Beppe Grillo, dove sei?

di Benedetto Della Vedova (linkiesta.it, 27 marzo 2020)

Il momento chiede a tutti noi di praticare un inedito spirito repubblicano. Siamo chiamati alla cooperazione, alla responsabilità nel comportamento privato e alla temperanza nel confronto pubblico. Dobbiamo avere e promuovere fiducia nelle istituzioni per come le abbiamo e per chi le guida, fiducia nei media, fiducia nella scienza ufficiale e in chi la divulga.grillo_elevatoMa c’è una eccezione, una assenza fragorosa in questo sforzo corale: Beppe Grillo, dove sei? Tu, fondatore e vero leader della forza politica che occupa oltre un terzo dei seggi parlamentari e guida il Governo italiano da quasi due anni ormai, dove sei? Tu, con i tuoi controdiscorsi di fine anno. Tu che hai condotto le tue truppe contro il Parlamento da aprire come una scatoletta di tonno e hai vinto gridando il tuo vaffanculo potente contro le istituzioni e la politica, contro i media e contro la scienza. Tu che hai esaltato e propagandato nei teatri e dal “sacro blog” la disinformazione contro i vaccini, contro l’innovazione, contro la scienza e la razionalità, perché “uno vale uno”. Che ti auguravi per il nostro Paese e il nostro popolo un destino di decrescita, di rinuncia al progresso, di economia di sussistenza. Che hai dato la colpa di tutto all’Europa con il tuo amico Farage, che hai cavalcato la demagogia autarchica e nazionalista finendo per farti imitare anche dalla Lega. Dove sei? Ora che, con i tuoi, sei al potere come ma non meglio degli altri, con Salvini e contro Salvini, dove sei? Ora che l’Italia cerca di recuperare fiducia nella scienza e nella ricerca confidando in una terapia e in un vaccino?

Non ci bastano gli epigoni, non sono loro che hanno avuto l’idea e guidato la rivoluzione. Non basta il “gerarca minore” Vito Crimi, non basta un Di Maio alla ricerca di un centro di gravità che non trova, non basta una Virginia Raggi seduta sulle rovine della sua città: di loro non sappiamo nulla perché non sarebbero stati politicamente nulla di quello che sono, senza di te. E neppure basta Davide Casaleggio, perché le responsabilità dei padri non ricadono sui figli neppure quando questi ne ereditano il potere smisurato sul primo partito per eletti del Parlamento italiano, sulla maggioranza nel Consiglio dei Ministri e sul Presidente del Consiglio.

Beppe Grillo, vorremmo anche il tuo impegno, le tue parole e il tuo volto a sostegno della credibilità delle istituzioni, la cui forma – quella che hai combattuto – oggi resta sostanza a difesa della libertà; della scienza e del suo metodo rigoroso da cui verrà la cura; dei media da cui pretendere una informazione equilibrata, onesta e non servile; dell’Unione europea, vera ancora di salvezza nella tempesta finanziaria che si sta scatenando.

Il momento non ammetterebbe diserzioni, eppure proprio tu stai disertando. Ma la verità è che tu di questa guerra non ti senti un disertore, hai paura di esserne il vincitore! Eccola qui, ai tuoi piedi, l’Italia senza vaccini, preda di una malattia a cui non riusciamo a porre argine. Dove sono le tue cure miracolose oggi? Eccola l’Italia della decrescita, della deindustrializzazione. Dov’è la felicità? Eccola l’Italia in cui comandano le tue truppe di complemento, plasmate dal rancore e dall’invidia per il sapere e le competenze. Dov’è l’uguaglianza? Non hai vinto, Beppe Grillo, stai solo disertando. E noi non abbiamo perso, combattiamo anche per te e per i tuoi.

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