Il vaffa di Colbert a Trump in diretta tv

Ph. Scott Kowalchyk / Cbs

(huffingtonpost.it, 22 luglio 2025)

Dopo l’annuncio della chiusura del suo Late Show, Stephen Colbert si è lasciato andare a un duro sfogo in diretta: «Vaffanculo Trump», ha scandito. «Da ora le ostilità sono aperte» ha aggiunto, promettendo che per i prossimi dieci mesi non risparmierà nulla alla Casa Bianca dalla poltrona che prima di lui, dal 1993 al 2015, era stata di David Latterman.

«Finalmente posso dire al potere la verità nuda e cruda, e ciò che penso davvero di Donald Trump. Non mi importa di lui: non ha le competenze per fare il presidente, non è una buona scelta» ha incalzato il conduttore. Trump, dal canto suo, non era stato tenero: «Adoro che sia stato licenziato», aveva scritto sul Social Truth subito dopo l’annuncio della Cbs che lo show chiuderà a maggio. Ufficialmente la decisione è attribuita al calo degli ascolti e a 40 milioni di dollari di pubblicità bruciati, ma pesa anche una complessa vicenda imprenditorial-giudiziaria.

La Cbs appartiene al gruppo Paramount, impegnato in una fusione da 8 miliardi di dollari con la casa di produzione Skydance: operazione che necessita del via libera dell’Autorità per le telecomunicazioni, guidata da un alleato di Trump. Il presidente, inoltre, ha un contenzioso con la Cbs per l’intervista a Kamala Harris andata in onda su 60 Minutes nell’ottobre del 2024, che, a suo dire, sarebbe stata tagliata in modo ingannevole. La causa, avviata con una richiesta di 25 milioni di dollari, si è chiusa con un accordo per 16 milioni.

La scorsa settimana, Colbert aveva bollato quell’intesa come una grossa tangente pagata a Trump; tre giorni dopo è arrivato il suo siluramento. «Hanno commesso un errore: mi hanno lasciato vivo», ha avvertito ieri  Colbert. Fino a maggio, dunque, sarà «guerra senza esclusione di colpi»: il primo affondo è stato un servizio sull’amicizia fra Trump e il finanziere Jeffrey Epstein.

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