Lo storytelling politico sulle lenti a specchio di Macron

Ph. Markus Schreiber / Ap – LaPresse

di Anais Ginori (repubblica.it, 21 gennaio 2026)

«Abbiate l’occhio di tigre» scherza Emmanuel Macron in serata al Forum di Davos, durante un incontro con gli imprenditori francesi. Il presidente ironizza sugli occhiali da Sole modello Aviator che indossa da qualche giorno in tutte le sue apparizioni pubbliche, trasformando un piccolo infortunio medico in riferimento pop.

«È Rocky III, vinceremo il combattimento» aggiunge all’evento organizzato da Business France, insistendo sul richiamo cinematografico al film [che ha nella colonna sonora] Eye of the Tiger e al pugile italoamericano [Rocky Balboa, interpretato da] Sylvester Stallone, immortalato spesso con gli stessi occhiali da Sole. Una battuta che arriva in una giornata in cui Macron, sul terreno politico, ha duellato con Donald Trump tra le mire americane sulla Groenlandia e l’ombra di una guerra commerciale con l’Europa.

Gli occhiali da Sole del leader francese sono diventati uno dei dettagli più commentati della giornata, con interrogativi sulla strategia comunicativa del capo di Stato in prima linea per guidare la controffensiva al trumpismo. Macron evoca il ring di Rocky, ma c’è anche chi ricorda l’immaginario di Tom Cruise e i combattimenti nei cieli di Top Gun. Anche la scelta del modello alimenta curiosità. L’Aviator è una silhouette resa iconica del marchio americano Ray-Ban, ma secondo indiscrezioni gli occhiali indossati dal presidente sarebbero “Made in France”, forse Vuarnet o la start-up Visages [si tratta del modello Pacific S 01 Doublé Or di Henry Jullien, storico marchio francese acquisito dall’azienda italiana Ivision Tech nel 2023 – N.d.C.].

La spiegazione, almeno in parte, l’ha fornita lo stesso Macron la settimana scorsa, mostrando un occhio rosso e iniettato di sangue. «Vi prego di scusare l’aspetto sgradevole del mio occhio. Si tratta, ovviamente, di qualcosa del tutto innocua. Consideratelo semplicemente un riferimento involontario all’Eye of the Tiger. Per chi coglie il riferimento, è un segno di determinazione», aveva detto giovedì [15 gennaio] durante un discorso alla base militare di Istres.

Il giorno dopo, all’Eliseo, durante una riunione sul futuro istituzionale della Nuova Caledonia, è ricomparso con un paio di occhiali dalle lenti a specchio azzurre, che ormai non abbandona più nelle sue apparizioni pubbliche. «Scusatemi per questi occhiali, sono legati a un problema benigno» ha esordito, prima di aggiungere: «Sono obbligato a indossarli per un po’, quindi dovrete sopportarmi così».

Anche se l’Eliseo non ha voluto fornire una spiegazione ufficiale, la causa medica sarebbe piuttosto banale, un’emorragia sottocongiuntivale che in genere non richiede trattamenti particolari e che, nella maggior parte dei casi, si risolve spontaneamente nel giro di una o due settimane. Ma intanto l’“occhio di tigre” è già stato trasformato in storytelling politico.

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