Il leader dei neofascisti britannici con cui Salvini si è fatto una foto

Tommy Robinson via X

(ilpost.it, 25 gennaio 2026)

In questi giorni l’attivista di estrema destra noto come Tommy Robinson ha pubblicato sui social una foto con il leader leghista Matteo Salvini, scattata nell’ufficio di Salvini al ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture. In Italia la foto è diventata un caso politico per via di chi è Robinson: il principale, più famoso e controverso leader neofascista del Regno Unito, considerato troppo estremista persino da Nigel Farage, il capo della destra sovranista britannica.

Incontrandolo, Salvini gli ha dato una legittimazione politica che praticamente Robinson non aveva mai avuto in carriera, proprio perché in patria è considerato un impresentabile, più volte condannato a scontare pene in carcere. Non a caso nel post, che Salvini non ha pubblicizzato, Robinson sottolinea l’incarico istituzionale del suo interlocutore, vantandosi che sia il vice primo ministro italiano (tecnicamente Salvini è vicepresidente del Consiglio). Robinson, il cui vero nome è Stephen Yaxley-Lennon, ha un passato violento, iniziato nel tifo organizzato della sua città natale Bedfordshire, in Inghilterra.

Prima della sua nuova vita da attivista digitale, è stato il leader dell’English Defence League (Edl), il principale gruppo neofascista britannico, che oggi è praticamente sparito, almeno nella sua forma originaria. Fondata nel 2009, l’Edl raggiunse i massimi consensi tra il 2010 e il 2013, e fu coinvolta in episodi gravissimi: nel 2011 due suoi sostenitori furono condannati perché stavano pianificando un attentato in una moschea ed emerse che il gruppo aveva legami con Anders Breivik, il responsabile della strage di Utøya che uccise settantasette persone.

L’Edl fu considerata finita nel 2017. Da allora, Robinson si è riciclato con l’attivismo on line. I suoi contenuti sono sempre stati xenofobi, propalatori di teorie del complotto e falsità. Per esempio, nel 2018, sempre a Roma, si fece filmare mentre colpiva con un pugno un immigrato. Quell’anno, il suo profilo sull’allora Twitter fu sospeso per incitamento all’odio. Per uno dei suoi “documentari”, come li chiama lui, fu condannato a diciotto mesi di reclusione per aver calunniato un rifugiato siriano. Robinson ha ammesso di aver fatto uso di droga, ma ha sempre negato le accuse, che escono ciclicamente dai suoi ex collaboratori, di avere speso i soldi delle donazioni all’Edl per comprare cocaina o pagare prostitute.

Negli anni della pandemia, Robinson è stato molto in vista per le sue posizioni contrarie alle restrizioni sanitarie e ai vaccini contro il Covid-19. Ma, al di là della sua presenza insistente su molti temi, si può dire che sia riuscito a svoltare grazie a Elon Musk. Musk gli ha riattivato il profilo dopo l’acquisto di Twitter, che, adesso, si chiama X e ha praticamente azzerato la moderazione dei contenuti, inclusi quelli violenti e razzisti. All’epoca Robinson aveva 400mila follower, ora ne ha un milione e 800 mila. In più occasioni Musk ha dato ragione a Robinson e ha ripostato i suoi contenuti, che mistificano il Regno Unito come sull’orlo di una guerra civile e invaso dai migranti.

Questi rapporti si sono consolidati nell’estate del 2024, quando Robinson ha fomentato le rivolte anti-migranti nel Regno Unito, anche attraverso la diffusione di notizie false. Peraltro, Robinson è la ragione per cui Farage ha litigato con Musk, che fino ad allora era stato un suo stretto alleato: Musk aveva detto di non considerarlo più un leader adeguato dopo che lui aveva escluso che uno con le idee di Robinson potesse unirsi a Reform UK, il suo partito, primo nei sondaggi. Oggi Robinson sostiene Advance UK, un partito per ora ininfluente a destra di Farage, e in politica estera è un indefesso sostenitore d’Israele.

In generale, come Salvini, Robinson si professa un difensore del free speech, la teoria feticcio dell’estrema destra secondo cui sui media di vari Paesi occidentali ci sarebbe una specie di censura che limita la libertà di parola (free speech in Inglese, appunto). In tempi recenti, anche grazie all’esposizione che ha ottenuto on line, Robinson è stato capace di mobilitazioni impensabili per l’Edl, che, come detto, era sempre stato marginale. Lo scorso settembre 110mila persone parteciparono a una manifestazione contro l’immigrazione organizzata a Londra proprio da lui. La partecipazione era stata così alta, e al di sopra dei reali consensi di Robinson, perché era diventata una specie di manifestazione contro il governo Laburista, intercettando così anche persone che non condividono le sue idee estremiste.

Poche settimane prima della manifestazione, Robinson era stato arrestato e poi rilasciato per avere colpito con un pugno un uomo nella stazione londinese di St. Pancras. Alla fine non era stato incriminato, nonostante un video che lo identificava, perché la persona aggredita non aveva voluto denunciarlo né confermare la ricostruzione della polizia. Oltre che dal Partito Democratico e dal resto dell’opposizione, Salvini è stato criticato da un suo alleato di governo: il leader di Forza Italia e ministro degli Esteri Antonio Tajani (pure lui vicepresidente del Consiglio) ha detto che Robinson è: «incompatibile con i miei valori».

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