Viola Davis su “The Help”: «Ho tradito me stessa e la mia gente»

di Marta Colombo (giornalettismo.com, 16 luglio 2020)

In un’intervista rivelatoria a Vanity Fair publicata il 14 luglio, Viola Davis racconta la sua lotta per emergere a Hollywood e il suo pentimento nell’aver preso parte al prulipremiato film The Help. «Il film cerca di rappresentare che cosa significhi essere nero in America ma è fondamentalmente creato per un’audience di bianchi», ha spiegato l’attrice afroamericana. Ambientato negli anni Sessanta in Mississippi, The Help, che nel 2011 ha ottenuto quattro candidature agli Oscar, è tratto dall’omonimo romanzo, già accusato di perpetuare la narrativa del “salvatore bianco”.ViolaDavis_TheHelpViola Davis, vincitrice di Oscar, Tony ed Emmy, e prima attrice afroamericana ad aver vinto la “tripla corona della recitazione”, ha ammesso di aver accettato il ruolo perché sperava che potesse dare uno slancio alla sua carriera. «Il film cerca di rappresentare che cosa significhi essere nero in America ma è fondamentalmente creato per un’audience di bianchi», ha spiegato l’attrice afroamericana. «Non penso ci sia nessuno a cui non piaccia The Help. Ma c’è una parte di me che sente di aver tradito me stessa, e la mia gente, perché ho preso parte ad un film che non era pronto a raccontare tutta la verità», ha continuato. L’attrice ha però espresso la sua ammirazione per il cast di The Help, composto principalmente da donne, tra cui Emma Stone, Bryce Dallas Howard, Jessica Chastain e Octavia Spencer, amica di Davis, che si è aggiudicata l’Oscar come attrice non protagonista per la sua performance. «Non riesco neanche a spiegare l’amore che ho per queste donne, e quello che loro hanno per me».

Nella lunga intervista, l’attrice condivide anche la sua sofferenza in seguito alla morte di George Floyd e il suo desiderio di prendere parte alle proteste antirazziste che sono esplose in tutto il Paese. «Octavia Spencer mi ha chiamata e mi ha detto che sarebbe andata alla protesta ma ho dovuto convincerla a cambiare idea per proteggere i membri delle nostre famiglie con problemi di salute dal Coronavirus», ha raccontato l’attrice parlando delle ineguaglianze sistemiche del sistema sanitario statunitense che penalizzano gli afroamericani. «Era il nostro movimento per i diritti civili e siamo state escluse per questioni di salute. Ci siamo sentite isolate da Black Lives Matter», ha continuato Viola Davis. Per aggirare l’ostacolo, le due attrici hanno organizzato una piccola manifestazione nel loro quartiere per persone con patologie mediche.

Per la prima volta in 37 anni, la copertina dell’ultimo numero di Vanity Fair che ritrae l’attrice è stata fotografata da un afroamericano [Dario Calmese – N.d.C.].

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