Chi era questo Roland Garros

Topical Press Agency / Getty Images

 

(ilpost.it, 28 maggio 2024)

Domenica scorsa è cominciato il Roland Garros, uno dei quattro tornei del Grande Slam, i più importanti della stagione tennistica: finirà il 9 giugno. Il nome del torneo sarebbe in realtà “Open di Francia”, ma tutti lo conoscono come Roland Garros, dal complesso sportivo di Parigi in cui si svolge (lo Stade Roland Garros, appunto), e ormai questo è diventato il suo nome ufficiale e quello con cui viene abitualmente chiamato. Prima di venire associati al tennis “Roland” e “Garros” furono per la verità un nome e un cognome, e questo rende il torneo l’unico tra tutti quelli del circuito professionistico a portare il nome di una persona, anziché di un luogo.

Gli altri tre Slam, per esempio, si chiamano Wimbledon (il quartiere londinese dove si trova il circolo in cui si svolge), Australian Open (che si tiene a Melbourne) e US Open (New York). La cosa ancor più particolare è che la persona cui è intitolato non aveva molto a che fare con il tennis: Roland Garros fu soprattutto un aviatore, e giocò a tennis solo saltuariamente e a livello amatoriale. Fu il suo amico Émile Lesieur, incaricato di costruire un nuovo campo da tennis per ospitare a Parigi la Coppa Davis (la principale competizione a squadre per nazionali), che nel 1928 decise di nominarlo in memoria di Garros, dopo la sua morte durante la Prima guerra mondiale in un incidente aereo. Garros comunque non fu un semplice aviatore, ma uno dei pionieri del settore: fu tra le altre cose la prima persona ad attraversare il Mediterraneo con un aereo, volando dalla Francia alla Tunisia.

Roland Garros nacque da una famiglia benestante nel 1888 sull’isola di Réunion, nell’Oceano Indiano, non distante dal Madagascar, all’epoca ancora una colonia francese (dal 1946 fa parte dei dipartimenti e delle regioni d’oltremare della Francia, dei territori cioè lontani dalla Francia continentale che pur facendone parte hanno un certo grado di indipendenza). Quando aveva quattro anni si trasferì in un’altra colonia francese dell’epoca, l’Indocina, a Saigon (nell’attuale Vietnam), mentre a undici anni fu mandato da solo a studiare a Parigi.

Come ha raccontato Paul Glenshaw su Racquet Magazine, in Francia Garros cominciò a praticare diversi sport, come la corsa, il calcio, il ciclismo e più tardi anche il rugby, su consiglio di Émile Lesieur, conosciuto all’École des hautes études commerciales de Paris. Lesieur era un atleta di alto livello: fu campione nazionale nei cento e nei quattrocento metri e fu anche il rugbista che segnò la prima meta di una squadra francese (lo Stade Français) contro una inglese. L’unico contatto di Garros con il tennis furono le occasionali partite giocate in Inghilterra in estate, ospite a casa di amici di famiglia.

Nell’agosto del 1909, a Reims, Garros assistette per la prima volta a un evento dimostrativo di aviazione, la Grande semaine d’aviation de la Champagne. Fu una cosa abbastanza grossa per l’epoca, perché vi parteciparono più di venti aerei (o trabiccoli simili ad aerei). Era un periodo di grandi sperimentazioni, errori e innovazioni: del resto erano trascorsi solo sei anni da quando i fratelli Wright avevano fatto volare per la prima volta nella storia un mezzo motorizzato, il Wright Flyer, con un volo di dodici secondi. Garros ci si appassionò molto e nel 1910 comprò il suo primo velivolo, un Demoiselle, un monoposto con la fusoliera costruita in bambù e le ali in legno di frassino e di abete, tela di seta e tiranti d’acciaio.

Garros imparò a volare sostanzialmente da autodidatta e, una volta ricevuta la patente per pilotare questi antenati degli aerei, cominciò a partecipare a gare ed esibizioni, in Francia e poi anche all’estero, in Europa e negli Stati Uniti. In pochi anni, diventò uno degli aviatori di maggior successo. Per due anni di fila aggiornò il record mondiale di maggior altitudine raggiunta con un aeroplano: 3.910 metri nel 1911, quando aveva 23 anni, e poi 5.610 metri nel 1912. Nel settembre del 1913 volò da Saint-Raphaël, in Costa Azzurra, a Bizerte, in Tunisia, la prima traversata del Mediterraneo mai compiuta in aereo. Fu un viaggio estremo: ci impiegò otto ore, ebbe diversi problemi al motore, che dovette sistemare in volo, e riuscì ad atterrare con soli cinque litri di benzina nel serbatoio.

Allo scoppio della Prima guerra mondiale, fu arruolato nell’esercito francese. La Grande Guerra fu la prima in cui gli aerei ebbero un peso rilevante, inizialmente con funzioni di ricognizione (cioè per andare a vedere com’era posizionato l’esercito avversario), poi per abbattere gli aerei nemici in ricognizione e, infine, per bombardare i territori nemici. Garros fu un pioniere anche in questo, perché per primo intuì l’importanza di posizionare le mitragliatrici in dotazione a un aeroplano nella parte anteriore e nella stessa direzione del volo, in modo che fosse più semplice pilotare un aereo e sparare allo stesso momento (una cosa apparentemente banale, ma all’epoca del tutto innovativa). In questo modo abbatté tre aerei tedeschi in due settimane, diventando una specie di eroe di guerra.

Pochi mesi dopo però, il 18 aprile 1915, l’aereo di Garros fu abbattuto e cadde nella parte tedesca del fronte: riuscì a sopravvivere, provò a incendiare l’aereo per non mostrare ai nemici la sua invenzione, ma i tedeschi lo catturarono, lo misero in prigione e copiarono l’idea di mettere la mitragliatrice nella direzione del volo invece che a quarantacinque gradi di lato, come si faceva generalmente fino a quel momento. Nel febbraio del 1918 Garros riuscì infine a fuggire, travestendosi da guardia tedesca, e a tornare in Francia. Nonostante fosse stato esonerato dalla guerra, decise di riprendere a pilotare. Il 5 ottobre, poco prima della fine del conflitto, morì in uno scontro aereo: aveva 29 anni.

In quel periodo, Garros era rimasto in contatto con l’amico Lesieur, che, negli anni Venti, diventò il presidente dello Stade Français, la squadra di rugby in cui entrambi avevano giocato. Nel 1927 la Francia vinse per la prima volta la Coppa Davis, il più importante torneo di tennis per nazionali – che in quegli anni si chiamava ancora International Lawn Tennis Challenge – e, in base al regolamento dell’epoca, l’anno successivo avrebbe quindi dovuto ospitare la competizione. Si decise allora di costruire un nuovo campo per l’occasione ed Émile Lesieur fu incaricato di farlo assieme a Pierre Gillou, il capitano della squadra francese.

Lesieur se ne occupò, ipotecando anche alcune sue proprietà per terminare l’opera e chiedendo in cambio che il nuovo complesso sportivo venisse intitolato alla memoria del suo amico morto durante la Prima guerra mondiale. Nel 2021, una scultura dell’artista Caroline Brisset raffigurante Roland Garros fu installata in una delle entrate dello stadio. Oggi lo Stade Roland Garros, situato nel XVI Arrondissement di Parigi, ha venti campi sui quali ogni anno si tengono i tornei femminile e maschile dell’Open di Francia, che si gioca sulla terra rossa, e oltre a essere uno dei più importanti al mondo è probabilmente quello con il nome più riconoscibile.

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