Il virus e il Regno: torna il romanzo profetico di papà Johnson

(ansa.it, 6 maggio 2020)

Al centro della trama un virus misterioso e letale, del tutto simile a quello che qualche decennio più tardi ha rischiato di uccidere Boris, il suo figlio più celebre. Torna alla luce quasi come una profezia (o un monito) sotto forma di opera letteraria un romanzo scritto nel lontano 1982 da Stanley Johnson, padre dell’attuale primo ministro di Sua maestà e autore – trentotto anni orsono – di un thriller a tema, The Marburg Virus, ambientato tra Germania, Stati Uniti e Africa.The_Marburg_VirusUna spy story mordi e fuggi dalle contorte implicazioni politiche, nel mezzo di una pandemia, tra sospette manipolazioni in laboratorio e la disperata corsa per sviluppare un vaccino. Tutti elementi che hanno anticipato le cronache di questi mesi. E che hanno spinto Johnson senior, tramite il proprio agente, a chiederne la tempestiva ristampa anche a costo di attirarsi l’accusa di sfruttare l’attuale emergenza sanitaria per auto-promozione. «È come chiedere ai giornalisti di non scrivere di Coronavirus. Sono uno scrittore e ho predetto tutto quarant’anni fa, pregate per un lieto fine», si è giustificato lui, attivissimo sulla soglia degli ottant’anni, accreditando l’intuizione premonitrice contenuta in un romanzo – non esattamente un capolavoro narrativo secondo i critici – finito, nel frattempo, nel dimenticatoio della letteratura di genere.

Con il figlio premier, Stanley condivide d’altronde molte passioni: dalla politica alla scrittura, dalle donne al gusto eccentrico di sorprendere, sempre e comunque. Entrambi iscritti al Partito Conservatore (papà Johnson è stato eurodeputato), entrambi pluri-divorziati e genitori di sei figli, entrambi biondissimi e istrioni all’occorrenza. Boris più versato negli studi classici e storici, Stanley romanziere d’alterno successo. La sua ultima fatica letteraria, che risale ormai a tre anni fa, s’intitola Kompromat, sorta di spy story satirica sulla Brexit. Una vicenda che ha visto i due Johnson – unitissimi sul fronte degli affetti familiari – schierati risolutamente su barricate opposte: il babbo strenuo difensore del legame con l’Ue, il figliolo capo-bandiera dell’euroscetticismo.

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