Archivi tag: Live Aid

La lettera degli U2 contro Hamas e l’offensiva di Netanyahu

Ph. Anton Corbijn

(linkiesta.it, 11 agosto 2025)

Gli U2 non hanno mai avuto paura di prendere una posizione politica forte in tempi difficili. Dalla denuncia della violenza in Irlanda del Nord con la canzone Sunday Bloody Sunday, alle immagini in diretta da Sarajevo proiettate durante il loro lo Zoo Tv Tour, fino alla campagna globale Make Poverty History, la band irlandese ha usato la propria rilevanza per trattare apertamente temi divisivi.

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Il Live Aid ha fatto scuola

Ph. Steve Rapport / Getty Images

(ilpost.it, 13 luglio 2025)

Il 23 ottobre 1984 il musicista irlandese Bob Geldof s’imbatté in un servizio della Bbc sulla grave carestia allora in corso in Etiopia. Era uno dei primi servizi sull’argomento trasmessi in Europa, dove fino ad allora la situazione non era così conosciuta.

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I 40 anni del Live Aid: il grido della musica che svegliò le coscienze

Ph. Joe Schaber / Ap

di Gino Castaldo (repubblica.it, 12 luglio 2025)

C’era una volta, tanto tempo fa, un bellissimo e fatato luogo dove un venticello poteva diventare un ciclone. Quel luogo era il nostro pianeta, esattamente quarant’anni fa. Live Aid iniziò come una folata di vento partita alcuni mesi prima in Inghilterra, quando un rocchettaro di seconda, o addirittura terza fila, di nome Bob Geldof, vedendo un documentario sulla fame in Africa pensò che forse, chissà, la musica poteva fare qualcosa.

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La notte di “We are the World”

(ilpost.it, 28 gennaio 2025)

Sulla porta degli A&M Studios di Los Angeles il 28 gennaio del 1985 c’era un cartello che invitava a lasciare «l’ego fuori dalla porta». Lo aveva attaccato il leggendario produttore e compositore Quincy Jones in vista di quella che, 40 anni fa, fu una notte memorabile per la storia del pop: quella in cui fu registrata We are the World, una delle canzoni più conosciute di sempre.

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Le canzoni e i concerti “per l’Africa” non erano una grande idea

(ilpost.it, 20 novembre 2024)

Lunedì il cantante inglese Ed Sheeran ha detto che, se ne avesse avuto la possibilità, avrebbe «rispettosamente vietato» l’utilizzo della sua voce nella nuova versione di Do they know it’s Christmas?, che uscirà il 25 novembre. È una canzone pubblicata quarant’anni fa dal supergruppo britannico Band Aid, fondato da Bob Geldof e Midge Ure, e composto da molte popstar e rockstar internazionali, che ai tempi ebbe un successo enorme anche per via del suo obiettivo filantropico.

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“We are the world”, il miracolo di Quincy Jones

di Andrea Silenzi (repubblica.it, 4 novembre 2024)

Era l’epoca della coscienza: i musicisti avevano deciso di prendersi cura del mondo, anzi dei disperati del mondo. Sulla scia di Band Aid – Do they know it’s Christmas, l’invenzione di Bob Geldof con le grandi star inglesi, Lionel Richie e Michael Jackson avevano scritto una canzone con la stessa finalità: raccogliere fondi per combattere la crisi alimentare in Africa.

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Il tic dei concerti dopo le disgrazie

di Guia Soncini (linkiesta.it, 27 maggio 2023)

Prima di Do they know it’s Christmas?, i bambini africani erano un concetto astratto: il ricatto con cui ai bambini italiani venivano fatte mangiare le verdure. Finisci quello che hai nel piatto, non ci pensi ai bambini che muoiono di fame in Africa? Adesso, che ogni volta che apriamo un video di YouTube parte una pubblicità di Save the Children in cui bambini con la pancia gonfia e ricoperti di mosche ci ricordano quanto siamo fortunati ad avere non solo le verdure ma gli antibiotici, quasi non ci ricordiamo che c’è stato un tempo prima di Bob Geldof.

Nasa

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Bob Geldof, 70 anni tra musica e impegno

(agi.it, 5 ottobre 2021)

Cantante, attore e attivista: buon compleanno a Sir Robert Frederick Zenon Geldof, meglio noto come Bob Geldof, che spegne 70 candeline. Nato in Irlanda, a Dún Laoghaire, il 5 ottobre 1951 da genitori cattolici, Robert ed Evelyn, ha frequentato il Blackrock College, una scuola privata vicino a Dublino, e qui ha scoperto, da vittima, il dolore e i danni del bullismo: questa esperienza lo renderà ancora più sensibile e lo spingerà, per tutta la vita, a mettersi in gioco per i più deboli. La carriera di Bob Geldof, infatti, è strettamente intrecciata con il suo impegno sociale: è conosciuto in tutto il mondo per la sua lotta contro la fame e le malattie in Africa, attività che negli anni è diventata una missione di vita.

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Concerto per il Bangladesh: mezzo secolo di carità in musica

di Mauro Suttora (huffingtonpost.it, 29 luglio 2021)

È tutto cominciato cinquant’anni fa al Madison Square Garden di New York: l’era dei grandi concerti rock di beneficenza inizia il 1° agosto 1971 con quello per il Bangladesh, organizzato da George Harrison. Il più giovane e tranquillo dei Beatles era appassionato di India da quando, primo al mondo, inserì un sitar nella canzone Norwegian Wood. Poi l’infatuazione per il guru Maharishi, le inascoltabili nenie indiane piazzate nei dischi dei Fab Four e il pellegrinaggio collettivo sul Gange (dove fece gettare le sue ceneri nel 2001).

George Harrison page via Facebook

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Africa, Geldof ancora in prima fila: “Per salvare il continente ci vuole un Piano Marshall”

Parla il promotore del Live Aid 85: “Un futuro è possibile se si investe in infrastrutture”

di Enrico Franceschini («la Repubblica», 26 maggio 2017)

“L’Africa è cambiata, ma ci vorrebbe un Piano Marshall per farla cambiare del tutto”. Bob Geldof ha dedicato metà della sua vita all’impresa: il 65enne cantante irlandese è stato il promotore di Live Aid nel 1985, primo di una serie di grandi concerti di beneficenza, e da allora gli aiuti al continente nero sono diventati la sua principale occupazione, che si tratti di proporre un’iniziativa al G7, lanciare campagne di investimenti o intervenire sulla tragedia dei migranti.LIVE-AID-1985 Continua la lettura di Africa, Geldof ancora in prima fila: “Per salvare il continente ci vuole un Piano Marshall”