
di Linda Varlese (huffingtonpost.it, 16 giugno 2025)
4mila euro per un pupazzetto alto 10 centimetri e dai denti aguzzi. I Labubu, le creature nate dall’immaginazione dell’artista di Hong Kong Kasing Lung e prodotte dal colosso cinese Pop Mart, continuano a far impazzire i collezionisti di tutto il mondo.
E se in un negozio tradizionale i giocattoli “blind box” (non sai cosa stai comprando finché non spacchetti) per cui la catena è più nota si vendono generalmente a 69 yuan, circa 8,30 euro, i consumatori si sono mostrati disposti a sborsare molto di più per le edizioni limitate. Perché l’elfo dal corpo di coniglio amato da grandi e piccini è un vero e proprio fenomeno di tendenza. Su eBay, alcuni pezzi rarissimi stanno raggiungendo cifre da capogiro, superando persino quelli di una borsetta di lusso.
Basta scorrere le pagine della piattaforma di rivendita per scovare questi mostriciattoli a costi esorbitanti. Qualche esempio? Un pupazzo della serie limitata Catch Me If You Like Me, con tanto di set e accessori per vestirlo, viene venduto a 3.999 dollari, circa 3.456 euro. E lo stesso prezzo riguarda il modello Walk By Fortune, neanche a dirlo una limited edition. In Italia l’intera scatola della terza serie ufficiale dei Labubu, Big Into Energy (6 pezzi), schizza da 115 euro in negozio a 500 euro su eBay, spedizione esclusa. E i prezzi continuano a salire.
Dietro la faccetta inquietante dei Labubu si nasconde una delle collezioni più ambite del momento. Ogni serie, dicevamo, è venduta in blind box: non sai cosa stai comprando finché non spacchetti. Una strategia che, oltre ad alimentare la caccia al “pezzo raro” (il Labubu “secret” ha offerte a quattro zeri) e far esplodere il mercato secondario, sta generando problemi di ordine pubblico nelle principali città del mondo.
A Londra, Pop Mart ha smesso di venderli dopo incidenti e risse. A Milano, La Rinascente ha interrotto la vendita dei Labubu nel suo pop-up store, mentre nel negozio di Pop Mart in Corso Buenos Aires sono iniziati ad apparire sulle vetrine dei cartelli con le immagini delle varie serie e la scritta «Questi Labubu sono sold out». Pochi giorni fa, Pop Mart Italy ha condiviso sui social una comunicazione con la quale si annunciava lo slittamento del lancio della nuova serie The Monsters Wacky Mart Series «a causa dell’elevato afflusso di persone all’esterno del nostro store e su indicazione della autorità locali, per garantire la sicurezza di tutti».
Ogni giorno si formano file chilometriche sotto il Sole cocente, e in qualche caso c’è chi è arrivato alle mani. E questo sembra niente in confronto a un’asta a 5 zeri. Una scultura verde acqua raffigurante un mostriciattolo di Pop Mart con corpo e testa pelosi, definita dalla casa d’aste cinese Yongle International Auction «un pezzo unico al mondo», è stata venduta all’incanto per 1,08 milioni di yuan, pari a circa 131.580 euro.
La Labubu-mania ha portato Pop Mart ad avere ricavi da capogiro se si stima che sono cresciuti di circa il 107 per cento solo tra il 2023 e il 2024. Ad oggi, Wang Ning, il fondatore e amministratore delegato del gruppo, a soli 38 anni è diventato uno degli uomini più ricchi della Cina. Come se non bastasse, in pochissimo tempo il successo dei Labubu ha reso la catena Pop Mart una grande potenza a livello globale, tanto da superare il valore di mercato di colossi come Mattel e Sanrio, case madri rispettivamente di Barbie ed Hello Kitty.
Secondo quanto riportato da Milano Finanza, in un solo anno Pop Mart è infatti cresciuta del 430% sui listini di Honk Kong, diventando il miglior titolo nell’indice Msci China. Solo nella prima metà del 2024, infatti, Pop Mart ha guadagnato 642 milioni di dollari – circa 588 milioni di euro –, chiudendo l’anno a 1,8 miliardi di dollari e con vendite triplicate al di fuori della Cina.
L’entusiasmo per i Labubu potrebbe passare come qualsiasi altro trend virale. Ma potrebbe anche essere un altro segnale che la Cina, che ha faticato a costruire un prestigio culturale all’estero a causa delle preoccupazioni di lunga data sulla sua politica autoritaria, sta facendo breccia. I media statali cinesi hanno cercato d’inquadrare la situazione in questo modo. «L’elfo peloso a nove denti creato dal produttore di giocattoli cinese Pop Mart è diventato un punto di riferimento per la cultura pop cinese che si sta facendo strada all’estero», si legge in un articolo di People’s Daily. Una politica di soft power che mira a rafforzare le pretese cinesi di porsi come «un’alternativa agli Stati Uniti per la leadership globale», si legge sul New York Times.
In questo senso un maggiore appeal nella cultura pop, o come meta turistica, sta avendo l’effetto sperato. «Molti cinesi ora si rivolgono a marchi e star locali invece che a quelli occidentali che un tempo idolatravano. Le bambole Labubu sono andate esaurite così rapidamente che alcuni cinesi hanno iniziato a contrabbandare bambole acquistate all’estero per rivenderle», si legge ancora sul Nyt. E ci sono segnali che alcuni fan stranieri di Labubu stiano diventando più interessati ad altri prodotti cinesi. Su Reddit, gli utenti si scambiano consigli per ordinare bambole o abiti su AliExpress e altre piattaforme di e-commerce cinesi.