Da Versailles a Hollywood: la suola rossa prima di Louboutin

Ph. Edward Berthelot / Getty Images

di Ilaria Perrotta (vanityfair.it, 23 dicembre 2025)

Niente provoca un brivido di piacere in una modaiola che avvistare un paio di décolleté dalla suola rossa. Che oggi, chiaramente, significa solo un nome: Christian Louboutin, il designer che da oltre trent’anni è nel cuore e nella testa delle donne, ma soprattutto ai loro piedi.

Le sue creazioni si sono integrate nella cultura popolare: dalle star ai personaggi femminili dal carattere forte, in primis le protagoniste di Sex and the City. Si narra che Christina Aguilera ne possegga più di trecento paia, così come Blake Lively, e che la regina del burlesque, Dita von Teese, le calzi mentre si esibisce nei suoi spettacoli. Yves Saint Laurent ha scelto le iconiche scarpe come ospiti d’onore al suo défilé d’addio del 2002.

Il red carpet è una passerella per le sue suole laccate, diventate nel tempo più un atteggiamento che un accessorio. Molti ormai ne conoscono la storia: dietro quelle scarpe inconfondibili si nasconde un colpo di genio nato per caso, nel 1992, da un flacone di smalto rovesciato dall’assistente del designer. Louboutin prende quella bottiglietta e, senza pensarci troppo, dipinge la suola del prototipo. Rosso, acceso. Così nasce una leggenda.

Forse “nasce”, però, non è il termine corretto. Meglio sarebbe dire “si rinnova” una leggenda. Perché la suola rossa ha anche una storia più antica, che affonda le sue radici ai tempi del Re Sole e della nobiltà francese del Seicento, dove i tacchi rossi erano simbolo di status sociale. I così detti talons rouges, così definiti a Versailles, erano simbolo di potere, eleganza e superiorità. La data esatta in cui si diffusero non è chiara, tuttavia Luigi XIV fu ritratto mentre indossava scarpe con suola rossa nel 1670 circa e nel 1673 fu emanato un editto che stabiliva che solo la nobiltà poteva indossare l’ambito colore.

In effetti, più che al celebre sovrano, queste calzature riconducono al suo fratello minore, l’elegante Philippe d’Orléans, che tutti chiamavano semplicemente Monsieur. Alcuni dicono fosse un modo per impedire al giovane Philippe di desiderare il trono del fratello ma, per qualche ragione, la Regina Madre decise di crescere il figlio più piccolo come una ragazza, circondato da donne. Il ragazzo sviluppò una particolare predilezione per il pizzo e i gioielli. Si travestiva, preferiva le scarpe con i tacchi alti e mantenne queste affinità per tutta la vita.

Si racconta che un giorno del 1662, quando Monsieur aveva vent’anni, in occasione del Carnevale, si recò a Parigi, alla Grande Boucherie, un luogo di macellazione e commercio di carne nei pressi del Cimetière des Innocents (l’attuale quartiere Les Halles), dove si stava tenendo una festa. Dopo aver ballato tutta la notte su un pavimento a tratti insanguinato, i tacchi di seta bianca delle sue scarpe si erano sporcati di rosso. All’alba, non avendo il tempo di cambiarsi prima di presentarsi a Versailles, Monsieur sfoggiava così le sue suole rosse davanti a una Corte che interpretava l’accaduto come una nuova tendenza. Nei giorni seguenti i frequentatori di Versailles iniziarono a indossare scarpe con i tacchi rossi, e questo andò avanti per più di un secolo.

Secondo lo storico Philip Mansel, il colore rosso fu scelto per «dimostrare che i nobili non si sporcavano le scarpe». L’uso del rosso è anche sinonimo di sangue e si pensa, quindi, che dimostrasse che la nobiltà «era sempre pronta a schiacciare i nemici dello Stato ai propri piedi». Un’interpretazione leggermente diversa del colore da quella di Louboutin, che riteneva che il rosso fosse «civettuolo» e «passionale».

L’uso della suola rossa non si limitò alla Francia: anche Inghilterra, Germania, Austria e altri imperi iniziarono a utilizzarla. La tendenza continuò fino alla Rivoluzione Francese, quando fu messa al bando insieme ai tacchi alti in generale. Si dice che Maria Antonietta (che possedeva circa cinquecento paia di scarpe) abbia affrontato il patibolo indossando un paio di suole rosse.

Da una trendsetter del passato alle celebrità contemporanee che dettano legge in fatto di stile: oggi, come dicevamo, in tantissime sfoggiano le calzature Louboutin per strada, sui palchi, sui red carpet degli eventi più importanti. Ciò che, infatti, è rimasto immutato, anche dopo tre secoli, è che il rosso è sinonimo di privilegio. Quando indossiamo un paio di tacchi con la suola laccata in questo colore ci sentiamo ancora tutte delle regine.

Spread the love