Come Fabrizio Corona è diventato Fabrizio Corona

(ilpost.it, 19 ottobre 2023)

Il caso del presunto giro di scommesse on line in cui sono sospettati i calciatori della Nazionale Nicolò Zaniolo e Sandro Tonali ha riportato all’attenzione mediatica il nome dell’imprenditore Fabrizio Corona. È stato lui infatti a rivelare ai media il coinvolgimento dei calciatori nell’inchiesta, ma non è l’unico motivo per cui se ne parla: uscito da poco dal carcere dopo aver fatto dentro e fuori per una decina d’anni, nell’ultimo mese Corona è stato ospitato e intervistato in diversi programmi tv.

Ph. Daniel Dal Zennaro / Ansa

E le sue eccentriche dichiarazioni – «io se mi butto dal quarto piano non muoio», per dirne una – sono state spesso riprese e commentate ampiamente dai giornali e sono circolate sui social network. Prima delle numerose vicende giudiziarie che lo portarono in carcere nel 2013 Corona era un imprenditore del mondo del gossip, soprannominato dai giornali “re dei paparazzi”, e un personaggio dello spettacolo estremamente popolare e controverso. Alcuni lo ricordano per il suo rapporto con Lele Mora, altri per lo scandalo attorno a Lapo Elkann, altri ancora per le sue relazioni con Nina Morić e Belén Rodríguez. Ma l’elenco potrebbe proseguire col lancio delle mutande dalla finestra della sua casa a Milano, gli eccessi di velocità, la latitanza in Portogallo, i soldi nascosti nei muri e un suo video di protesta con la faccia insanguinata diventato particolarmente famoso.

Fabrizio Corona ha 49 anni ed è nato a Catania. Suo padre era il noto giornalista Vittorio Corona (con una lunga carriera in quotidiani, rotocalchi e in tv) e suo zio il giornalista e conduttore televisivo Puccio Corona. Ha due fratelli, di cui uno è diventato a sua volta giornalista. Dopo essersi trasferito a Milano da ragazzo, Fabrizio Corona provò inizialmente a fare il giornalista anche lui, lavorando con il padre in televisione e scrivendo su settimanali come Chi. Alla fine degli anni Novanta fu messo in contatto con Lele Mora, che ai tempi era un agente televisivo piuttosto affermato, e lavorò quattro o cinque anni nel mondo dello spettacolo, tra le altre cose facendo l’inviato nei locali per il programma Chi c’è c’è su Rete 4.

Da varie interviste a familiari e conoscenti emerge che in quel periodo fosse considerato quel che si dice un “bravo ragazzo” e che nessuno avrebbe mai potuto prevedere i numerosi guai, giudiziari e non, in cui si sarebbe cacciato in seguito. Intervistato da Francesca Fagnani nel programma di Rai 2 Belve appena tre giorni dopo la scarcerazione, Corona ha detto di aver sempre pensato che la sua personalità sia stata compromessa da tre eventi traumatici della sua vita: un colpo alla testa che prese buttandosi in una piscina vuota, il fumo di una canna che secondo lui era «tagliata male» e conteneva amfetamina, e una pallonata in testa che gli fece perdere la memoria per qualche giorno.

Nel 2001, stufo di dipendere da Lele Mora, fondò l’agenzia fotografica Corona’s: inizialmente faceva servizi in posa che vendeva alle riviste, ma nel 2004 cominciò a fare sempre di più anche il lavoro per cui poi divenne famoso. Conoscendo molto bene l’ambiente dello spettacolo, Corona cominciò a coordinare il lavoro di una decina di paparazzi: raccoglieva foto compromettenti di personaggi famosi e le vendeva a programmi televisivi e a riviste di gossip. Corona ha sostenuto in varie occasioni di essere stato il primo in Italia a portare avanti un’attività di questo tipo e di aver colmato un vuoto che in quegli anni gli portò molti soldi, ma che oggi si è sgonfiato di valore.

Dopo poco, nel 2007, finì nell’inchiesta detta “Vallettopoli”, nella quale fu accusato tra le altre cose di diversi tentativi di estorsione per aver provato a farsi pagare l’esclusiva delle foto direttamente dai personaggi famosi paparazzati, di fatto ricattandoli. In quella prima fase passò due mesi in carcere, durante i quali fece uscire un libro fotografico, La mia prigione, e girò alcuni videoclip. Una volta tornato a casa agli arresti domiciliari fu ripreso mentre lanciava dalla finestra, a una piccola folla di fan, un paio di mutande per fare pubblicità alla sua neonata linea di abbigliamento, I Corona’s.

Tra i casi di estorsione cui si parlò di più c’erano quelli che coinvolsero i calciatori Francesco Coco, di cui sosteneva di avere foto che lo ritraevano fare festa con uomini gay e in atteggiamenti intimi con una donna trans (cosa che poi si rivelò falsa), e Adriano, fotografato durante un festino di cui secondo Corona si vedevano prostitute e cocaina (al processo, il calciatore brasiliano disse in realtà che non era vero, ma di aver ceduto perché il fotografo gli aveva fatto intendere che avrebbe potuto manipolare le foto per far comparire la cocaina).

Il caso che ebbe maggiore risonanza mediatica riguardava però Lapo Elkann, figlio di Alain Elkann e di Margherita Agnelli e membro della famiglia proprietaria della Fiat, che ai tempi aveva meno di trent’anni. Una notte del 2005 Elkann fu ricoverato d’urgenza a causa di un’overdose: a chiamare l’ambulanza fu una donna trans di cui non si conosceva l’identità e attorno alla quale nacque improvvisamente una curiosità morbosa. In quell’occasione Corona riuscì a parlare con la donna e a ottenere una breve intervista video e delle foto che provò a vendere alla stessa Fiat, puntando sull’interesse che avrebbe potuto avere a non far nascere uno scandalo.

Per questi e altri casi di estorsioni o tentativi di estorsione, è stato in alcuni casi assolto e in altri condannato in via definitiva a pene brevi. La pena più lunga – e da molti ritenuta eccessivamente severa – fu quella di cinque anni per estorsione aggravata contro il calciatore della Juventus David Trezeguet, cui Corona chiese migliaia di euro per non pubblicare un servizio in cui lo si vedeva insieme a una donna che non era sua moglie. Nel 2013, dopo che la Cassazione confermò la sentenza di condanna, Corona fuggì in Portogallo, dove fu latitante per qualche giorno prima di costituirsi ed essere estradato in Italia.

Alle condanne per i casi di estorsione si aggiunsero negli anni condanne per reati come uso di banconote false, corruzione (di una guardia carceraria perché gli portasse una macchina fotografica in carcere), bancarotta fraudolenta (per il fallimento della Corona’s) ed evasione fiscale. In quel periodo provò anche a chiedere la grazia all’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, richiesta che ricevette il sostegno di importanti personaggi del giornalismo e della tv come Adriano Celentano, Fiorello, Alfonso Signorini e Marco Travaglio, ma che non fu accolta. Intervistato qualche settimana fa nel programma di Mara Venier Domenica in, Corona ha detto di non essersi pentito di niente e che rifarebbe tutto.

In totale Corona ha scontato circa dieci anni di carcere, dal 2013 al 2023. Per un periodo, nel 2015, fu messo in prova ai servizi sociali nella comunità Exodus di Don Antonio Mazzi, ma durò poco perché nel 2016 la procura di Milano lo intercettò per un’indagine su un’estorsione ai suoi danni e scoprì che una sua collaboratrice, Francesca Persi, teneva per lui oltre un milione e mezzo di euro in banconote murati nel controsoffitto. Fu rimesso in carcere e accusato di intestazione fittizia di beni, reato per cui è poi stato assolto. Successivamente gli furono in diversi casi concesse misure di messa in prova ai servizi sociali, permessi per uscire per lavoro e affidamenti terapeutici a varie comunità per via dei suoi gravi disturbi psichiatrici. Negli anni si è scritto di lui che soffrirebbe di disturbo borderline di personalità e narcisismo patologico. Nell’intervista a Belve ha sostenuto di assumere oltre cento pillole al giorno tra integratori, psicofarmaci e sonniferi.

In molti casi i benefici concessi gli furono poi revocati per ripetuta violazione delle regole. Nel 2019, in particolare, fu trasferito in un istituto di riabilitazione per la sua dipendenza da cocaina e poi agli arresti domiciliari: nel 2021, però, in seguito a numerose violazioni, tra cui comparse televisive e uscite non autorizzate, fu deciso un suo nuovo trasferimento in carcere. In quell’occasione, Corona minacciò di uccidersi e pubblicò su Instagram un video in cui si mostrava con la faccia ricoperta di sangue per criticare quello che secondo lui era un accanimento dei magistrati nei suoi confronti.

Oltre che per il suo lavoro e le vicende giudiziarie che lo coinvolsero, Corona fu per molti anni un personaggio dello spettacolo di grande popolarità. Si costruì un’immagine fatta di tatuaggi, muscoli, macchine di lusso, serate nei locali alla moda, dichiarazioni sfrontate ed eccessi ispirati all’immaginario della malavita. Anche in carcere, ha raccontato, riuscì a far entrare un chirurgo estetico per fare qualche iniezione e usava olio e carta stagnola per abbronzarsi più velocemente.

Nel 2001 sposò la modella Nina Morić che in quel periodo era una delle più famose in Italia e con cui l’anno dopo ebbe un figlio, Carlos. Dopo il divorzio da Morić, con cui ebbe una relazione molto travagliata e commentata, ebbe per alcuni anni una storia con Belén Rodríguez. Di recente, peraltro, ha ammesso di aver venduto all’insaputa di lei alcune foto che li ritraevano in un rapporto sessuale durante una vacanza alle Maldive. Ebbe relazioni con, tra le altre, l’attrice Asia Argento e la cantante Silvia Provvedi del duo Le Donatella.

Corona fece anche televisione prima del carcere: partecipò tra le altre cose al reality show di Canale 5 La fattoria e al cast della serie tv Squadra antimafia – Palermo oggi. Prese anche parte al film-documentario del 2009 di Erik Gandini Videocracy – Basta apparire, di cui fece parlare soprattutto per una sua scena di nudo integrale. Corona ha anche raccontato la propria storia e carriera in un documentario, Metamorfosi, e nei libri Mea culpa e Vita pericolosa di un fotoreporter randagio.

A giudicare da quello che ha detto in televisione e dai suoi post sui social network delle ultime settimane, oltre che dal suo ruolo nella diffusione di informazioni sul caso delle scommesse, è molto probabile che tornerà al suo lavoro e a far parlare di sé. Già a luglio era stato coinvolto in un’indagine sul caso di un maresciallo che avrebbe provato a vendergli materiali riservati sull’arresto di Matteo Messina Denaro. In queste settimane ha quotidianamente cercato e ottenuto attenzioni, dispensando presunte rivelazioni e scoop sui calciatori accusati di scommettere e insistendo molto sul suo sito di gossip Dillinger News.

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