
di Giorgia Olivieri (vanityfair.it, 8 settembre 2025)
C’è un appuntamento nell’agenda reale svedese in cui la regina Silvia e Victoria di Svezia si vestono tassativamente di bianco e nero. Si tratta dell’apertura del Parlamento, una cerimonia prevista a settembre, in cui re Carlo Gustavo, accompagnato dalla sua famiglia, dà formalmente inizio alla sessione dei lavori.
Il dress code prende le mosse da una tradizione antica completamente reinventata dalla sovrana. Rimangono i colori degli abiti di corte indossati dalle reali e dalle dame fino alla seconda metà del secolo scorso, ma gli outfit sono contemporanei e soprattutto hanno una valenza fortemente democratica rispetto al passato.
Nel 1778 re Gustavo III introdusse una sorta di uniforme per le donne, ispirata a un costume nazionale svedese chiamato hovdräkt, tradotto in “abito di corte”. Si trattava di un vestito da cerimonia nero con maniche a sbuffo caratterizzate da un reticolo, uno strascico e qualche dettaglio in pizzo. Nonostante la sua semplicità, l’abito collocava chi lo indossava in un rango superiore nonostante fosse stato pensato uguale per tutte nel tentativo di arginare le tendenze che arrivavano dall’estero e l’importazione di capi e di tessuti ritenuti troppo costosi.
L’usanza sopravvisse anche all’inizio del regno del figlio, Gustavo IV Adolfo, per poi cadere in disuso e lasciare campo libero alla moda. Solo a corte la tradizione venne portata avanti per gli appuntamenti ufficiali al cospetto di Sua Maestà fino al 1950. Tuttavia l’“abito di corte” resistette fino al 1974 in un contesto circoscritto, quello dell’apertura del Parlamento. Fino a quell’anno l’inaugurazione avveniva nella Sala del Trono del Palazzo Reale con una cerimonia ancora molto sfarzosa. Le reali adottavano il vestito d’ordinanza di velluto nero con maniche a sbuffo di seta bianca, cui aggiungevano mantelli di ermellino e tiare. Stessa mise per le mogli dei ministri, depurata però degli elementi più opulenti.
Con la riforma costituzionale che lasciava al re, spogliato dei poteri politici, solo una funzione di rappresentanza, i lavori si trasferirono stabilmente al Palazzo del Riksdag e anche i costumi cambiarono; tanto che nel settembre del 1976 la regina Silvia, convolata a nozze con re Carlo Gustavo un paio di mesi prima, si presentò vestita di rosso. Silvia di Svezia ebbe l’intuizione di riprendere la tradizione nei primi anni Ottanta, intendendola come un ponte tra vecchio e nuovo. La sovrana mandò in soffitta l’“abito di corte” (salvo rispolverarlo nel 1988 in velluto blu notte per le dame di compagnia in versione meramente cerimoniale), tenne i colori ma inventò di fatto un dress code che non fosse più esclusivo, cioè riservato a un numero ristretto di persone, bensì contemporaneo e adatto alla vita di tutti i giorni.
«In Svezia tutto il potere pubblico proviene dal popolo e il Riksdag è il principale rappresentante del popolo» si legge sulla Costituzione svedese. Un look meno pomposo, e quindi democratico perché un vestito, una giacca o una gonna sono alla portata di tutte, diventa un segno di umiltà per la famiglia reale che esce da palazzo e, con l’eleganza del bianco e nero, va da chi detiene il vero potere. Gli outfit sfoderati dalla regina Silvia, dalle figlie Victoria e Madeleine, e dalla nuora Sofia sono senza dubbio formali e ben lontani dall’essere eccessivamente austeri. Non mancano i cosiddetti “gioielli bianchi”, sarebbe a dire perle e diamanti, cimeli di famiglia che ne illuminano i look.
Victoria di Svezia, sua madre e sua sorella sono molto rispettose del dress code, e ogni anno ci mostrano le loro combinazioni di bianco e nero. Curiosamente, l’erede al trono sembra avere un capo preferito per l’occasione. Ha indossato per la prima volta la giacca nera con fiocco bianco a contrasto nel 2011, per ripeterla nel 2015, nel 2019 e nel 2022. Nel guardaroba della principessa Victoria c’è un altro ensemble riservato all’appuntamento, una blusa bianca con un fiocco nero laterale e una pencil skirt nera. Nel 2024 Victoria di Svezia invece ha cambiato genere, optando per un vestito midi con fantasia bianca su fondo nero firmato & Other Stories, indossato in un paio di altri eventi.
Chi si può permettere qualche libertà nell’etichetta è la principessa Sofia, che, nel 2018, ha abbinato all’abito rigorosamente nero un fiocco in testa e un paio di scarpe bordeaux, facendo ovviamente discutere in patria per la scelta, ritenuta audace. Nel 2021 lei e sua cognata Madeleine si ritrovarono vestite praticamente uguali: dal quel momento in avanti gli uffici di tutte le reali metteranno in agenda una telefonata per accordarsi sui look, evitando goffi incidenti di stile in bianco e nero.