Tutti i calciatori turchi fanno il saluto militare per Erdogan

(giornalettismo.com, 12 ottobre 2019)

Cosa accade quando la politica mette i bastoni tra le ruote allo sport? Quello che stiamo vedendo in questi giorni sui social. Sono in molti a prendere posizione in merito all’offensiva turca in Siria voluta da Erdogan, e i calciatori non fanno eccezione.

Ph. Huseyin Aldemir / Reuters
Ph. Huseyin Aldemir / Reuters

Dopo Claudio Marchisio, che si è pronunciato contro l’azione del presidente turco, Merih Demiral e Cengiz Under – entrambi turchi – hanno espresso l’opinione opposta, scatenando le polemiche. Il colpo di grazia? L’intera nazionale di calcio turca che fa il saluto militare per Erdogan. Il fatto è accaduto in occasione del match per le qualificazioni europee di ieri che ha visto scontrarsi Turchia e Albania.

Quanto accaduto ieri al Fenerbahce Ulker Stadium non fa che alimentare il dibattito sulle intromissioni della politica nel calcio e, più in generale, nello sport. Se le opinioni espresse fino ad ora dai giocatori turchi Demiral (che gioca con la Juventus) e Under (giocatore della Roma) avrebbero potuto essere prese come esternazioni personali, il saluto militare fatto ieri dall’intera nazionale turca a Erdogan per festeggiare la vittoria non lascia spazio a dubbi. Nell’offensiva turca nei confronti della Siria sono coinvolti tutti, compresi gli sportivi ai massimi livelli. La politica non risparmia niente e nessuno, nemmeno il calcio. Proprio così: una squadra nazionale viene utilizzata come arma di propaganda per fornire legittimità a un gesto militare ingiustificabile per la maggior parte del mondo.

“Non è una situazione possibilmente risolvibile nel mondo del calcio”. Questo tweet di Fulvio Santucci, celebre blogger nell’ambito del calcio, esprime chiaramente quella che è l’opinione di chi ama davvero il calcio e lo sport in generale. La strumentalizzazione della nazionale di calcio turca viene criticata in queste ore da moltissimi sui social. Molti utenti non sono stati contenti dell’ostentazione della maglia della Roma di Cengiz Under nell’atto di appoggiare l’offensiva turca al territorio occupato dai curdi, sostenendo che queste posizioni andrebbero prese senza indossare magliette di nessun tipo. Compresa quella della nazionale turca.