Su TikTok c’è chi sfrutta la guerra tra Israele e Hamas per far soldi

di David Gilbert (wired.it, 28 ottobre 2023)

Diversi utenti di TikTok stanno sfruttando una funzione di livestreaming poco conosciuta dell’app per guadagnare facendo leva sull’enorme interesse intorno alla guerra tra Israele e Hamas, pur non avendo alcun legame con la crisi. E in tutto questo, la piattaforma si prende fino al 50 per cento dei guadagni.

CFOTO / Getty Images

Nei giorni successivi all’attacco di Hamas a Israele del 7 ottobre, alcuni creator di TikTok hanno iniziato a organizzare dei cosiddetti live match, un formato in cui due persone si sfidano in una battaglia virtuale. In questo caso un utente interpreta il ruolo di un israeliano e l’altro quello di un palestinese, incoraggiando – spesso a suon di urla – i loro follower a continuare a donare costosi regali virtuali. Il creator che dopo cinque minuti ha il maggior numero di doni vince lo scontro. Alcuni di questi doni costano centinaia di dollari, e diversi livestream osservati da Wired US negli ultimi giorni sono proseguiti ininterrottamente per diverse ore. Una battaglia, in particolare, ha visto il creatore che rappresentava i palestinesi vincere 72 partite di fila. I creator possono poi convertire le loro vincite in valuta reale, ma solo dopo che TikTok ha trattenuto una parte importante degli incassi.

Le battaglie virtuali su TikTok

Mentre la crisi umanitaria a Gaza continuava a peggiorare, i social media sono stati accusati di aver permesso alla disinformazione di dilagare e, in alcuni casi, di voler censurare alcuni punti di vista. Ora TikTok sembra aver iniziato a trarre profitto dal fascino che il conflitto esercita sui suoi utenti, permettendo anche a creator che non provengono da Israele o dai territori palestinesi di guadagnare sfruttando la guerra. Wired US ha trovato decine di esempi in cui gli utenti cercano di trarre profitto dall’interesse nei confronti della crisi. Due creator in particolare sembrano però aver guadagnato più degli altri.

La scorsa settimana, e per diversi giorni, uno streamer turco che sostiene di rappresentare i palestinesi si è scontrato con uno un creator greco-georgiano che dice invece di rappresentare Israele. Per fugare qualsiasi dubbio sulla fazione appoggiata, durante le battaglie i due avevano sullo schermo la bandiera del rispettivo schieramento. Per quanto ha avuto modo di osservare Wired US, i due contendenti non sembravano avere legami con i territori che sostenevano di rappresentare, e nessuno di loro ha manifestato l’intenzione di donare il denaro guadagnato alle persone colpite dalla crisi.

Le battaglie on line tra influencer sono una caratteristica dei servizi di streaming almeno dal 2016, in particolare in Cina, anche se sulla maggior parte delle altre piattaforme i partecipanti devono completare dei compiti o sfoggiare un’abilità per vincere un incontro. Su TikTok, invece, questi scontri sono basati per lo più sulle urla.

I live match, conosciuti anche come player knockout o Pk battle, sono presenti su TikTok almeno dal 2021 (anche se non ne vengono citati nella pagina Web dove l’azienda descrive il funzionamento del livestreaming). Nonostante sia disponibile da più di due anni, la funzione non è molto conosciuta e per i non addetti ai lavori le battaglie su TikTok possono sembrare insensate, con contatori degli spettatori, adesivi e commenti infiniti che affollano lo schermo mentre i due creator sbraitano nel tentativo di convincere i loro follower a inviare altri regali.

Invece di portare avanti argomentazioni coerenti sui diritti degli israeliani o dei palestinesi nel contesto della crisi in corso, gli streamer gridano il nome della parte che rappresentano o urlano commenti come: “Mi piace, mi piace, mi piace” e “Seguimi”. Le dirette osservate da Wired US sono state seguite da migliaia di utenti. Poco prima della pubblicazione di questo articolo, una notifica push mostrava che gli streamer stavano andando nuovamente in diretta. I due creator non hanno risposto alle richieste di commento di Wired.

L’aumento dei live match su TikTok relativi alla guerra tra Israele e Hamas è stato evidenziato per la prima volta da Abbie Richards, ricercatrice dell’Accelerationism Research Consortium specializzata nel monitoraggio della disinformazione su TikTok. «Si tratta di persone reali che inviano denaro vero ai tiktoker per manifestare il loro sostegno al concetto di Israele o Palestina» ha detto Richards in un video postato su Instagram questa settimana. «Ma sapete chi ci guadagna davvero? TikTok, che si prende circa la metà dei soldi che i creator guadagnano con le dirette. Tutto questo non aiuta nessuno, tranne questi truffatori e TikTok. È disgustoso». TikTok non ha risposto alla richiesta di commento di Wired US.

L’economia dei live match

Su TikTok molti creatori utilizzano i livestream dell’app per generare reddito, e alcuni streamer trasmettono addirittura tutta la loro vita sulla piattaforma. La funzione live match è invece poco conosciuta e il suo bizzarro funzionamento spinge i partecipanti a incitare i loro follower a donare il maggior numero possibile di regali per permettere loro di “vincere”.

I regali virtuali vengono acquistati con la valuta in-app di TikTok, conosciuta semplicemente come Monete (o Coins, in Inglese). Il costo di queste monete varia a seconda del volume di acquisto, ma è possibile comprarne 70 per meno di 1 dollaro. I regali vanno da sticker che raffigurano rose o il logo di TikTok, che costano solo un paio di monete, ad animazioni che occupano l’intero schermo e costano fino a 45mila monete. Il prezzo delle monete necessarie a comprare i regali più costosi può superare i 500 dollari. I regali vengono a loro volta convertiti in Diamanti, che i creator possono poi incassare in valuta reale.

Ai tiktoker però non viene trasferito l’intero valore del regalo, perché la piattaforma si prende una fetta significativa di ogni dono. L’importo esatto non è chiaro, ma un’indagine condotta dalla Bbc lo scorso anno ha rilevato che i creator ricevevano solo il 30 per cento del denaro regalato. All’epoca TikTok aveva dichiarato che la parte trattenuta dall’azienda era significativamente inferiore al 70 per cento, senza però specificare la percentuale esatta. Ma anche i piccoli acquisti possono accumularsi rapidamente. Secondo un rapporto pubblicato da Data.ai, a gennaio gli utenti di TikTok hanno speso complessivamente 6 miliardi di dollari sull’app.

I live match possono rivelarsi un’attività redditizia, con alcuni tiktoker che sostengono di guadagnare fino a 30mila dollari al mese Nel frattempo, però, tra gli utenti che inviano i regali durante queste dirette c’è chi sottolinea come sia facile sviluppare una dipendenza dalla funzione, con tutti i problemi finanziari ed emotivi che questo comporta.

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