L’Athletic Brighéla rivendica lo striscione contro le morti in mare

di Roberto Pavanello (lastampa.it, 11 marzo 2023)

Si sono presi qualche ora di tempo per confrontarsi, poi i soci e le socie dell’Athletic Brighéla hanno deciso di dire la loro sulla storia dello striscione che chiedeva di fermare le morti in mare dei migranti, per il quale sono arrivate multa e squalifiche. Hanno deciso di fare sentire la loro voce attraverso un comunicato.

Ansa

Nel quale scrivono: «Questa vicenda, la quale ci ha toccate/i da vicino, ha raggiunto una visibilità inaspettata. Nell’arco di una giornata, ci siamo ritrovate e ritrovati a lavorare come un ufficio stampa professionale, pazientando finora nell’elaborare una visione condivisa. Quanto è successo ci ha sorpreso, inevitabilmente. Ma non era la prima volta che condividevamo messaggi umanitari fuori e dentro il campo. La nostra realtà è condivisa, un tutt’uno tra spogliatoio, spalti e amministrazione. Uno vale davvero uno. Dicevamo, non era la prima volta». Viene ricordato che «ci era già capitato di scendere in campo esattamente un anno fa contro la guerra in Ucraina e contro tutte le guerre in atto nel mondo. Nessuna multa. Nessun deferimento. Nessuna squalifica».

E allora perché questa volta è andata diversamente? Cosa è cambiato rispetto alle altre volte? «Le regole vanno rispettate», ha detto ieri il presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Giancarlo Abete, altrimenti sarebbe il caos. «Oggi ci troviamo a commentare un provvedimento ai limiti» scrivono ancora. «Ma nessuno e nessuna di noi si considera vittima di questo. Le vittime sono in fondo al mare: sono oltre 26.000 in questi ultimi 10 anni. Un genocidio sommerso dall’ipocrisia di un mondo che, al di là della linea abissale, finge che non esistano corpi deumanizzati. Corpi violabili. Corpi inutili e inesistenti. Non riconoscere che questo solco tracciato lungo i confini delle acque internazionali esista, equivale a non comprendere la drammaticità di un sistema politico, economico, sociale e culturale che strutturalmente separa soggetti abilitati alla dignità e soggetti sacrificabili. Ecco, noi volevamo porre l’accento su questo e lo rivendichiamo. Non ci sentiamo affatto in colpa».

Nessun passo indietro da parte dell’Athletic Brighéla: «La multa ci è arrivata e le squalifiche sono arrivate? Pagheremo. Molte realtà hanno dimostrato di volerci sostenere in questo, ma noi rilanciamo la sfida: sosteniamo direttamente una ong che, nonostante i decreti, si appresta a salvare vite umane. Questa è l’emergenza. Di questo si deve parlare. Dobbiamo alzare la testa e renderci conto delle responsabilità politiche che stanno dietro alle tragedie. Poco importa se a pagare le conseguenze siamo noi. Noi stiamo bene. Noi la prossima domenica scenderemo in campo, andremo sugli spalti felici di aver alzato la testa per l’ennesima volta».

Si gioca a calcio, ma non solo. I ragazzi bergamaschi proseguiranno con la loro attività politica anche in campo: «L’abbiamo fatto per le compagne e i compagni della nostra città sacrificati come mosche. L’abbiamo fatto per le nostre compagne e compagni dei Cpr e degli Sprar. L’abbiamo fatto per tutti i cittadini del Mondo sotto le bombe e continueremo a farlo per tutte le sorelle e i fratelli dimenticati in fondo al mare. Oggi noi abbiamo avuto il nostro quarto d’ora di “celebrità”. Siamo elettrizzati e tristi. Tristi perché mai avremmo pensato di dover mettere in discussione un pensiero umanitario giudicato come politico e, probabilmente, scomodo e inopportuno».

Forse faranno ricorso, forse no: «Valuteremo con attenzione le carte che a breve chiederemo per valutare un eventuale ricorso. Nel frattempo, grazie a tutte e a tutti. Grazie a chi si è offerto di pagare la multa, grazie a chi ha condiviso un post, un articolo e scritto due righe pensando a noi. Noi non ci fermiamo». Sulle pagine dell’Athletic Brighéla sono infatti tantissimi i messaggi di sostegno arrivati. Una soddisfazione molto maggiore di un gol segnato. Il comunicato si chiude con un altro atto concreto: «A partire da mercoledì pubblicheremo sui nostri canali social i dettagli per sostenere il crowdfunding che avvieremo a sostegno di una ong».

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