hanno avviato dei progetti editoriali personali come podcast o newsletter. Alcuni di questi, nati come estensioni del proprio “brand personale”, e quindi dedicati a contenuti vicini all’attività precedente della celebrità in questione, stanno crescendo a tal punto da diventare qualcos’altro.
Questo articolo rappresenta la mia sconfitta. Io volevo essere una grande intellettuale (era la mia ambizione di ripiego, fallita quella di miss In Gambissima), e invece eccomi qui a occuparmi di gente della quale tra cinquant’anni (ma pure tra cinquanta mesi) i filologi che studieranno la mia opera diranno: chi?! Eccomi qui ad analizzare il caso di Augusta Montaruli (chi?!) che va al programma di Tiziana Panella (chi?!).
Nell’agosto del 2015 Donald Trump, che allora era principalmente un imprenditore newyorkese che si era fatto una certa fama anche grazie al programma tv The Apprentice, andò a un appuntamento alla Trump Tower, la più famosa tra le sue proprietà immobiliari, col suo avvocato personale Michael Cohen e David Pecker. Pecker era da tempo amico di Trump, e dal 1999 era l’editore di American Media, un conglomerato che pubblica decine di riviste dedicate al mondo dello sport e del bodybuilding, ma anche vari settimanali e giornali scandalistici tra cui un tabloid chiamato National Enquirer.
Il caso del presunto giro di scommesse on line in cui sono sospettati i calciatori della Nazionale Nicolò Zaniolo e Sandro Tonali ha riportato all’attenzione mediatica il nome dell’imprenditore Fabrizio Corona. È stato lui infatti a rivelare ai media il coinvolgimento dei calciatori nell’inchiesta, ma non è l’unico motivo per cui se ne parla: uscito da poco dal carcere dopo aver fatto dentro e fuori per una decina d’anni, nell’ultimo mese Corona è stato ospitato e intervistato in diversi programmi tv.
La prima volta che mi sono interessata al concetto di “fama” ero così giovane che non esistevano i reality o i social ma esistevano le It Girl, quelle di cui i giornali anglofoni si occupavano per la loro fama pur non avendo esse un mestiere. Così giovane che c’era ancora qualcuno che non aveva sentito la barzelletta sul naufrago e Claudia Schiffer.
«Annuncio che Fabrizio Corona ha accettato di candidarsi a consigliere comunale nella nostra lista del Movimento Popolare Catanese» ha reso noto l’avvocato penalista Giuseppe Lipera, candidato sindaco di Catania. «Fabrizio Corona ha indubbiamente delle capacità geniali e rappresenta per me una vittima del sistema giudiziario italiano. L’ho seguito da lontano, da sempre, e sono testimone di quello che hanno patito i suoi familiari. Se diventerò sindaco di questa città, Fabrizio Corona, che certamente verrà eletto consigliere comunale, sarà l’assessore ai Servizi sociali del Comune di Catania» ha comunicato Lipera in conferenza stampa, in vista del voto amministrativo di fine maggio.
«Sono un sequestratore, sono un truffatore, sono un fascista», dice Matteo Salvini ospite da Barbara D’Urso, subito sommerso da risate e applausi. Ricomincia la stagione televisiva, ripartono i talk, si srotolano i tappeti rossi per i fustigatori delle élite sopraggiunti nel frattempo al governo, ma che importa, sempre “amici del popolo” sono.Continua la lettura di Salvini e Di Maio, i tronisti del populismo→
«Non escludo che tra dieci anni possa entrare in politica, ovviamente la legge Severino in questo momento non me lo permette, ma potrei fare come Grillo, creare un partito, raccogliere voti e poi mandare uno di facciata, con un nome altisonante, che possa prendere voti, una sorta di Di Maio». Fabrizio Corona torna a far parlare di sé.Continua la lettura di Corona: «Prima o poi mi candido»→