La crisi in Ucraina e la lista nera di Pupo

di Adalgisa Marrocco (huffingtonpost.it, 26 gennaio 2022)

Tutti lo ricordiamo per le sue hit Gelato al cioccolato e Su di noi, pochi si sarebbero aspettati che un giorno le sue vicissitudini si sarebbero intrecciate con la crisi ucraina, evocandone le origini. Enzo Ghinazzi, in arte Pupo, lo racconta così, senza tanti giri di parole sui social: «Il ministero degli Esteri italiano mi ha recentemente ed ufficialmente informato che il governo dell’Ucraina mi ha inserito nella lista nera, quella degli indesiderati, dei “criminali”. In pratica, se mi presento alla loro frontiera rischio di essere arrestato». Insomma, sembrano canzonette ma la questione è serissima: al cantante è costata cara la partecipazione a un festival canoro tenutosi a Jalta lo scorso anno, nella Crimea occupata dai russi. Ma che cos’è la “lista nera” in cui il cantante è finito e quando è nata?

Pupo via Instagram

Per capirlo bisogna tornare indietro di qualche anno. Com’è noto, la crisi tra Russia e Ucraina è il risultato di un contrasto che dura dal 2014. Dopo la Rivoluzione di Euromaidan, che ha raggiunto il culmine con la cacciata dell’allora presidente Viktor Janukovyč, Mosca ha invaso il territorio conteso della penisola di Crimea dando appoggio ai movimenti separatisti del Donbass, regione dell’Ucraina sud-orientale. Dopo questi avvenimenti, nel giugno del 2015 in Ucraina è entrata in vigore una legge che ha consentito la creazione di una lista di persone considerate una minaccia per la sicurezza del Paese: viene stilata dal ministero della Cultura dietro richiesta del Consiglio di Sicurezza e Difesa nazionale. I proscritti sono di norma giornalisti, artisti, ballerini e sportivi che supportano pubblicamente la politica russa o visitano la Crimea in violazione della legislazione ucraina. L’elenco viene costantemente aggiornato con aggiunte e rimozioni: la messa al bando – che colpisce anzitutto cittadini di nazionalità russa (ma, come abbiamo visto, non solo) – ha una durata variabile dai tre ai cinque anni, sebbene in alcuni casi possa essere revocata nel giro di qualche settimana. Oltre al divieto di ingresso in Ucraina, le persone inserite in questa lista nera possono perdere o non ottenere il certificato necessario per distribuire prodotti audiovisivi nel Paese, tenere esibizioni pubbliche (come tour musicali) etc.

Pupo non è il primo cantante italiano a essere bandito dall’Ucraina: medesima sorte è toccata a Toto Cutugno e Al Bano negli anni passati. Nella stessa lista nera sono finite anche diverse star internazionali. Ricordiamo Gérard Depardieu: dopo aver definito la Russia «una grande democrazia», nel 2013 l’attore francese aveva ottenuto il passaporto russo dal presidente Vladimir Putin, ricevendo divieto di entrare in Ucraina nell’agosto del 2015. Bandito nel 2017 il regista serbo Emir Kusturica a causa delle sue dichiarazioni di sostegno alle politiche russe nei confronti dell’Ucraina, inclusa l’annessione della Crimea nel marzo del 2014. Sempre nel 2017 il servizio di sicurezza ucraino ha vietato l’ingresso alla star dei film d’azione Steven Seagal, reo di aver espresso sostegno a Putin e di aver ricevuto da lui la cittadinanza russa. L’elenco è ancora lungo, dal 2015 a oggi. Fino a Pupo, che però non demorde e avverte: «Io comunque non mi fermerò. Continuerò a portare la mia musica in giro per il mondo. Dalla Russia all’Australia ed ovunque mi sarà data la libertà di cantare le mie innocue canzoni. Per questo, il prossimo aprile, tornerò di nuovo in Crimea. Lo farò con convinzione e senza nessun timore».

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