Le sorprendenti elezioni in Bulgaria

(ilpost.it, 11 luglio 2021)

Le elezioni di oggi in Bulgaria per rinnovare il Parlamento sono incentrate su due personaggi molto differenti tra loro: uno – Boyko Borisov, primo ministro del Paese per ben tre volte – molto controverso e noto alle cronache europee; l’altro – Slavi Trifonov, cantante, comico e presentatore tv – quasi sconosciuto fuori dai confini nazionali, e considerato come un politico schivo, difficile da decifrare e con un programma di governo quasi inesistente. Dopo le elezioni – le seconde in pochi mesi –, il Parlamento dovrà dare la fiducia a un nuovo governo. Le ultime si erano tenute ad aprile e si erano risolte con un nulla di fatto: nessun partito era riuscito a ottenere abbastanza voti parlamentari per assicurarsi la fiducia.

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Le elezioni di aprile, però, hanno in gran parte rivoluzionato la politica bulgara, e la campagna elettorale che ha portato al voto di luglio è stata molto diversa da quella di qualche mese fa. Fino ad aprile, infatti, i due principali contendenti per la maggioranza in parlamento erano il partito di Borisov “Cittadini per lo Sviluppo Europeo della Bulgaria” (Gerb, di centrodestra), e il “Partito Socialista”, di centrosinistra e filorusso, seguiti da tutta una serie di partiti più piccoli, alcuni presenti da molti anni nella politica bulgara e altri nati dopo le grandi proteste anti-corruzione del 2020, che portarono alla nascita di numerosi partiti populisti sia di destra sia di sinistra.

Uno di questi partiti populisti si chiama “C’è un tale popolo” [Ima takăv narod (Itn), N.d.C.] ed è stato fondato dal popolare presentatore televisivo, cantante e comico Slavi Trifonov, chiamato Slavi dai suoi fan. I sondaggi di aprile davano “C’è un tale popolo” in buona posizione, sopra al 10 per cento dei consensi, ma alle elezioni si piazzò sorprendentemente secondo con il 18 per cento dei voti, poco dietro al 26 per cento del Gerb e superando i socialisti, che ottennero il 15 per cento. Slavi Trifonov divenne improvvisamente il capo dell’opposizione, ma fin dai primi giorni dopo il voto si comportò in modo strano. Benché avesse goduto per vent’anni di un’eccezionale esposizione mediatica, si rifiutò di parlare in pubblico, dicendo di essere malato di Covid-19, e mentre tutti i partiti cercavano il modo di formare coalizioni e ottenere una maggioranza lui si tenne in gran parte fuori dai negoziati, e poi sostenne l’improbabile mandato esplorativo di Antoaneta Stefanova, un’ex campionessa mondiale di scacchi senza esperienza in politica, che in breve tempo si rivelò un fallimento.

Nei mesi successivi e durante la campagna elettorale Trifonov si è rifiutato di parlare con i media e ha comunicato con il suo elettorato esclusivamente tramite il suo canale televisivo, fondato nel 2019. Pochi giorni prima del voto ha rilasciato la sua prima e unica intervista a un giornale internazionale, il Monde, ma non si è lasciato fotografare. Jean-Baptiste Chastand, il giornalista che l’ha intervistato, ha scritto che Trifonov l’ha accolto in tuta, che aveva la «pelle livida» e camminava con le stampelle. Trifonov ha detto al giornalista di aver subìto una frattura di recente. Cinquantaquattro anni, alto circa due metri, con la testa rasata e un grande anello all’orecchio sinistro, Trifonov è un personaggio notissimo nel mondo dello spettacolo bulgaro. È famoso principalmente come presentatore e comico di un programma serale basato sui late night talk show statunitensi, ma è anche un cantante prolifico di musica folk e satirica, che ha pubblicato oltre trenta album con titoli come: Taglia la testa all’anatra. Negli ultimi anni Trifonov si è avvicinato alla politica usando toni populisti. È stato il principale promotore di alcuni referendum, tra cui uno sul finanziamento dei partiti, che si sono tenuti nel 2016, e infine ha creato il suo partito, il cui nome è ispirato a una delle sue canzoni.

La maggior parte dei bulgari, specie i più giovani, considera Slavi un attivista contro la corruzione della politica tradizionale, che lui definisce come una «mafia», ma in realtà il suo programma non è molto chiaro. Al Monde, per esempio, ha dato solo indicazioni piuttosto generiche. Ha detto che la Bulgaria «ha leggi eccellenti che però non vengono rispettate», che «dobbiamo ricostruire il sistema giudiziario» e che il procuratore generale dovrebbe essere licenziato. Si dice europeista, e nel passato ha criticato le discriminazioni contro i gruppi Lgbt+ dell’Ungheria, anche se al tempo stesso ha detto che la Bulgaria non dovrebbe ratificare la Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne. Tra i suoi modelli politici ha indicato Margaret Thatcher, Ronald Reagan ed Emmanuel Macron. Soprattutto, Trifonov pochi giorni fa ha ritirato la sua candidatura dal Parlamento, e ha fatto sapere che non intende diventare primo ministro. Alcuni analisti hanno ipotizzato che punti a farsi eleggere come presidente, ma la maggior parte degli osservatori ha detto di non avere la minima idea di quali siano le sue intenzioni. Sono ovviamente circolate anche molte voci sul suo cattivo stato di salute, che però sono state smentite dalla campagna elettorale.

Nonostante questo, secondo i sondaggi “C’è un tale popolo” è alla pari con il Gerb di Borisov – sarebbero entrambi a circa 20 punti percentuali – e potrebbe perfino diventare il primo partito. La strana strategia elettorale di “C’è un tale popolo” è stata criticata dagli avversari, soprattutto da Borisov, che ha definito Trifonov «irresponsabile» e «codardo». Nonostante questo, i consensi di Borisov sono in notevole calo: il 26 per cento ottenuto ad aprile, che già era un risultato deludente, secondo i sondaggi si sarebbe ridotto ulteriormente, in gran parte a causa dei continui scandali di corruzione che lo vedono coinvolto. Dopo il fallimento delle elezioni di aprile, infatti, il presidente Rumen Radev ha nominato un governo tecnico che negli scorsi mesi ha rivelato molte irregolarità compiute dal governo precedente guidato proprio da Borisov, che di recente è stato accusato di estorsione, corruzione e atti di spionaggio contro esponenti dell’opposizione. In ogni caso, secondo i sondaggi, nessun partito che si presenta al voto avrà abbastanza consensi per formare un governo da solo, e dovrà cercare alleanze per creare una coalizione. Numerosi esperti di politica bulgara – come per esempio Vesislava Tancheva, un’analista politica che ha parlato con Al Jazeera – non escludono che anche queste elezioni porteranno a un nulla di fatto, e che sarà necessario ripetere il voto prima della fine dell’anno.

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