Il “Trump-phone” infine esiste

Trump Mobile

(ilpost.it, 23 maggio 2026)

Proprio quando i primi modelli erano stati spediti agli acquirenti con oltre otto mesi di ritardo rispetto agli annunci iniziali, un altro grosso guaio ha coinvolto lo sgangherato progetto del cosiddetto “Trump-phone”, uno smartphone messo in commercio da una società di famiglia del presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

I dati personali – nomi, indirizzi email e numeri di telefono – di chi l’aveva comprato sono stati sottratti e pubblicati on line, hanno scoperto alcuni youtuber nei giorni scorsi. Trump Mobile, la società che li produce, ha confermato la falla di sicurezza, dando la colpa a una piattaforma terza che gestisce alcune operazioni del sito e sostenendo di non aver trovato prove della diffusione on line dei dati.

Il “Trump-phone” è stata un’operazione bizzarra e travagliata, annunciata lo scorso giugno dalla Trump Organization, contestualmente alla fondazione di una nuova compagnia telefonica, la Trump Mobile. È solo una delle diverse operazioni commerciali avviate dalla famiglia Trump durante le due presidenze di Donald Trump, e che l’hanno arricchita ulteriormente: soltanto nei primi dodici mesi del suo secondo mandato trumpiano, le nuove iniziative imprenditoriali legate ai Trump hanno fatto guadagnare alla famiglia circa quattro miliardi di dollari, secondo il Wall Street Journal.

Lo smartphone, chiamato T1 Phone, era stato messo in vendita a 499 dollari e pubblicizzato come “Made in Usa” per diversi giorni. Quella indicazione era stata poi rimossa dopo le molte segnalazioni di chi aveva fatto notare che produrre realmente uno smartphone negli Stati Uniti è sostanzialmente impossibile, essendo la maggior parte della filiera produttiva della telefonia in Asia. Ora il marketing dice che è stato «progettato con in mente gli ideali americani». Ma erano stati soprattutto i grandi ritardi a far dubitare del progetto. I telefoni erano stati annunciati inizialmente per agosto, poi le spedizioni erano state posticipate a ottobre, e infine a maggio. Nonostante per ordinarlo si dovessero versare cento dollari, a un certo punto le condizioni di vendita del telefono erano state cambiate in modo che non assicurassero l’effettiva spedizione del prodotto. La scorsa settimana, però, dopo mesi di attesa, i primi dispositivi sono infine stati spediti.

Si tratta di un telefono che assomiglia molto a un modello cinese che si può acquistare per circa un terzo del prezzo nella catena di supermercati Walmart, ha scritto la Cnn. Altri esperti hanno detto che somiglia molto allo Htc U-24 Pro, un modello di un paio di anni fa prodotto a Taiwan. Rispetto agli annunci iniziali ha lo schermo più piccolo, meno memoria, ma è rimasto il design dorato. Lo smartphone ha anche un ingresso per i jack da 3,5 mm, quello dei vecchi auricolari, ormai scomparso da quasi tutti i nuovi modelli. Secondo Coffeezilla, lo youtuber che ha segnalato la falla di sicurezza del sito, i codici identificativi unici degli acquirenti sono circa trentamila, che corrisponderebbero quindi alle persone che hanno ordinato lo smartphone. L’anno scorso era circolata una stima molto più alta, di quasi seicentomila acquirenti.

Nelle scorse settimane alcuni politici Democratici avevano provato a creare dei problemi a Trump per l’operazione del Trump-phone. La senatrice Elizabeth Warren aveva chiesto alla Federal Trade Commission (Ftc), l’agenzia governativa che tutela i consumatori, d’indagare sulle promesse non mantenute ai clienti riguardo sia alle consegne sia alla produzione americana del telefono. Era una richiesta velleitaria, visto che l’attuale Ftc è molto vicina e subordinata a Donald Trump. Il senatore Mark Warner aveva invece denunciato come il piano tariffario proposto dalla Trump Mobile fosse molto più costoso – 47,45 $, un riferimento alla numerazione delle due presidenze di Trump – rispetto a quelli della concorrenza, e promettesse chiamate e dati illimitati nonostante il contratto prevedesse molte limitazioni.

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