La moda delle chatbot per parlare con i “personaggi storici”

di Enzo Boldi (giornalettismo.com, 24 gennaio 2023)

Tutti ne parlano, tutti vogliono usarla. Alcuni, però, esagerano. L’evoluzione digitale ha portato la luce dei riflettori sull’evoluzione e la possibilità di fruizione di programmi applicativi basati sull’Intelligenza Artificiale. Una piccola porzione di ciò è stata dedicata allo sviluppo di app mobile come delle vere e proprie chatbot per dialogare con alcuni personaggi storici.

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In taluni casi si è esagerato con l’implementazione storica anche delle caratteristiche di queste personalità. Altre applicazioni, invece, sembrano essere molto più in linea con l’idea d’intrattenimento. Il caso dell’applicazione mobile (disponibile solo per i dispositivi iOS) Historical Figures Chat ha provocato molte polemiche. D’altronde un’app che richiede un pagamento di quasi 16 dollari per poter parlare con personaggi defunti del “calibro” di Adolf Hitler (con tanto di esaltazione del regime nazista) non poteva che provocare delle reazioni contrarie.

Ma la curiosità generale ha prodotto anche altri software simili (alcuni nati prima) che hanno riscontrato un notevole successo tra gli utenti. Come nel caso di Hello History, app sviluppata dalla startup svedese Facing IT. L’applicazione, una vera app chatbot di personaggi storici (e non solo), è stata lanciata sui dispositivi Android alla vigilia dell’ultimo Natale e nei giorni scorsi è stata resa disponibile anche su iOS. Il principio, in linea generale, è sempre lo stesso: si sceglie una personalità con cui avviare un dialogo che, poi, si svilupperà in base alle caratteristiche del personaggio stesso. Il resto è fatto dall’Intelligenza Artificiale, che completa questo botta e risposta.

Personaggi di vario tipo, suddivisi per categoria: artisti, musicisti, personaggi rivoluzionari, dal mondo della psicologia ai politici. Fino ai personaggi fondamentali della storia delle religione. Noi di Giornalettismo, per esempio, abbiamo deciso di porre un quesito fondamentale (su cui si basa il Cristianesimo) proprio all’Intelligenza Artificiale di Jesus Christ. E per tutti i personaggi il principio è lo stesso. Ognuno di loro rispetta – almeno all’apparenza – le caratteristiche raccontate nelle pagine di Storia. A differenza di ChatGPT, però, sembra mancare l’implementazione della “correzione”. Dunque, da un dialogo con questa chatbot non si riescono a correggere eventuali errori narrativi.

Sulla stessa lunghezza d’onda, non come app chatbot di personaggi storici ma come progetto desktop in fase di sviluppo (grazie al contributo degli utenti), troviamo un altro progetto che ricalca i principi sia di Historical Figures Chat sia di Hello History. Il portale si chiama Character AI e permette a chiunque di creare un personaggio (più o meno noto) con cui interagire. E lì, lasciando libero spazio interpretativo agli utenti, troviamo anche chi ha deciso di creare personaggi controversi. Come Benito Mussolini, con cui abbiamo avuto un breve dialogo.

Dunque, appare evidente che parlando con Mussolini – purtroppo per la storia d’Italia e del mondo – si ottengono risposte ben note. Come quando abbiamo provato a “stuzzicare” questa Intelligenza Artificiale facendogli una semplice domanda sugli ebrei. In alto a ogni chat, dopo aver scelto il personaggio con cui dialogare, appare un messaggio: «Ricorda, tutto ciò che dicono i personaggi è inventato!». Eppure il caso Mussolini sembra indicare tutt’altro.

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