Judit Polgár, una leggenda degli scacchi per l’Ungheria

Ph. Peter Kohalmi / Afp

di Alessandro Frau (agi.it, 20 luglio 2026)

In Ungheria il primo ministro Péter Magyar ha annunciato che incontrerà Judit Polgár, considerata la più forte giocatrice di scacchi della storia, per chiederle se è disponibile ad accettare la candidatura alla presidenza della Repubblica.

L’incarico, nelle intenzioni del governo, dovrebbe accompagnare il Paese fino all’adozione di una nuova Costituzione. L’annuncio non è stato fatto casualmente visto che coincide con il 20 luglio, data in cui si celebra la Giornata internazionale degli scacchi. La proposta arriva dopo che il presidente uscente Tamás Sulyok ha firmato un emendamento costituzionale che pone fine al proprio mandato, nell’ambito del processo avviato da Magyar per superare l’assetto istituzionale ereditato dall’era di Viktor Orbán. Il Parlamento, dove il partito Tisza dispone della maggioranza dei due terzi, dovrebbe eleggere il nuovo capo dello Stato prima della festa nazionale del 20 agosto. In Ungheria il presidente della Repubblica svolge un ruolo prevalentemente rappresentativo e la scelta sarebbe all’interno di una strategia volta a cambiare nettamente l’immagine del Paese, affidandosi a una delle icone più amate e seguite.

Nata a Budapest il 23 luglio 1976, Judit Polgár compirà tra pochi giorni cinquant’anni. Ha raggiunto giovanissima il livello di Grande Maestro (Gm), il più alto possibile nella carriera di uno scacchista, ed è considerata universalmente come la più importante scacchista della storia. È la più giovane di tre sorelle, insieme a Zsuzsa e Zsófia, figlie di László e Klára Polgár, tutte scacchiste di talento. Il padre, psicologo dell’educazione, elaborò un progetto pedagogico fondato sull’idea che alcune doti fossero il risultato dell’educazione più che di qualcosa d’innato.

Convinto che «i geni si fanno, non nascono», László Polgár scelse gli scacchi come disciplina attraverso cui dimostrare la propria teoria, dando vita a un esperimento educativo che attirò l’attenzione internazionale. Insieme alla moglie, ottenne il permesso d’istruire le tre figlie prevalentemente a casa. Il programma comprendeva, oltre agli scacchi, lo studio di diverse lingue straniere, tra cui l’Esperanto, e di materie scientifiche, Matematica in primis. Il progetto suscitò un ampio dibattito anche fuori dal mondo degli scacchi e fu oggetto di teorie, ricerche accademiche e simposi.

Judit iniziò a giocare a cinque anni. Nel 1989, a soli dodici anni, diventò la numero uno del ranking mondiale femminile, posizione mantenuta per oltre ventisei anni consecutivi. A differenza delle sorelle, decise di non competere nei tornei femminili, scegliendo di confrontarsi esclusivamente con i migliori giocatori del mondo nei tornei open. Nel 1991, a quindici anni e quattro mesi, conquistò il titolo di Grande Maestro, superando il record di precocità allora detenuto da Bobby Fischer. Nel 2005 raggiunse l’ottavo posto del ranking mondiale assoluto, diventando la prima e finora unica donna a entrare nella Top 10 mondiale e superare i 2.700 punti Elo.

Nel corso della carriera Judit Polgár ha sconfitto undici campioni del mondo, tra cui Garry Kasparov, Anatolij Karpov, Boris Spassky, Viswanathan Anand, Vladimir Kramnik e Magnus Carlsen. La vittoria contro Kasparov, ottenuta nel 2002, rappresentò un momento storico: fu la prima donna a battere il numero uno del mondo in una partita ufficiale. Prima di compiere quindici anni conquistò cinque medaglie d’oro alle Olimpiadi degli scacchi, due a squadre e tre individuali. Nel 2005 partecipò inoltre al Campionato del mondo Fide di St. Louis, diventando la prima donna a qualificarsi per la fase finale del Mondiale assoluto.

Ritiratasi dall’attività agonistica nel 2014, guida oggi la Judit Polgár Chess Foundation, attraverso cui promuove gli scacchi come strumento educativo. È fondatrice del Global Chess Festival e dell’Educational Chess Summit, autrice di libri e ideatrice del Judit Polgár Method, un programma didattico che utilizza gli scacchi per sviluppare capacità cognitive e competenze trasversali nei bambini. Svolge inoltre attività di relatrice, speaker Ted e commentatrice dei principali eventi scacchistici internazionali. Nel 2026, infine, Netflix le ha dedicato il documentario Queen of Chess, che ne ripercorre le tappe della vita e l’impatto che ha avuto nel mondo degli scacchi.

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