Paolo Pietrangeli, voce del ’68 italiano

(agi.it, 22 novembre 2021)

Per tutti è l’autore di Contessa, uno dei canti più famosi (e violenti) del periodo della contestazione giovanile del ’68, quasi un inno dei ragazzi di fede comunista, sopravvissuto al contesto nel quale era nato. Eppure Paolo Pietrangeli, scomparso oggi all’età di 76 anni, è stato un vero cantautore e poi anche un affermato regista di trasmissioni televisive (sua la regia del Maurizio Costanzo Show su Canale 5). Figlio del regista Antonio Pietrangeli e di Margherita Ferrone, iniziò a scrivere canzoni negli anni Sessanta diventando presto uno dei più importanti rappresentanti del filone della protesta sessantottina. Tra le sue tante canzoni, due divennero estremamente popolari all’interno dei movimenti giovanili di sinistra: Valle Giulia e, soprattutto, Contessa, entrambe incise con la seconda voce di Giovanna Marini.

I suoi brani sono stati pubblicati nel 2008 in un’antologia su doppio cd che racchiude buona parte della sua produzione. In tutto 48 canzoni, tra i quali 5 inediti: Paure. Magari no (La commessa), La questione meridionale, Dibattito sulle sorti della sinistra e mozioni contrapposte in una notte desolata di Chianciano Terme (Sliding door), Fiore di Gaza e Addio padre madre addio (Clandestino). Accanto alla carriera musicale, alla fine degli anni Sessanta intraprese la strada del padre facendo l’aiuto regista di tre mostri sacri del cinema italiano: Mauro Bolognini in L’assoluto naturale (1969), Luchino Visconti in Morte a Venezia (1971) e Federico Fellini in Roma (1972). Nel 1974 lavorò ancora come aiuto regista con Paul Morrissey in due film ispirati da Andy Warhol: Flesh for Frankenstein e Blood for Dracula. È dello stesso anno il debutto come regista con un documentario di forte impatto politico: Bianco e Nero, un viaggio nel mondo del neofascismo e una denuncia delle collusioni tra una parte dello Stato e settori eversivi dell’estrema destra.

Tre anni dopo, nel 1977, diresse Porci con le ali, tratto dall’omonimo best-seller di Marco Lombardo Radice e Lidia Ravera, che però sconfessarono la pellicola, che fu anche sottoposta a sequestro dalla censura per “oscenità” (provvedimento in breve revocato) e non ebbe il successo del romanzo. Nel 1980 l’ultima regia cinematografica: I giorni cantati, cui partecipò come interprete anche Francesco Guccini. Negli anni successivi si dedicò a tempo pieno alla regia televisiva sulle reti Fininvest in programmi di grande successo popolare, come Maurizio Costanzo Show e Amici di Maria De Filippi. Nel 2001 scrisse e diresse con Wilma Labate e Roberto Giannarelli Genova. Per noi, un documentario dedicato alle giornate del G8 di Genova sfociate negli scontri tra manifestanti e forze di polizia e nella morte di Carlo Giuliani. Tentò diverse volte di entrare in Parlamento con Rifondazione Comunista prima e con Potere al Popolo poi, senza venire eletto.