Susan Sarandon risponde alle critiche Dem: “Facile incolpare me della sconfitta di Hillary. È ora di guardare al futuro”

(huffingtonpost.it, 3 marzo 2017)

“Troppo facile prendersela con me” per la sconfitta di Hillary Clinton alle elezioni americane. Susan Sarandon non si è pentita affatto di non aver sostenuto l’ex first lady dopo la sconfitta di Sanders, “suo” candidato alle primarie democratiche.Activists Gather In Times Square In Day Of Solidarity With American MuslimsIn un colloquio con il Guardian, l’attrice respinge le accuse di chi, tra i democratici, la incolpa di non aver fatto nulla per fermare l’ascesa di Donald Trump schierandosi con Hillary. Una posizione che – lascia intendere Sarandon – sta scontando anche sul piano della carriera, come dimostrerebbe l’assenza di nomination per il film The Meddler nella “Clintonizzata Hollywood”. Durante le primarie, Sarandon ha fatto campagna per Sanders in prima persona. Dopo la sconfitta, l’attrice ha espresso pubblicamente la propria frustrazione e dato il proprio endorsement al candidato dei Verdi Jill Stein, affermando che non avrebbe votato con la propria vagina. In precedenza aveva definito Clinton persino “più pericolosa” di Trump. “Ho avuto moltissimi contraccolpi”, dice l’attrice al Guardian. “Sono stata biasimata con toni molto aspri per cose che ovviamente non sono accadute per colpa mia”. “Non ci sono argomenti validi”, risponde a chi la accusa di aver contribuito alla sconfitta del partito democratico. “Prendersela con me è solo un modo per indirizzare le proprie frustrazioni su un bersaglio facile”, afferma. “Guardiamo alla lista delle persone che hanno votato Hillary Clinton… dall’altra parte ci siamo solo io e Viggo Mortensen. È delirante pensare che Beyoncé, Jay Z, George Clooney, Julia Roberts, Meryl Streep – e la lista potrebbe andare avanti – siano stati sopraffatti da noi due”. Malgrado la delusione per le critiche ricevute, Sarandon non ha perso la sua verve di attivista. Anzi. Profondamente consapevole dei “fallimenti quotidiani del governo Trump”, Susan continua a partecipare alle proteste anti-Trump organizzate dai Dem, tra cui la recente marcia a New York. “Sto cercando di aprire un dialogo e formare una coalizione non solo con i supporter di Hillary, ma anche con chi ha votato Trump, perché ora ci aspetta un lavoro serio da fare, non possiamo continuare a biasimarci o a deprimerci. Non è più tempo di guardare indietro, dobbiamo guardare avanti”.

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