In Francia passa la legge contro le discriminazioni per i capelli

(lastampa.it, 30 marzo 2024)

L’Assemblea nazionale francese ha adottato in prima lettura con quarantaquattro voti favorevoli e due contrari una proposta di legge che vieta le discriminazioni sul posto del lavoro basate sulla capigliatura. Ora il testo passerà al Senato, dove il suo futuro sembra più incerto. Tra le altre cose, il testo mira ad impedire ai datori di lavoro di costringere i dipendenti a lisciarsi i capelli o nascondere treccine e dreadlocks.

Il testo del gruppo Liot è stato adottato malgrado le resistenze: «In Francia la discriminazione basata sull’aspetto fisico è già punita in teoria», ha ammesso il promotore della legge Olivier Serva. «Ma dalla teoria alla realtà c’è un abisso», ha sottolineato, chiedendo di «chiarire» una «legge fraintesa o poco compresa». Olivier Serva ha citato le discriminazioni contro «donne nere che si sentono obbligate a lisciarsi i capelli» prima di un colloquio di lavoro, «persone dai capelli rossi, vittime di molti pregiudizi negativi», o «uomini calvi».

Il testo s’ispira a quelli in vigore in diversi degli Stati Uniti, tra cui il “Crown Act” emanato nel 2019 in California. Si tratta di un problema «reale, serio e politico», che «colpisce soprattutto le donne» ha sottolineato l’Insoumise Danièle Obono, denunciando, proprio come l’ecologista Sabrina Sebaihi, un «razzismo sistemico».

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